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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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Atletica / Greco e Straneo guidano il Ranking 2013

Venerdì 15 Novembre 2013

Una stagione povera, malgrado l’avvio del nuovo corso federale – che ha visto il ritorno in pista di Alfio Giomi, un veterano d’altre epoche – avesse sollevato favorevoli attese. I problemi che gravano sull’atletica italiana del “dopo-Nebiolo”, un concetto un po’ frustro, ma che a più di vent’anni ha ancora una sua validità, restano molteplici. Aggravatisi negli ultimi due quadrienni per la fallimentare conduzione di Francesco Arese, premiato addirittura dal CONI con l’assunzione al soglio di Giunta. La crisi si muove lungo tre direttrici, senza voler tener conto delle molteplici responsabilità tecniche, pure pesanti: a) un calo vertiginoso della popolarità della disciplina e un azzeramento delle vocazioni; b) la carenza di talenti di primo piano, almeno a livello europeo; c) la continua emorragia di elementi promettenti e un serie sospetta di infortuni. Il combinato-disposto di questi tre fattori sta creando uno scenario tutt’altro che esaltante. Una tendenza che pare difficile invertire. Anche alla luce di abbandoni della nave-FIDAL: come dicono le recenti uscite dall’apparato di storici elementi di riferimento come Anna Riccardi (chiamata alla Preparazione olimpica) e Rita Bottiglieri (passata all’Istituto di Medicina).

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Politica sportiva / Ancora la legge sugli Stadi: ma e' una priorita'?

Sabato 9 Novembre 2013

Allora sembra proprio che riparta. Almeno a stare a quanto dicono i bene informati. La legge che autorizza, e facilita, la costruzione di altri Stadi calcistici ha preso nuova forma. Un nuovo spettro si aggira sull’Italia. A dare la stura al progetto sarebbe addirittura il premier Enrico Letta, che il grande annuncio lo farebbe al CONI mercoledì prossimo, in occasione della visita pastorale al Foro Italico. Dove non sono riusciti Berlusconi e Monti, riuscirà l’uomo dalle “palle d’acciaio”, come riferiscono compiaciuti i vari gazzettieri. E, finalmente, il Paese potrà coprirsi di nuovi Stadi – due solo a Roma – come conviene a una nazione moderna, solo casualmente finita all’ultimo posto nelle classifiche europee per l’economia e per la qualità della vita. Pura coincidenza, come riferisce l’ultimo aggiornamento ISTAT, che in Italia le “persone in povertà” siano appena 9.563.000 (15,8% della popolazione, fonte Espresso) e che il nostro PIL sia ormai fuori dai primi dieci, scacciato dal … Messico.

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Sochi 2014 / Sara' (finalmente) Armin Zoeggler l'alfiere azzurro

Martedì 5 Novembre 2013

zoegglerTerzo altoatesino, in ordine di tempo tra gli slittinisti (dopo Hildgartner nell’84 e la Weissnsteiner nel ’98), toccherà al “cannibale” reggere il tricolore durante la cerimonia d’apertura dei Giochi Invernali di Sochi (7/23 febbraio), i primi a livello del mare. La scelta, com’è noto, l’ha fatta il CONI un mese fa, dando finalmente ragione ad Armin Zoeggler che, quest’incarico, aspettava almeno da Torino 2006. A quell’epoca avrà da pochi giorni compiuto i 40 anni, se vogliamo un altro record. Che va a sommarsi ai due titoli olimpici (2002 e 2006), alle sei corone mondiali, alle tre europee e, soprattutto, alle dieci Coppe del Mondo, sei delle quali consecutive. Chi più di lui? Anche se la sua gara olimpica, all’indomani dell’apertura, rischierà di mettere fine a una carriera leggendaria. Col timore che ne risenti tutto il piccolo comparto dello slittino olimpico che, diversamente da quello su strada (popolarissimo in Alto Adige), soffre di una perenne crisi di vocazione. Ma intanto prepariamoci a godere dell’ultimo (forse) capitolo che il “cannibale” scriverà nel budello di Sochi. Ma chi è Armin Zoeggeler?

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Musei / Chiude il Ghisallo ma il Governo da' 25 milioni per 14 Musei a tema sportivo.

Lunedì 4 Novembre 2013

Un tema suggerito dall’apertura al Lingotto di “Artissima”. Intendiamoci, stiamo parlando di una delle maggiori vetrine mondiali sull’arte contemporanea che nulla ha da spartire – in quanto a livello culturale – coi circensi maneggi del prossimo venturo (?) “Museo dello Sport” che dovrebbe essere inaugurato nei maltrattati spazi della “Casa delle Armi” di Luigi Moretti, il fondatore di Spazio del quale, proprio quest’anno, ricorreva il quarantennale della morte. Occasione casuale, certo, ma utile per una riflessione sui Musei in genere che tanto bene, da noi, non se la passano. Dei quattromila circa spazi censiti nel nostro Paese, a godere di buona salute non sono più di un centinaio. La quasi totalità arranca tra (mancati) finanziamenti e (cronica) assenza di visitatori, moltissimi poi sono inagibili o semplicemente chiusi. Una riprova della fatica di vivere da italiani, se pensiamo che mentre noi guardiamo Pompei cadere a pezzi, a Londra una mostra sulla stessa Pompei guadagna al botteghino oltre 12 milioni di euro. Ecco, “Artissima” ora propone uno scenario in controtendenza, indirizzato ai giovani, artisti o visitatori. Ma che c’entra con il “Museo dello Sport”? Nulla, per carità: sola una conferma che per fare le cose al meglio, bisognerebbe affidarsi a persone che conoscono il loro mestiere (e, soprattutto, lo sanno fare con la professionalità richiesta).

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Calcio / Le incertezze e i distinguo della giustizia sportiva

Mercoledì 23 Ottobre 2013


curva


Dal razzismo agli insulti “territorialmente discriminatori”, il passo è breve, come insegna anche ai più distratti il calcio malato dei nostri giorni. Che sport, almeno al massimo livello, non lo è più da tempo, trasformatosi com’è in uno spettacolo (si fa per dire) senza regole e, soprattutto, senza bilanci in ordine. Uno squarcio sul presente, figlio del nostro tempo, direte, ma che si fa una certa fatica ad accettare come metafora della nostra vita quotidiana. Ma tant’è. In tale direzione vanno le recenti decisioni del giudice sportivo (Giampaolo Tosel) con la chiusura delle curve – poi, chissà perché, solo quelle, come se gli altri settori fossero riservati solo alle educande – ad ogni sospir di canti al vento. Elevati contro tutto, gli avversari in campo, ma non solo. Con una certa apprezzabile fantasia rivolta anche contro chi si trova al momento lontano, ma pur sempre “nemico” dei propri colori. E allora giù con le sentenze, curve chiuse e tutti davanti ai televisori.

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