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Fuorisacco / In morte del nostro amico Leonardo

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Martedì 11 Maggio 2021


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(gfc) Leonardo Zauli [1943-2021] si è spento improvvisamente nella mattinata di ieri. Chi sia stato nel panorama dello sport romano e di quel CONI – che suo padre Bruno aveva “rifondato” nel 1946 dalle ceneri del fascismo affidandolo a un geniale leguleio di successo, Giulio Onesti – appare superfluo ricordarlo a chi c’era. Sin da bambino Leonardo aveva respirato l’aria del Foro Italico che in maniera del tutto naturale era diventato la sua “casa”, non soltanto per il lavoro ma anche per l’impegno verso i primi organismi sindacali. Avvocato, esperto di diritto sportivo cresciuto alla scuola di Inigo Marani Toro, Leonardo aveva retto per decenni l’Ufficio Legale del CONI in anni di crescita esponenziale e turbolenta, prima di accettare, sul finire della carriera, la difficile presidenza della Sportass. Sul piano più strettamente sportivo, giovanissimo, dopo la morte del padre avvenuta nel 1963, aveva fondato la società di atletica che ne portava il nome e che è stata uno degli ultimi esempi di un club civile autofinanziato e retto sulla sola passione. Con la sua morte se ne va una delle menti più lucide e razionali del nostro mondo ed, in certo modo, si chiude un'epoca.

Alberto Gualtieri

Caro Leonardo: 
non ti vedevo da quel tempo che la pandemia aveva reso rarefatti i contatti, seppure qualche veloce incontro c’era stato. L’ultima volta, dopo esserci salutati, ti osservavo allontanarti e pensavo al lavoro gentile che il tempo fa su ognuno di noi. Da anni infatti il tuo approccio verso il mondo era divenuto dolce pur conservando la forza e l’intelligenza di una personalità come la tua.

E confrontavo questo tuo essere disponibile, con il guerriero Zauli con il quale per un periodo non breve ho combattuto anche aspramente nella sezione Ponte Milvio del PCI, di cui eravamo entrambi tesserati e decisamente coinvolti.

Poi le scissioni. Non quelle politiche e banalmente ripetitive ma quelle imposte dall’esistenza. Le quali non hanno però intaccato, per mia fortuna, il reciproco profondo rispetto ed un’ampia stima simile all’affetto.

Ricordo, qualche anno fa, un pomeriggio a Madrid trascorso con un Luciano Barra depresso dalla situazione della nostra Atletica. Luciano parlava della situazione come un marito tradito che non smette di amare la moglie pur non sapendo come risolvere il distacco.

Lanciai così l’idea di un documento, tipo quello così efficace del “Rinnovamento” di decenni prima di cui Barra era stato uno dei promotori. La proposta era un gruppo di lavoro con lui, Gianfranco ed io. Occorreva però un quarto uomo, uno di cervello legale capace di redigere regole che disciplinassero ed insieme stimolassero una materia viva come l’Atletica.

Il tuo nome, Leonardo Zauli, venne immediato. Luciano ne fu entusiasta. E tu, Leonardo, quando ti accennai la cosa, accogliesti quest’idea con il morbido sorriso del giovane serio che conosce le difficoltà della realtà ma non si tira indietro di fronte a una proposta che veniva da una “banda” di ragazzi di cui si sentiva parte.

Non se ne fece nulla. E adesso un “ragazzo” come te ci lascia. E chi se ne frega di quella idea di Madrid. Sei tu che non ci sei più e questo mi mancherà molto, troppo, come mancherà a tutti coloro che ti hanno conosciuto anche se non a fondo.

Sono molto triste. Riposa in pace, caro amico.

 

 

 

 

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