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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

   Direttore: Gianfranco Colasante    info@sportolimpico.it

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I sentieri di Cimbricus / Buone notizie e cattive notizie

Giovedì 18 Febbraio 2021

 

wierer-19


Questi anni di nuovo ordine, imperanti e schiamazzanti, hanno cancellato il fascino dello sport vissuto come una piccola-grande saga, come un’avventura allegra e disinvolta.

Giorgio Cimbrico

Solo le buone notizie sono ben accette: se c’è un italiano di mezzo deve trionfare, volare (anche se si tratta di un terzo turno di un torneo di quarta categoria), deve vincere e se non capita, l’azzurro viene beffato. Dall’avversario, dalla sorte maligna, dalle Parche, da un complotto ordito dai Rosacroce, eredi dei Templari. Se le buone notizie non sono proprio buone, è sempre possibile plasmarle. L’altro giorno, ad esempio, ai Mondiali di biathlon di Pokliuka, Dorothea Wierer è andata male, nona.

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Italian Graffiti / Vengono prima i programmi o gli uomini?

Mercoledì 17 Febbraio 2021

 

foro mussolini


Dopo il passaggio oggi al Senato (e domani alla Camera) il governo Draghi si avvia a diventare operativo. Prossimo passo la nomina dei 40 sottosegretari (anche per lo sport?).

Gianfranco Colasante

Non sono in pochi ad essersi stracciate le vesti perché nel nuovo esecutivo (in via di certificazione) non figura un ministro dello sport: per intenderci colui o colei che dovrebbe sostituire la meteora penta-stellata Vincenzo Spadafora da Afragola. Un incarico che, a quanto si sente dire, farebbe gola a molti ma che pare destinato ad un livello inferiore, da semplice sottosegretario. Sempre che la delega non resti direttamente a Palazzo Chigi, il che non parrebbe proprio un delitto. Tutto si deciderà col bilancino sullo scacchiere delle nomine che in queste ore agitano i sonni dei capi partito. Vedremo a breve.

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Giornalismo / Daniele: gentleman, professionista, amico

Mercoledì 17 Febbraio 2021
 
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Questo ricordo di Redaelli apre la serie dedicata ai giornalisti che il Coach ha incontrato nei suoi anni all’Olimpia. Ci è parso opportuno riproporlo per i nostri amici.

Dan Peterson

Daniele Redaelli della Gazzetta dello Sport è il primo soggetto di questa piccola rassegna di profili dei giornalisti che sono stati vicini alla nostra squadra durante i miei anni all’Olimpia, 1978-87.  Per l'esattezza, Daniele l’ho visto una sola volta come inviato per il basket, ma quell’incontro è stato importante per me.  Poi, per dirla come sta, non è che io abbia avuto un inizio idilliaco con la Gazzetta. Quando ho firmato per l’Olimpia, Marco Cassani, capo redazione basket della â€śrosea”, ha scritto un articolo con questo titolo: â€śNon vogliamo Peterson a Milano.” Ovvio, attraverso gli anni, il rapporto è cambiato da -100 a +100.

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I sentieri di Cimbricus / Un magnifico capriccio da miliardari

Martedì 16 Febbraio 2021

 

azzurra 


Chi conosce la storia, afferma con sicurezza che non è cambiato nulla: la Coppa America è sempre stata terreno di innovazione, di ricerca, spesso assoluta. E di ambizione.

Giorgio Cimbrico

Quando Cino Ricci fece 80 anni lo chiamai al telefono e, tra le tante, disse una cosa importante e molto vera: “La Coppa America è sempre stata una frenetica aspirazione al nuovo, all’estremo. Era il regno dei ricchi sfondati, dei Rotschild, dei Lipton, dei Bic che investivano cifre pazzesche per creare barche enormi, incredibili. Oggi si spende più nello studio che nella costruzione di quei rospetti”.

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Duribanchi / Nel paese dove latitano grandi dirigenti

Lunedì 15 Febbraio 2021

 

draghi-feb21 


Non c’è nel governo Draghi dei 23 ministri, un dicastero per lo sport. Ma nel momento dei trionfi e delle medaglie, anche Draghi (come tutti i suoi predecessori) si complimenterà.

Andrea Bosco

Abbiamo un governo. Con gli uomini di Draghi nei ministeri economici. Ci siamo liberati di molti impresentabili: non di tutti. Di Maio confermato agli esteri è una scelta temeraria: per la geografia. Il resto è stato un buffetto all’orgoglio dei partiti squadernato con il manuale Cencelli. Il governo è una ammucchiata, ma questo voleva Mattarella. Quindi: tranne la Meloni, dentro tutti. La speranza è che Draghi porti fuori l’Italia dalle secche. Per ora i mercati hanno reagito bene.

 

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