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Piste&Pedane / Il problematico equilibrio tra Atletica e TV

Lunedì 7 Giugno 2021

 

hassan 


“Da decenni si discute sull’appeal che può esprimere l’atletica sul piccolo schermo. Purtroppo, siamo ancora alle basi della materia. Il tempo pare essersi pietrificato. Nulla è mutato. Continuiamo a farci del male.”

Daniele Perboni

Mercoledì 2 giugno. Festa della Repubblica. Giorno fausto. 75 anni addietro ci siamo, meglio dire si sono, liberati, buon per noi, dei Savoia. Schiatta di regnanti che negli ultimi decenni del regno non brillarono agli occhi degli italiani. Senza contare l’ignobile fuga da Roma e l’imbarco sulla corvetta “Baionetta”, dal porto di Ortona. Destinazione Brindisi. La salvezza. Il resto del popolo si arrangi … Nel nostro piccolo festeggiamo e poi … rugby e atletica. Palla ovale in TV, finale di scudetto fra i Bersaglieri rodigini e i Tutti-neri padovani. Vittoria dei primi all’ultimo secondo. Letteralmente. La regina relegata sull’iPad.

In scena il trentesimo meeting internazionale di Conegliano. Qualche spunto di buona atletica, specialmente nei lanci, con la presenza di Leo Fabbri (20.50) e del neo “assunto” azzurro Zane Weir (20.27). In questa sede, però, non stanno a cuore i risultati tecnici. Il motivo dell’interessamento dunque? Semplice: lo spettacolo andato in onda. Lo show offerto alla vista dei pochi, pochissimi spettatori che si sono avventurati e seguire le vicende venete mandate in diretta sul programma TV della Federazione.

Ottima iniziativa, la diretta, peccato che … Peccato esserci trovati sovrastatati dal … nulla, noia, sonnolenza. Stizza. Lunghe pause fra una prova e l’altra. Giustificate da un programma a dir poco illogico, con intervalli di venti minuti fra una corsa e l’altra. Attenzione: si trattava di gare secche, con pochi atleti da gestire in campo o in pedana. Per caso il programma orario viene concordato oppure …? Chiediamo, così tanto per sapere.

Per chiudere i “buchi” agonistici ecco zoomate su concorsi sonnolenti, campi vuoti, lunghe inquadrature fisse …

Non siamo esperti di programmi e spettacoli, ma in lunghi anni di militanza abbiamo capito come calamitare l’attenzione del pubblico. Specialmente quello televisivo. Brevi, brevissimi tempi di attesa fra una prova e l’altra, accompagnati da commenti effervescenti. È la base. A seguire ci si può inventare di tutto. A Conegliano non è successo. Gia avevamo avuto un breve accenno il 19 maggio con la trasmissione del meeting di Castiglione della Pescaia. Ma in quell’occasione il vento, eccessivo, da falsare ogni risultato tecnico, ci ha fatto desistere in anticipo. In questa occasione stoicamente abbiamo perdurato nell’errore. Autolesionisti. Come da preventivo, il risultato non è andato oltre la delusione, lo sconforto e il rammarico del tempo perso.

Da decenni si discute sull’appeal che può esprimere l’atletica sul piccolo schermo. Purtroppo, siamo ancora alle basi della materia. Il tempo pare essersi pietrificato. Nulla è mutato. Continuiamo a farci del male.

Permetteteci piccoli suggerimenti. Non sarebbe il caso di offrire ai telespettatori qualche informazione in più oltre i soliti risultati? Il vento per esempio; magari anche temperatura e umidità; record personali o stagionali; tempi di reazione. Così, tanto per ravvivare un poco la dimessa atmosfera che normalmente caratterizza queste riunioni. Oppure si è mai pensato di mandare in onda una sintesi con le migliori prestazioni, qualche intervista o curiosità? Per la miseria, da una riunione che si fregia del titolo “internazionale” si deve e si può pretendere qualcosa di meglio!

DIECIMILA – Fine settimana all’insegna di un’altra Coppa Europa. Questa volta in pista i fondisti impegnati nei 10.000. Brave le ragazze, seconde alle spalle delle britanniche. Migliore delle “nostre” la maratoneta Giovanna Epis (33’02”07), mentre le restanti azzurre hanno centrato i personali: Anna Arnaudo 33’02”70; Rebecca Lonedo 33’27”56; Federica Sugamiele 34’08”12. Il migliore fra gli uomini (quarti a squadre) Nekagenet Crippa in 27’51”93.

Certo, fanno tenerezza questi “crono” se paragonati al mostruoso 29’06”82 (14’38”75 ai 5.000) ottenuto a Hengelo dall’olandese Sifan Hassan. La doppia campionessa del mondo di Doha (1500 e 10.000) ha tolto più di 10 secondi al precedente record (29’17”45) di Almaz Ayana ottenuto in occasione della sua vittoria a Rio 2016. Con questo salgono a quattro i mondiali detenuti dalla ventottenne naturalizzata orange: 10.000, Miglio (4’12”33, Montecarlo, 12/7/19), 5 Km su strada (14’44”, Montecarlo, 17/2/19), Ora di corsa (km 18,930, Bruxelles, 4/9/20). Da aggiungere anche il record europeo sulla Mezza: 1h05’15”, København 16/9/18). Sui 5 km strada si contano anche il 14’43” della keniana Chepkoech e il 14’39” della norvegese Bjerkell ottenuti in gare miste.

Scarpe nuove? Magiche? Delle sette leghe? Evoluzione dei metodi di allenamento? Diete speciali (escluso il sangue di … tartaruga)? Piste sempre più performanti? Oppure, più semplicemente, un mix di tutto un po’? Agli esperti choach, scienziati, tuttologi l’ardua sentenza.

BATTOCLETTI – Più che eccellente pure il crono della giovanissima Nadia Battocletti a Gravellona Toce. Dal sito federale: “3000 metri, con il crono di 8’54”91, prima volta sotto i nove minuti sulla distanza, con un progresso di quasi dieci secondi rispetto al tempo corso due anni fa a Göteborg (9’04”46). La 21enne azzurra sgretola il precedente record per la categoria U23, che era stato fissato a 9’01”38 nel 2014 da Federica Del Buono”. 

 

Foto: worldathletics.org

 

 

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