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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore

I sentieri di Cimbricus / L'atletica e’ viva e lotta con noi

Sabato 11 Settembre 2021

 

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Chi si preoccupava della mancanza di leadership – meglio: di personaggi da gettare sul mercato della comunicazione globale – dopo questa stagione pandemica dovrà prepararsi ad una rapida e imbarazzata revisione.

Giorgio Cimbrico

Dopo il doloroso capitombolo che quattro anni fa segnò l’addio di Usain Bolt, tuttologi e tuttofagi si domandavano, fingendo sincera preoccupazione, dove sarebbe finita l’atletica, quanto sarebbe durata la crisi da mancanza di leadership, per quanto si sarebbe prolungata la grande depressione, chi sarebbe stato – o se ci sarebbe stato – l’erede del tonitruante giamaicano. I tuttologi (e i tuttofagi) hanno un vantaggio: procedono usando spesso la figura retorica della sineddoche. Traducendo, una parte per il tutto. Gli scenari ampi, ragionati, frutto di analisi non fanno per loro: scrivi il pezzo e scappa.

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Osservatorio / Come farsi scippare gli Europei '24 ...

10 Settembre 2021

 

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… e non rendersene conto. Ci sarebbe da meravigliarsi, se non si conoscessero gli attori, del teatrino dei pupi in onda sul palcoscenico dell’atletica. Ma pare che il futuro incerto e le minacce che incombono sulla rassegna non interessino alcuno.

Luciano Barra

Nei libri di storia le Idi di marzo sono famose e ricordate per l’assassinio di Giulio Cesare. Negli annali dello sport italiano le Idi (o quasi) di settembre andrebbero ricordate per alcune imprese memorabili. Ai primi di settembre del 1934 avvengono a Torino, grazie a due grandi personaggi dello sport italiano, Bruno Zauli e Mario Saini, i primi Campionati Europei di Atletica, rimasti famosi perché per decidere la vittoria dei 100 metri si dovette attendere il giorno dopo perché il fotofinish fu mandato a Milano … per la sviluppo.

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Piste&Pedane / Chi prima di Jacobs? Un secolo per un secondo e mezzo

Giovedì 9 Settembre 2021

 

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Se la vicenda di Lamont Marcell Jacobs è entrata di slancio nel nostro quotidiano, non so quanti sanno chi e cosa c’era stato prima. Questo breve studio dedicato ai record italiani della gara regina, ha la presunzione di voler riscoprire il nostro passato sui 100.

Gianfranco Colasante

Cronologia dei 100 metri italiani 

In un recente post, Giorgio (Cimbrico) mette sull’avviso la confraternita circa l’uso smodato, se non improprio, che si fa oggi delle parole “storia” o “storico” applicati allo sport. Condivido, dal momento che in genere, di “storico”, si finisce poi col trovare solo qualcosa di sentito dire male o di orecchiato peggio. Tanto più che la Storia, quella con l’iniziale maiuscola (penso a Montanelli, tanto per fare un nome a caso), in Italia pare essere stata abolita per decreto. Così convintamente aderisco e, ripromettendomi di non utilizzare il termine “storia” per una vicenda che pure si sviluppa per oltre 110 anni, ricorro a un meno impegnativo “cronologia” per rileggere le pagine un po’ ingiallite della velocità breve in Italia.

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I sentieri di Cimbricus / Quella palla da sedici libbre

Mercoledì 8 Settembre 2021

 

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Quasi tutti gli esercizi dell’Atletica derivano dagli antichi giochi popolareschi delle isole britanniche. Tra questi il getto del peso, come dire la palla di cannone da 16 libbre (7 chili e 257) che aveva scandito la storia dell’Impero.

Giorgio Cimbrico

Le carogne dei cavalli puzzavano perché sarà anche stato ottobre inoltrato ma su quella penisola il sole batteva ancora forte. E ora a Jim e agli altri del reparto toccava districarsi in quel macello, accatastare quel che rimaneva dei cavalli e dar loro fuoco, seppellire i morti e recuperare quei maledetti cannoni che erano costati la Brigata Leggera. Alla fine, i russi li avevano mollati scappando oltre quelle colline basse, affacciate sulla piana di Balaklava.

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Intervista / Ricci Bitti: difendere la vitalita' dello sport

Martedì 7 Settembre 2021

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Le Olimpiadi (e il loro futuro) viste dal di dentro: una chiacchierata a largo raggio con il presidente dell’ASOIF, Francesco Ricci Bitti, a qualche settimana dalla conclusione dei Giochi Tokyo. Un insolito e felice punto di arrivo per il Movimento Olimpico, messo a dura prova dal Covid-19, ma soprattutto una ripartenza densa di interrogativi a fronte di uno scenario internazionale alla ricerca affannosa di sostenibilità e nuovi equilibri. Ricci Bitti spiega come lo sport – un comparto sempre più centrale del dialogo tra i popoli ad economie variabili – possa e debba avere molto da dire e ancora più da fare, a partire dai programmi. Occasione anche per aprire una finestra sul versante dello sport italiano che – per paradosso – si trova ad essere il più vincente di sempre proprio quando gli sono stati ridotti finanziamenti ed autonomia. Con una proposta innovativa per provare ad uscire dagli equivoci causati dalla pasticciata riforma imposta dalla “politica”.

Gianfranco Colasante

– Presidente, considerato il ruolo che riveste al vertice dello sport mondiale e, soprattutto, all’interno del CIO, quindi da una posizione di privilegio come poche, può esprimere un parere sui Giochi di Tokyo, sul loro svolgimento, azzardando un bilancio conclusivo? 

“Far parte del Comitato dei Giochi rappresenta certamente un privilegio, ma specie nel caso di Tokyo 2020 ha comportato anche un impegno totale. Il rispetto dei piani di attività richiesto ad ogni persona accreditata ha comportato per il sottoscritto cinquantadue presenze sui campi di gara, per un totale di trentun sport, a cui vanno aggiunte le mattutine riunioni con il Comitato Organizzatore per le problematiche operative urgenti.

Il bilancio finale va considerato assolutamente positivo per Giochi Olimpici veramente speciali dal punto di vista ambientale come l’atmosfera distaccata della città di Tokyo e l’assenza di pubblico negli stadi. Averli portati a termine con soddisfazione di tutte le componenti: atleti, organizzatori, sponsor, media, Federazioni Internazionali e Comitati Olimpici Nazionali, dopo le ansie e le incertezze della vigilia, mi pare sia stato quasi un miracolo”.

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