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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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Duribanchi / Appunti dal libro di bordo del marinaio

Lunedì 15 Luglio 2019

 

venezia.navi 


“Gli schei. Una nave da crociera su tre al mondo attracca a Venezia. In una domenica di quelle ‘piene’ passano per la Marittima 30.000 passeggeri, 2000 automobili parcheggiate, 70.000 bagagli in movimento. Mentre 50 autotreni scaricano merci sulle navi.”

Andrea Bosco

Puoi essere un marinaio coraggioso. Puoi gettarti nella battaglia senza timore della morte. Puoi cercare di ingannarla, come il Cavaliere de “Il settimo sigillo”. Consapevole che alla fine, comunque, perderai. Perché la Morte conosce tutte le mosse. Nondimeno sulla scacchiera puoi provare a giocartela: la Morte apprezza gli audaci. Puoi dare un contorno, al tuo nemico. Se sei veneziano, una nave da 100.000 tonnellate a spasso nel bacino di San Marco, non può che essere un nemico.

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Osservatorio / Squadre azzurre: proviamo a guardare in avanti

Lunedì 15 Luglio 2019

 

blengini 


In chiave di qualificazione olimpica, se va abbastanza bene per gli sport individuali, affondano le squadre. Perché? Una domanda che merita un esame più approfondito sul ruolo dei tecnici e sul loro utilizzo tramite una gestione di coordinamento.

Luciano Barra

Con l’estate sono iniziati i mondiali degli sport individuali che serviranno a formare le qualificazioni per i Giochi di Tokyo 2020, ma anche per le proiezioni di fine anno. Si sono appena conclusi i Mondiali di Tiro a Volo a Lonato (5 gare olimpiche) dove l’Italia l’ha fatta da padrone vincendo in assoluto il doppio delle medaglie (23) del secondo paese, con un oro e due argenti nelle gare olimpiche. Il Tiro a Volo si conferma per noi, insieme a Scherma e Sport acquatici, la disciplina di maggior successo a Giochi Estivi.

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Saro' greve / March, un uomo chiamato coraggio (2)

Lunedì 15 Luglio 2019

 

fiasco-viso

 

(gfc) Il prossimo 19 luglio il nostro amico Marcello Fiasconaro compirà 70 anni! Abbiamo voluto, sia pure da tanto lontano, partecipare assieme a lui e alla sua famiglia a questa bella festa. Lo abbiamo fatto attraverso i ricordi affettuosi di Vanni, che ha puntualizzato i momenti salienti della sua epopea, e una dettagliata ricostruzione della sua carriera, gara per gara, dal 1970 al 1976. Marcello lo meritava. Pochi atleti hanno saputo scalare il vertice mondiale assoluto in tanto breve tempo come ha saputo fare lui. Riuscendo al suo arrivo tra noi a fare innamorare di sé tutta una nazione che non ha mai dimenticato le sue imprese, le sue grandi doti di atleta e soprattutto di autentica umanità. Auguri di cuore da parte di tutti noi, Marcello! E grazie.


Vanni Lóriga

(Seconda parte)


Nella prima puntata dedicata a Marcello Fiasconaro ho ricordato che il 15 marzo 1972 aveva corso a Genova i 400 indoor stabilendo con 46”1 la miglior prestazione mondiale. Il giorno dopo si spostò a Pavia per farsi visitare dal famoso professor Mario Boni. Aveva problemi ai tendini che resero breve la sua grande carriera di campione. Il 1972 avrebbe dovuto essere l'anno del sogno realizzato dei Giochi Olimpici. Fu invece quello della grande delusione. Quindi già in marzo March avvertiva il riacutizzarsi di un implacabile dolore al piede destro. Lui ha corso per tutta la carriera contro il dolore. È noto che giocando a rugby aveva subito una frattura ed inoltre si aveva l’impressione che la muscolatura fosse più forte dell’apparato scheletrico. Correva contro il resto del mondo e soprattutto contro se stesso. E lo ha fatto senza risparmiarsi mai.


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I sentieri di Cimbricus / E se rimandassimo a scuola i giudici?

Domenica 14 Luglio 2019

 

gardiner 


Crisi di identità o mancanza di competenza? Il consiglio che vendo gratis alla quasi trapassata IAAF e alla nascente WA è formare al più presto una categoria professionale nuova da utilizzare per manifestazioni di spicco. Si eviterebbe qualche farsa.

Giorgio Cimbrico


La IAAF fra poco si chiamerà WA, World Athletics perché così è più forte l’odore di brand. Argomenti favoriti: una sempre più forte attività nei social media, il marketing, la street athletic, le gare miste, la campagna per la bontà dell’aria, l’affare Semenya, la progressiva riduzione delle specialità che avranno diritto di cittadinanza nella Diamond League (dopo le corse lunghe, presto toccherà al triplo) e dei tempi dei meeting, come se la minaccia della noia fosse come quella portata della Signora con la falce. Ma nessuno ha pensato di formare un gruppo – pardon, un panel – di giudici professionisti, come in tutti gli sport professionistici.


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Universiadi '19 / Lo sport universitario e il suo futuro

Venerdì 12 Luglio 2019

 

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L'edizione partenopea può costituire uno spartiacque per la FISU, da tempo impegnata a cercare un nuovo modello di sport universitario che, nel rispetto delle specificità, non entri in collisione con l'attività internazionale di livello assoluto. Possibile?


Alberto Gualtieri

La mattina ci vedevamo al Bar sul Lungomare per passare il tempo della colazione commentando le notizie del giorno. Lui, l’indimenticabile Candido Cannavò, era a venuto a Catania per un paio di eventi e qualche presentazione del Giro d’Italia; io ero lì come organizzatore, designato da Primo Nebiolo, delle Universiadi siciliane del 1997. I commenti avevano quasi sempre una connotazione lievemente disperante. I quotidiani sia audio che cartacei (Internet era agli inizi) con le loro informazioni principalmente focalizzate su disgrazie, incidenti, terremoti e negatività diffuse, davano spunto a riflessioni spesso aspre e talvolta persino amare. E Candido si alzava dalla sua sedia per iniziare la nuova giornata di lavoro sospirando una frase forse non sua, forse non nuova, ma in seguito usata non poco da altri: “Sarebbe bello avere una prima pagina dei giornali piena di tutte buone notizie!”.

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