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Piste&Pedane / Velocita' ed altre congetture

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Venerdì 18 Giugno 2021

 

corsa-generica


Piccoli misteri crescono. In mancanza di riscontri diretti, casomai in pista, proviamo a mettere sul tavolo qualche pensiero in merito alla vexata quaestio dello sprint nostrano: che si sia ognun lo dice, dove sia …

Daniele Perboni

I fatti, aggiornati a ieri 17 giugno. Oggettivi. Incontrovertibili. Inamovibili. Stagioni 2020-21, indoor comprese. Marcell Jacob, ha gareggiato 27 volte. Filippo Tortu 14, con un’appariscente zero nell’inverno appena trascorso. È poco, è tanto? Consultando i sacri testi delle graduatorie, delle stagioni passate, remote, italiane, mondiali, lunari e del pianeta Bogden, l’iper-tatuato texano-gardesano viaggia nella parte bassa della classifica. Cioè si colloca fra quelli che non corrono tre volte a settimana, ma neppure una volta al mese. Il sardo-monzese invece …

Poche, pochissime apparizioni. Centellinate. E salvo rare eccezioni, non si è mai cimentato in due prove nella stessa giornata. Specialmente sulla distanza lunga. Che poi sarebbe la più corta del programma olimpico per un velocista, scattista lo avrebbe chiamato il vecchio Carletto Monti.

Decisioni, riferite all’ex primatista italiano che su quel 9”99 madrileno, risalente al 22 giugno 2018 (pista che lo rivedrà all’opera domani 19 giugno), ha costruito una deludente carriera lunga ben tre anni, e che alla fine lo hanno portato a peggiorare costantemente le sue prestazioni. Talento sbocciato troppo in fretta e appassito prematuramente? Personalmente non lo crediamo, anche se riteniamo arduo, per lui, riuscire a ritoccare sensibilmente quel sub 10. Sempre felici di essere smentiti naturalmente.

E passiamo alle congetture, suggerite dai comportamenti dei protagonisti di cui sopra, o meglio del protagonista più giovane (Pippo, 23 anni), perché quello più vecchio (Marcell, 26 anni a settembre) quando il suo fragile sistema muscolare lo lascia in pace non si è mai sottratto ai confronti agonistici. Anche quando praticava la specialità che fu del suo mentore Paolo Camossi. Non il triplo naturalmente, ma quella di cui fu mirabile maestro un tal “Figlio del vento”.

Scelte tecniche. Fatti salvi infortuni vari e contaminazioni da Covid. Ma quelle fanno parte del gioco.

Scelte di marketing, fisiologiche, di muscoli fragili che non reggono l’usura (?). Metodi di allenamento così sofisticati, traumatici o complessi da interferire con la voglia-possibilità-capacità di frequentare più assiduamente le piste e scontrarsi con gli avversari? 

Valutazioni non ancora pienamente comprese dalla galassia di allenatori che quotidianamente si trovano sulle piste di tutto lo stivale. E, sinceramente, ben pochi, fuori dal cerchio magico della famiglia Tortu, le hanno capite.

Dubbi. Sarà per questa ragione, la poca visibilità, che il secondo velocista più forte dello stivale ha perso lo sponsor tecnico? Lo ha ammesso il nostro protagonista in una intervista rilasciata alla “rosea”. E siamo sempre nel campo delle supposizioni. Ancora. Girano voci, e il personaggio principale di questa racconto non ce ne voglia, di richieste “fuori mercato”. Fantasie di vecchi e incalliti detrattori? Certamente.

Unico punto fermo, altro fatto inoppugnabile, è il più che deludente 10”30 ottenuto sulla pista di Ginevra il 12 giugno, che ha fatto seguito all’incoraggiante 10”18 d’esordio di Rieti del 22 maggio.

FULMINE LARISSA – Così come sa esplodere per saltare sempre più lontano, ecco che alla vigilia dei Giochi e dei Mondiali under 20 di Nairobi la giovane fiorentina ha fatto deflagrare la notizia del cambio di allenatore. Improvvisamente Gianni Cecconi, il tecnico che l’ha portata a siglare il 6.91 indoor che la colloca al terzo posto delle liste stagionali 2021, è stato bellamente scaricato. “Fatti più in là, così vicino mi fai turbar. Fatti più in là a a a …” cantavano le Sorelle Bandiera. Ora ci penserà il padre che già sa come stravolgere la preparazione. A settembre? No. Domani. Più di tante parole vale il commento di una persona cara che segue l’atletica solo attraverso le nostre vicende e i nostri scritti: «Che senso ha?».

Anche per questa vicenda non è dato sapere di più. Almeno per ora. E il settore tecnico che dice? E il Presidente Stefano Mei? E i consiglieri federali? Almeno uno, interpellato, si è detto all’oscuro. E tutto tace …

Buon’atletica, signori.

 

 

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