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Duribanchi / "Solo attraverso il tempo si vince il tempo"

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Martedì 15 Giugno 2021


eriksen


L’UEFA è “buona e tanto sensibile”, ma schiuma rabbia quando qualcuno si avvicina alla sua cassaforte. Dove entra il 70% delle risorse continentali a fronte del 30% destinato alle società. Lecito sapere chi le maneggia?

Andrea Bosco

Nel segno del dolore il marinaio che non vorrebbe più navigare si interroga su Giansenio: abbiamo tutti una mappa con un cammino segnato? Per alcuni breve, per altri lunghissimo? Gli inciampi della vita segnano una strada sconnessa: dove la fede vacilla e dove l’idea della predestinazione mette radici. La follia che stronca la vita di due bambini e del pensionato che aveva cercato di aiutarli. La follia di un malato di mente, lasciato senza aiuto, libero di impazzire e di uccidere. Se non vuoi farti curare la legge te lo permette. Non puoi decidere come e quando morire, ma puoi evitare le cure, i vaccini, il sostegno per una mente devastata dai demoni.

Donne uccise per aver osato ribellarsi. Per aver tentato di percorrere una vita diversa. Uomini così fragili da non poter sopportare di essere lasciati. Eccezione che conferma la regola: una non ha sopportato che il marito la piantasse. E l’ha sgozzato mentre discutevano in auto. Dirigenti con tante vite spezzate sulla coscienza, i cui avvocati tentano di dimostrare l’indimostrabile: che i loro assistiti “non sapessero”. Che non fossero a conoscenza che il cavo, le ganasce, i sistemi di sicurezza di quella funivia fossero difettosi. Parimenti, del resto, sostengono i difensori degli ormai ex proprietari del fatale Ponte Morandi: erano i periti a sapere. Non loro. Come in una canzone di Edoardo Bennato. Noi no: voi.

Vite spezzare come quella della pakistana Saman, presumibilmente uccisa dai famigliari, con la sola colpa di voler “vivere all’occidentale”. E il cui corpo da settimane inutilmente le forze dell’ordine stanno cercando nelle campagne. Femminicidio non fanatismo religioso, spiegano persino le femministe. Del resto da Bruno Vespa l’ambasciatore del Pakistan ha affermato qualche cosa di irricevibile. Senza che l’ineffabile ministro degli esteri abbia sentito il dovere di chiederne l’allontanamento.

La morte come mistero impenetrabile. Colta da un malore Paola Pigni, leggenda dell’atletica, è mancata nel corso di una cerimonia alla quale presenziava anche il capo dello Stato. Agli Europei di calcio la prontezza di un compagno e la competenza dei medici hanno salvato il principe di Danimarca, Christian Eriksen, da una fine simile a quella occorsa ai poveri Curi e Morosini: infarto mentre giocavano. Un urlo di gioia dal divano quando la provatissima collega di Sky, dopo un’ora infernale ha infine detto: “È cosciente”. L’augurio è che Eriksen si ristabilisca e possa condurre una vita normale. Anche senza, nel caso, il calcio. Gli indios venezuelani Piaroa reputano che ogni uomo possa spendere tre vite. Una, Eriksen, l’ha certamente consumata.

Dedicato a quelli che l’UEFA è “buona e tanto sensibile”. È venuto fuori che la Danimarca sotto choc per quanto capitato ad Eriksen non avrebbe voluto riprendere a giocare. Ma sarebbe stata minacciata di sconfitta per 3-0: per abbandono di partita. I danesi egualmente sono stati battuti dalla Finlandia, dopo aver ripreso a giocare. Il marinaio non comprende come abbiano “osato” pensare che lo “spettacolo” potesse essere interrotto. L’UEFA è l’istituzione che non si è fermata neppure per i 3000 morti provocati dall’attentato a New York alle Torri Gemelle. L’UEFA per le vittime non si agita. Ma schiuma rabbia quando qualcuno si avvicina alla sua cassaforte. Dove entra il 70% delle risorse continentali a fronte del 30% destinato alle società. Il marinaio ha un sogno: essere aiutato a capire (e a far capire) come l’UEFA impieghi quelle risorse. Chi le maneggi. Quali spese vengano sostenute. Quali investimenti vengano attuati.

La morte e la vita: una donna ha messo al mondo in una volta sola 10 bambini. Il mistero di un interruttore che si accende e si spegne. Sappiamo sempre più cose sul nostro DNA. Sappiamo come nasciamo e perché moriamo. Ma siamo ancora impreparati alla sequenza temporale. Il caso ci avvolge. “Caso – spiegava Anatole France – è forse lo pseudonimo di Dio quando non voleva firmare”. O magari Dio, semplicemente, non possiede una stilografica. Quindi? Niente. Non ci sono risposte perché il quesito non attiene alla fisica. Uno scienziato le risposte sa trovarle: la legge di Occam è sempre attuale. Ma per i quesiti che ci assillano difficilmente le troveremo. Forse scopriremo dove “stiamo andando”. Forse persino da “dove” veniamo. Ma se mai scopriremo “chi” siamo, la spiegazione potrebbe terrorizzarci.

Non serve essere Leopardi o Schopenhauer per abbandonarsi al pessimismo. Basta leggere il più grande di tutti. Che il marinaio non reputa essere l’Alighieri e neppure Omero. Non l’inquietante Da Vinci che probabilmente le risposte le conosceva: tutte. Ma William nostro contemporaneo, così poetico, così profetico, cosi moderno. A Milano è andato in scena uno spettacolo, l’ennesimo Amleto, della durata di sette ore. Qualcuno lo ha lodato, altri lo hanno stroncato. Amleto, uomo o donna? O transgender? Amleto oltre la vita e la morte. Non solo in Danimarca c’è del “marcio”. Il Bardo lo spiega: c’è ovunque. L’enigma è quello sull’uomo che ha scritto di amori e delitti. Di abissi della mente e di smisurate crudeltà. E su come, contemporaneamente, abbia potuto anche raccontare di elfi e fate. Di tempeste e bisbetiche domate. “Romeo e Giulietta” è una struggente storia d’amore o una sadica tragedia?

La Divina ha annunciato che dopo Tokyo, e dopo un meeting che tra agosto e settembre si terrà a Napoli, uscirà per sempre dalla vasca. Sarà un triste giorno per il nuoto. Ma il tempo non concede sconti. Fa impressione vedere Federica che gareggia (e spesso vince) contro ragazzine che quasi (e magari senza quasi) potrebbero essere figlie sue. In realtà tutte un poco, egualmente, lo sono. Nessuna nuotatrice, neppure tra le più vincenti ha mai raggiunto, a memoria, la popolarità di Federica Pellegrini. Nella strepitosa Italia “rosa” del nuoto c’è molto di Federica. La competitività delle ragazze è cresciuta attorno alla sua. Anche se deve essere maledettamente difficile competere con una che ormai non gareggia contro le avversarie e contro il cronometro. Pellegrini gareggia contro il Tempo. Probabilmente perché Federica ha fatto tesoro dei pensieri di T.S. Eliot: “Solo attraverso il tempo si vince il tempo”.

 

 

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