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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

   Direttore: Gianfranco Colasante    info@sportolimpico.it

Gianfranco Colasante
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Duribanchi / Sempre piu' veloce, sempre piu' estremo

Martedì 11 Febbraio 2020


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“C'è una sorta di crisi di rigetto in atto verso Sarri: la tifoseria non lo ama, la truppa sembra non capirlo, la proprietà si sta probabilmente interrogando sulla sua scelta: improbabile che Sarri possa trasformarsi in Peter Pan volando verso l’isola che non c 'è”.

Andrea Bosco

In viaggio, sui versi di Konstantino Kavafis, verso Itaca. Navigazione che vorresti durasse “a lungo” accumulando tesori per strada, nella consapevolezza che ad Itaca non troverai, ad attenderti, ricchezze. È questo che Maurizio Sarri sembra non aver compreso. Alla Juventus non troverà “avventure” ed “esperienze”, ma solo Lestrigoni, e Ciclopi. Il mondo Juventus è antitetico a Sarri. Non si tratta di moduli: si tratta di dna. Tutto a posto: in fondo la stagione della Juventus è solo più tribolata del solito per via di unaconcorrenza finalmente reale, ma nulla è ancora compromesso. E tuttavia niente è “in ordine”.

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Fatti&Misfatti / Nascosti dietro il sipario strappato

Lunedì 10 Febbraio 2020

 

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“Il caos domina il sistema da quando pretendono di mischiare agonismo professionale con tutto il resto. Roba da dilettanti allo sbaraglio, aspettando i voti della giuria come a Sanremo, villaggi del pensiero che ci sfuggono.”

Oscar Eleni

Sul mare danese, maledicendo schiena ed anca che impediscono una rimpatriata da Alceo sul mare di Pesaro. Destino. Cattiveria del tempo che passa in fretta e ti lascia stordito nel tripudio di Sanremo, felice che al mondo ci sia un coreano capace di stupire persino questa America degli Oscar da bagno, sentendo un fremito caldo come quelli che se la fanno addosso per piacere, gli eroi del wetting, quando Spike Lee, un genio ribelle, un grande, si presenta sul tappeto rosso delle gioie cinematografiche con un vestito giallo e viola nel ricordo di Kobe Bryant.

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Italian Graffiti / La storia dimenticata dei fratelli Cattalinich

Lunedì 10 Febbraio 2020

 

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Nella Giornata del Ricordo la pagina drammatica di tre fratelli zaratini – canottieri saliti sul podio ai Giochi del 1924 – costretti a lasciare la loro terra assieme agli altri trecentocinquantamila dell’esodo.

Gianfranco Colasante


Quando diciamo canottaggio il pensiero va subito ai tre fratelli Abbagnale: Giuseppe, Carmine e il più giovane (ma anche il più dotato e il meno fortunato) Agostino. Se vogliamo, una dinastia, con sette medaglie d’oro e due d’argento ai Giochi. Ma che ha altri precedenti in chiave olimpica. Come capitò negli anni Trenta, con i tre fratelli Vestrini, livornesi degli “Scarronzoni”: Pier Luigi detto “Lallo” e Renzo detto “Lilli” in gara ad Amsterdam nel 1928 e il più giovane Roberto detto “Lolli”, argento sull’Otto a Los Angeles 1932. Ma ancora prima c’erano stati i tre fratelli Cattalinich che nel 1924, sulle acque della Senna, avevano conquistato la medaglia di bronzo dell'Otto alle spalle degli universitari di Yale e dell’equipaggio canadese, ma precedendo i più accreditati britannici.


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I sentieri di Cimbricus / Un veterano di vent'anni e tre mesi

Domenica 9 Febbraio 2020

 

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Non record mondiale al coperto, quello di “Mondo” – mai nickname più profetico – ma assoluto. Come vogliono le norme. Tanto più che con lui di mezzo, 6 e 20 non sarà una risposta a chi chiede che ora è.

Giorgio Cimbrico

Armand Duplantis, 6.17: non sarebbe male che alcuni giornalisti italiani dessero un’occhiata al regolamento tecnico della World Athletics che noi poveri vecchi continuiamo a chiamare IAAF: l’articolo 260 dice che se un impianto è omologato, un record mondiale può essere ottenuto sia che esista sia che non esista un tetto che lo ricopre. Nel caso, ci troviamo a quello che viene definito record mondiale assoluto. In sei anni, dal record di Renaud Lavillenie a Donietsk, casa madre di Sergei Bubka (padrone del tetto per trent’anni), anche in quel caso presentato come record mondiale indoor, nessuno ha pensato di dare un’occhiata ai canoni, né evidentemente nessuno ha fatto caso al comunicato inviato sabato 8 febbraio, attorno alle 21, da Montecarlo: pole vault world record significa record del mondo di salto con l’asta.

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I sentieri di Cimbricus / L'uomo che interpretava se stesso

Giovedì 6 Febbraio 2020

 

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“Kirk Douglas apparteneva alla vita di tutti noi e così non è il caso di fingere commozione, ma solo di ricordarlo, e di salutarlo: Mazel Tov, i migliori auguri per quello che ha saputo dare.”

Giorgio Cimbrico

Saltando da una buca all’altra nella terra di nessuno di “Orizzonti di Gloria” o battendosi seminudo nell’arena di Lentulo Battiato, Kirk Douglas è stato un atleta del cinema. Non era solo, in quei giorni in cui la verità aveva la meglio sulla finzione: Burt Lancaster e Tony Curtis erano trapezisti, Richard Harris aveva giocato nel Munster, Paul Newman correva le 880 yards in 1’52” o giù di lì, Steve McQueen era in sella alla moto mentre saltava i reticolati che lo dividevano dalla libertà, Richard Burton era un centro geniale prima di perdersi nella bottiglia, Robert Redford correva e lanciava il giavellotto in “Come Eravamo” e non aveva bisogno di una controfigura quando batteva in “Il Migliore”, “The Natural”: i titoli originali sono sempre più convincenti.

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