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I sentieri di Cimbricus / Era doping o una fuga di mezzanotte?

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Giovedì 17 Giugno 2021


doping-19 


Doping e dintorni, un collana di thriller con sempre nuovi titoli: se ne potrà mai venire a capo? Dubbio, ma una cosa è certa e provata: nulla stimola più la fantasia dei "fruitori" come una buona dose di nandrolone od affini.

Giorgio Cimbrico

L’ultimo a entrare in scena è il burrito di Shelby Houlihan, primatista USA dei 1500 e dei 5000, originaria di un posto che ha un bel nome, Sioux City, Iowa, uscita prepotentemente alla ribalta un paio d’anni fa con un sub 3’55” nei 1500. “C’è un baracchino vicino a casa, ho comprato un burrito e tutti sanno cosa danno ai maiali per allevarli”. Il maiale, specie quello magro, pare abbia bisogno di nandrolone. E la pena per chi presenta tracce di quello steroide nelle proprie urine è quattro anni di squalifica.

Le giustificazioni di fronte a una positività assomigliano a un’opera buffa, a un brano di Bouvard e Pecuchet, a una piccola storia universale della menzogna non compilata da Jorge Luis Borges che preferì l’infamia.

Di volta in volta, saltabeccando tra atletica e ciclismo – con sporadiche intromissioni del calcio che gode di ambiente protetto – abbiamo notato e annotato responsabilità attribuite a:

• Shampoo fortificanti delle radici pilifere
• Dentifricio che, nell’etichetta, conteneva sostanze espresse in corpi troppo minuscoli per esser letti (Dieter Baumann, oro nei 5000 a Barcellona ’92)
• Bistecche non fornite dal macellaio abituale, di piena fiducia (caso Contador, ma non solo)
• Integratori inquinati o inquinanti
• Caramelle messicane dai poteri rilassanti fornite dalla zia (Gilberto Simoni)
• Fellatio o altre pratiche di tipo sessuale che comportano la trasmissione di fluidi
• Uso di medicinali per un incremento delle proporzioni del pene (ne derivò il titolo: Merritt colto in fallo)
• Flagello della narcolessia che colpisce soprattutto le famiglie dei velocisti
• Ematocrito alto, abituale tra i parenti di prima e seconda generazione
• Ritrovati per bruciare rapidamente i grassi
• Uso esteso di Ventolin: l’asma sembra molto diffusa
• Doping inconsapevole: “mi davano delle pillole e io le prendevo”

Con la nascita della misura del whereabout – esisterebbe il termine italiano: reperibilità – è nata una nuova categoria, quella dei distratti.

• “Ero uscito per fare i regali di Natale” (Christian Coleman)
• “Sono cose che capitano” (Salwa Eid Naser dopo aver saltato il quarto controllo)
• Non funzionava il campanello, non funzionava il telefono, non c’era rete per il cellulare

Manipolazioni e sotterfugi:

• Katrin Krabbe, Grit Breuer e Manuela Derr viaggiavano con urina pulita come bagaglio appresso. Non è il caso di svelare sino in fondo come uscissero pulite dai controlli
• Brianna Rollins, ora McNeil, deve fronteggiare una pesante squalifica perché ha provato a intorbidare un già torbido risultato
• Wilson Kipsang ha fornito fatti falsi e testimonianze sospette
• A 17 anni di distanza l’incidente motociclistico di Kostas Kenteris e Yekaterini Thanou ha la solida apparenza di una messinscena. O di una fuga di mezzanotte? -

In questo elenco, che non vuole essere esaustivo, non è compresa la categoria dei sostenitori delle teorie dei complotti. Per gli interessati segnaliamo “Il cimitero di Praga” di Umberto Eco e “I Protocolli dei Savi di Sion”, autori vari e mai identificati.

Tra i rei confessi segnaliamo Dwain Chambers che nella sua autobiografia ha elencato tutto quello che ha preso. Ha pagato sino in fondo, in tutti i sensi, e merita rispetto.

Tra i redenti, Kelli White, doppio oro mondiale 100-200 a Parigi 2003, privata di entrambi i titoli e passata nella trincea nell’USADA, l’agenzia antidoping americana. Almeno lei.

 

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