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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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I sentieri di Cimbricus / In quei tempi memorabili ...

Sabato 9 Febbraio 2019

 

1912 marcia 2 

 

Mentre si prepara l'addio alla 50, ... un pensiero a quando non c'era mai noia. Ma ora tutti dicono: cosa vuoi, i tempi cambiano, i gusti cambiano. Sono diventato vecchio a sentire queste parole che non ho mai capito se siano rassegnate o complici. 


Giorgio Cimbrico

Oltre ad essere l’anticamera del vuoto, la noia è un’invenzione dei potenti. L’hanno proposta e prodotta per vendere meglio quello che hanno comprato. Per frenare la noia di chi guarda lo sport (ma se si annoiano perché non curano la loro collezione di farfalle, di francobolli, di pastorelle della manifattura di Meissen?), hanno inventato il tie break, la fine del cambio palla, il twenty nel cricket, lo sci di fondo sul chilometro e mezzo (una contraddizione in termini: mi fa venire in mente Metastasio: “sudate o fochi a preparar metalli …”), e ora con la piena complicità di autorità sportive sempre più morbide e arrendevoli hanno decretato che la 50 km di marcia è un relitto del passato, un anacronismo, un ingombro di quattro ore su palinsesti che vivaddio devono essere più agili di Peter Pan che vola tra il sartiame di Uncino: si salverà quella di Tokyo, a 56 anni dalla vittoria di Abdon Pamich, venuta dopo una liberazione intestinale diventata epos. Dopo, addio.

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Cinque Cerchi / Cancellata la 50 km di Marcia. Nel silenzio.

Giovedì 7 Febbraio 2019

 

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Yohann Diniz, campione mondiale in carica della 50 km.

 

Nella distratta assenza delle nostre autoritĂ  sportive, prende corpo lo stravolgimento del programma della Marcia, il tradizionale comparto che piĂą di altri ha prodotto grandi successi per lo sport italiano. Un azzardo e uno schiaffo alla tradizione.


Stefano La Sorda


Qual è la nazione del mondo con più medaglie olimpiche ottenute nella 50 Km di marcia? Guarda un po’, l’Italia nostra, quel paese di grandi camminatori che iniziò nel 1932 con il bronzo di Ugo Frigerio, seguito poi dall’oro del 1952 di Pino Dordoni, il bronzo e l’oro di Abdon Pamich nel 1960 e 1964, l’altro bronzo di Sandro Bellucci del 1984 e infine l’oro di Schwazer nel 2008. La marcia è uno sport nello sport, disciplina di resistenza unica, un tesoro di medaglie per l’Italia. Con la 50 Km di marciam di fatto cancellata dal programma delle massime manifestazioni sportive internazionali, il silenzio (si spera solo momentaneo) di Malagò, Giomi e del direttore tecnico della FIDAL Antonio La Torre (che pure di marcia ne capisce), farebbe pensare ad una amnesia collettiva.

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Piste&Pedane / Il lato (non tanto) segreto del gossip

Giovedì 7 Febbraio 2019

 

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I campionati europei al coperto li guarderĂ  dal salotto di casa, prendendo le misure per i 200, la sua annunciata distanza da parata per Doha e poi per Tokyo 2020. Possiamo dormire sonni tranquilli?

 

Daniele Perboni

 

Quanto è lunga la stagione invernale dell’atletica italiana, fra campestri e indoor? Due, tre, quattro mesi? In linea di massima si può tranquillamente affermare che inizia a metà novembre (con le prime campestri al nord) e finisce a metà marzo con la disputa dei campionati nazionali, sempre riservati alla corsa nei prati, quest’anno previsti a Torino nel Parco di Venaria Reale. Nel mezzo ecco febbraio, intasato (per fortuna) di competizioni sottotetto. E per quanto riguarda i match casalinghi la gran parte sono polarizzate ad Ancona. Stop. Ora, esaurite le fatiche nel fango e nella (poca) neve, tutte le attenzioni sono concentrate sulle corte e nervose piste dei palazzetti. Dalle notizie che giungono, visitando il sito della Federazione, sembra che il movimento italico sia in perfetta salute.

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I sentieri di Cimbricus / Moderato elogio della genuinita'

Giovedì 7 Febbraio 2019

 

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Una modesta presa di posizione nei confronti di quei campioni trasformati in personaggi a gradi zero (di alcol), senza macchie (di nicotina) e misurati divoratori di cibo inodore e insapore.

 

Giorgio Cimbrico

Grazie a Kurt Vonnegut, autore di “La colazione dei campioni”, oltre a un capolavoro come “Mattatoio 5”. La “colazione” è un eccellente spunto per parlare dell’alimentazione e delle abitudini di quelli che fanno sport ad alto livello, giusto nei giorni in cui i vegani stanno alzando la testa, promettono biglietti gratis per i concerti di non so chi e non mi frega niente di saperlo, e chiedono al Papa di trasformare la Quaresima in una parentesi vegana. Nel ricordo di vecchi asado, spero che Francesco respinga l’offerta o la ignori.

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Giornalismo / "Non comprero' piu' la Gazzetta"

Mercoledì 6 Febbraio 2019


gazzetta-1955

30 Settembre 1955: quando la Gazzetta era dello Sport.


(gfc) "Tra i 2011 e il 2015 il gruppo ha perso un miliardo e 300 milioni di euro. Quando sono arrivato il debito era di 486 milioni. [...] Il 2018 registra una marginalità positiva per 156 milioni: non abbiamo mai toccato i dipendenti nè la qualità dei giornali, abbiamo ridotti gli sprechi". Queste le parole di Urbano Cairo, dall'agosto 2016 presidente e AD di RCS MediaGroup, editore della Gazzetta dello Sport, al Road Show tenuto a Milano due giorni fa. Cairo ha anche annunciato: "Stiamo preparando una nuova Gazzetta e un nuovo sito". Tutto nella logica del mercato e del risanamento, giustamente, ma nella storia dello sport italiano la Gazzetta ha avuto altri obiettivi e, soprattutto, molti e grandi meriti. Un ruolo, lo dico sommessamente, che sarebbe da tutelare almeno quanto il profitto.


Giorgio Lo Giudice


Oggi ho preso una decisione per me importante, anche se a prima vista superficiale. Ho deciso di non comperare più, dopo 62 anni ininterrotti, La Gazzetta dello Sport. Giornale al quale ho dato circa 50 anni della mia vita, professionale e non. Non ne posso più, non mi ci riconosco, non trovo più nulla che possa essere di interesse, notizie, risultati e che altro. Interi sport misconosciuti, entrano in cronaca solo se ci sono incidenti gravi o cronaca nera. Cairo si metterà a ridere, sono contento per lui. Se è questa la Gazzetta che vuole se la tenga. Ad oggi avevo mancato 14 volte la Gazzetta in oltre sessanta anni, di cui cinque perché ero su un letto d'ospedale dopo un intervento e non avevo proprio voglia di leggere e pensare allo sport.

 


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