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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore

Fatti&Misfatti / Maschere in cartongesso e poca solidarieta'

Lunedì 23 Agosto 2021


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Col basket che finge di non capire l’anatema dell’evangelista accusatore Bianchini che vede la FIP arroccata dietro alla buona Olimpiade dell’Italia bonsai, ma senza voce quando la scuola bandisce il minibasket.

Oscar Eleni

Dall’Antartide cilena dopo aver trovato un rifugio nella provincia dell’ultima speranza. Ne sentivamo il bisogno mentre in televisione passava un film del 2016 con Tom Cruise, dove l’ex maggiore Reicher scopre che un generale americano uccide e si arricchisce importando oppio dall’Afghanistan. Idea di Lee Child, pseudonimo di uno scrittore inglese che magari andrebbe consultato. Fantasia? Non sembra. Come non è fantasioso allarmarsi per chi manda gli operai a mangiare in strada, o, addirittura, li mette su una strada.

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I sentieri di Cimbricus / Vecchi record al tramonto

Lunedì 23 Agosto 2021


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Appare sempre più concreta la possibilità che vecchi primati storici possano venire superati e cancellati: dal discusso 10"49 del missile "FloJo" ai 1500 del maestro di calligrafia el Guerrouj. Sfide da seguire.

 

Giorgio Cimbrico

Una collezionista di medaglie (doppia doppiettista olimpica, è bene non dimenticarlo) e di prestazioni formidabili, una giovanissima sudanese nata nel New Jersey, un giovanotto norvegese che tra non molto arriverà ai 21 anni hanno deciso di farla finita con record che resistono da tanto, troppo tempo. Ere geologiche, si dice in questi casi: 33 anni dagli acuti di quella buonanima di Florence Griffith, 38 dalla carica muscolare di Jarmila Kratochvilova, 23 dalla lezione sui 1500 che Hicham el Guerrouj tenne all’Olimpico di Roma.

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I sentieri di Cimbricus / Quando si sfondano i cancelli del cielo (2)

Sabato 21 Agosto 2021


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Seconda e ultima parte del viaggio tra le gare che hanno riscritto la storia delle loro specialità. Da leggere e conservare, per chi non c'era e non l'ha mai saputo e per i più maturi che volessero rinfrescare ricordi ed emozioni.

 

Giorgio Cimbrico

• I 1500 di Christchurch ‘74

Gli anglosassoni hanno un efficace modo di dire: from gun to tape. Traduzione: dal colpo di pistola al traguardo. Per interpretare così una distanza del mezzofondo è necessario essere molto forti o molto matti. Il 2 febbraio 1974, allo stadio Regina Elisabetta II di Christchurch, Nuova Zelanda, la finale dei 1500 dei Giochi del Commonwealth è l’avventura coraggiosa e solitaria di Filbert Bayi, tanzaniano leggero come una piuma, elegante come un impala, nato quando il suo paese si chiamava ancora Tanganyka.

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I sentieri di Cimbricus / Quando si sfondano i cancelli del cielo (1)

Giovedì 19 Agosto 2021

 

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A spasso nel tempo per rivivere le grandi gare della storia: quelle che hanno spostato in avanti i confini tremolanti del gioco, per entità tecnica e per profondità del risultato complessivo. Per chi non c’era ancora e per chi c’era e amerebbe ricordare. (Prima parte).

Giorgio Cimbrico

Provare a tracciare delle coordinate per inoltrarsi in un compito ambizioso: scoprire la gara/le gare che ci hanno coinvolto e sconvolto, che hanno lasciato tracce indelebili e che possano rispondere ad alcuni requisiti: un picco fuori dal normale per il vincitore, una profondità nel risultato complessivo, un sovvertimento portato su quegli elenchi fondamentali che sono le graduatorie di tutti i tempi, tutto questo senza tralasciare il colore e il calore dei raggi della bellezza assoluta. Lo spunto, naturalmente, è la finale dei 400H di Tokyo che può assumere le sembianze della grande onda dipinta da Hokusai.

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Italian Graffiti / 9"80: anatomia di un'estate italiana

Mercoledì 18 Agosto 2021

 

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I quaranta giorni che cambiarono il mondo della velocità: fatti ed antefatti, noti e meno noti, che hanno portato Lamont Marcell Jacobs a diventare l’uomo più veloce del mondo e a vincere due medaglie d’oro ai Giochi di Tokyo.

Gianfranco Colasante

Dall’abbraccio soffocante di Enrico Letta e Matteo Salvini, è riuscito a divincolarsi come dal più serrato dei cambi di staffetta. “Non mi occupo di politica, corro e basta”, lapidario. Con Ius soli e dintorni, già a Tokyo invocato da Giovannino Malagò (subito rimbrottato dalla Lega: “occupati di sport, dove stai facendo bene”), Lamont Marcell Jacobs non vuole avere niente a che fare. Meno che meno che lo si tiri da destra o da sinistra. Più che comprensibile, visti i toni del dibattito sfuggiti ad ogni controllo. E soprattutto lontano dalla realtà dei fatti e dei numeri. C’è chi ha annuito, ma anche chi l’ha accusato di becero qualunquismo. Capita. Ma è indubbio che le priorità per lui, dopo il rientro con le due medaglie d’oro al collo, restano decisamente altre.

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