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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Venerdì 17 Settembre 2021

 
atletica-pista

Tra ingrugnite prese di posizioni e qualche sospetta amnesia, la stagione più esaltante di sempre va melanconicamente a riporsi nel polveroso stanzino dell’archivio. E’ proprio quello che ci si aspettava dopo i 5 ori olimpici?

Daniele Perboni

Nauseati da tanta, troppa atletica abbiamo cercato rifugio in un letargo estivo da cui a fatica siamo stati risvegliati. Anche dal rimprovero severo della monocorde bastarda coscienza che spinge, a volte, in senso ostinato e contrario, al torpore che affievolisce la voglia di riprendere il cammino pre-olimpico. Dunque (ri)eccoci ancora a pestare sugli innocenti tasti del fido Mac. Carne al fuoco, tanta. Temi, infiniti. Dove metter mano dunque? 

A soccorrerci una telefonata che non ti aspetti. Scambio di informazioni «Ti scrivo su Messenger… continuo su WhatsApp… ti mando il link…». Ok basta, fermiamoci. Ciccia ne abbiamo a sufficienza. Aggiunta all’ideuzza che frullava già da qualche settimana, uno bravo ne potrebbe ricavare un trattato.

CAPITOLO UNO – Stefano Mei, sì sempre lui. Il presidente ex campione, visto con gli occhi di uno psicologo potrebbe apparire come il classico “potente” sopraffatto da sindrome d’accerchiamento. Provi a scrivere qualcosa ed ecco che arriva un suo messaggio. Accenni ad un episodio, magari innocente, eccolo presente sul pezzo con scambio opinioni, giudizi, concetti che magari nessuno aveva previsto. Personalmente un primo assaggio lo avemmo nel lontano 2017. Tempi non sospetti. Almeno per noi. Una mancata menzione del soggetto in questione in un articolo ed ecco che «Ciao… pensavo di essere stato a Trieste… invece mi sbagliavo. Eppure mi pareva di averti salutato. Arguisco che sia meglio scrivere di persone più vicine alla FIDAL … Peccato».

Risposta del qui presente: «Stefano cazzo! Ci siamo incrociati davanti al cesso. Tu uscivi io entravo. Sai quanti altri ho incontrato e mi sono dimenticato di citarli? […]». Seguono altri scambi di alta letteratura. Stiamo o non stiamo forse celebrando i 700 anni dalla morte di un tal Durante di Alighiero degli Alighieri? Vero è che su questi mesi di presidenza piovono così tante critiche da far incazzare più di un santo, alcuni piuttosto vicini e che lo sostennero in campagna elettorale. Altrettanto vero, però, che il primus inter pares di "Orgoglio del riscatto" non fa nulla per giungere se non ad una sorta di pace almeno ad un cessate il fuoco. Tregua che apparentemente tutti auspicano, dentro e fuori il Consiglio federale, ma che in verità nessuno sembra abbia intenzione di accettare.

Così facendo si corre il serio pericolo di scivolare nel ridicolo e nel girone degli ignavi. Gli appuntamenti internazionali da organizzare incombono (Eurocross a Venaria Reale, dicembre 2022, Europei di Roma 2024). Urgono provvedimenti veloci e concreti. Risposte? Zero! Da più parti si è chiesto di “valorizzare” velocemente (la memoria degli italiani si sa è terribilmente corta) gli ori di Tokyo. È passato oltre un mese. Tutto è fermo, lasciato alle iniziative di singole manifestazioni e/o organizzatori. Quel che è certo è che l’ex eterno ragazzo sta incrociando i pugni con i consiglieri d’opposizione. Siamo al tipico stallo alla messicana. Nessuno che si prenda l’incombenza, la responsabilità di provocare il classico terremoto istituzionale. Terra a terra sfiduciare il presidente e andare a nuove elezioni.

CAPITOLO DUE – A qualcuno non piacciono le piste italiche. Troppo lente? Ingaggi risicati? Poca concorrenza, dunque nessun stimolo agonistico? Sta di fatto che l’atleta celebrato come l’eroe della 4x100 olimpica, dalle nostre parti si è visto ben poco. Pochissimo. Una sola volta su sette partenze. Nei 100. Una sulla distanza doppia, con la quale sembra essersi riconciliato dopo alcuni anni piuttosto freddi. L’ultima apparizione sul mezzo giro si avrà domenica 19 ai 1800 metri dello stadio Kasarani di Nairobi. Poi arrivederci alla prossima stagione. Assisteremo all’identico copione?

CAPITOLO TRE – Vi ricordate della vicenda Schwazer/Donati e della lunga battaglia processuale? Bene, l’altoatesino, pur “perdonato” (il virgolettato è d’obbligo) dalla giustizia italiana è comunque ancora sottoposto ad una lunga squalifica sportiva che terminerà il 7 luglio 2024. Recentemente il suo pigmalione ha dato alle stampe un libro incentrato sulla nota vicenda. Come vuole la tradizione sta facendo il giro delle sette chiese per pubblicizzarlo. Nulla di male. Libera Chiesa in libero Stato. Libero cittadino Donati. Squalificato, dunque inibito in qualsivoglia ambito sportivo, l’altoatesino oro a Pechino 2008.

Peccato che… l’autore si sia presentato ad alcune manifestazioni accompagnato proprio dal suo pupillo. Nel nostro paese per fortuna non esistono liste di proscrizione. Si può circolare senza problemi, incontrare gente, parlare con chiunque, presenziare ad avvenimenti, ecc … Censura zero. Tranne che… se sei un atleta squalificato non puoi avere contatti con nessun altro tesserato. Le regole WADA recitano che ti è proibito avere rapporti in veste professionale o in altra veste sportiva con atleti o altre persone soggette all’autorità antidoping.

E qui, signori, sembra cascato l’asino. In data 10 settembre a Zero Branco (Treviso) si è organizzata la presentazione del libro scritto da Donati. Presentazione patrocinata dai Comitati Provinciali FIDAL di Treviso e di Venezia, a cui erano presenti i rispettivi presidenti. E sin qui ancora tutto ok. Peccato che alla serata si sia presentato anche un certo Alex Schwazer e che abbia partecipato alla premiazione di alcuni atleti. La FIDAL non ha nulla da dire?

Il prossimo 23 settembre, a Cernusco sul Naviglio, nell’ambito del “Fair Play Festival” verrà organizzata una analoga serata, a cui presenzierà, oltre all’autore, anche l’assessore allo sport di Cernusco: Maria Grazia Vanni, che, guarda caso, è pure Consigliere Federale e vice-Presidente FIDAL. Chiediamo ancora una volta se la Federazione se ne resterà muta. 

Fine. Quasi seimila battute. Per una ripresa sono sin troppe, meglio fermarci e non sbrodolare oltre … 

 

 

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