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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

Direttore: Gianfranco Colasante  -  @ Scrivi al direttore -  - 
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Saro' greve / Ma cosa e' mai questo lattato?

Lunedì 7 Ottobre 2019

 

loriga-2016 


Con questo articolo si conclude (speriamo per ora) la collaborazione di Vanni Lóriga con la comunità raccolta attorno a questa piccola testata dal grande cuore. Che proprio Vanni, con la sua sapienza e la sua sorridente ironia, ha aiutato a far crescere. A nome dei lettori – pochi o tanti che siano – gli diamo un forte ed affettuoso abbraccio. Grazie di cuore, Comandante!

Vanni Lóriga

È con comprensibile disappunto e nostalgia che comunico ai lettori di SportOlimpico che con questo numero terminerò la mia collaborazione. I motivi sono parecchi, ma in definitiva si tratta di un tributo che debbo pagare alla ferrea legge dell’anagrafe. Si parla tanto di “Quota 100” per fruire del trattamento pensionistico ed io intanto ho superato quota 162 in quanto firmo su quotidiani a livello nazionale da oltre 70 anni a cui debbo aggiungere i 92,7 di età. Scrissi infatti il mio primo articolo importante sul “Paese” nel settembre del 1949 con una intervista al campione dei pesi piuma Alvaro Cerasani, detto “er Palletta”, idolo dell'Alberone (il quartiere sull’Appia sviluppatosi attorno a un secolare e imponente leccio, alberone che oggi non c’è più, abbattuto dall’incuria degli uomini e dalla protervia degli elementi).

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I sentieri di Cimbricus / Atletica, magazzino dei mondi

Lunedì 7 Ottobre 2019


khalifa-stadium


Post-Doha: "Il Grande Malato, la nostra atletica, non è guarito, è ancora sotto osservazione: i bip delle macchine alle quali è attaccato sono più regolari, meno preoccupanti". Già qualcosa.


Giorgio Cimbrico

Vorrei dire a Sebastian Coe che non è necessario internazionalizzare l’atletica. E’ già universale e non perchè 43 paesi abbiano conquistato una medaglia e 68 abbiano avuto almeno uno/una tra i primi otto. L’atletica, prima dei giochi di luce, delle telecamere piazzate ovunque – tra poco, micro, anche addosso o in qualche recesso privato degli atleti – è così da sempre, quando la Giamaica era ancora una colonia e stupiva, quando un atleta di Ceylon finiva secondo nei 400hs di Londra ’48, quando un islandese per poco non fregava il divino Ademar e, prima ancora, quando il Sudafrica non ancora in mani rigidamente boere mandò due maratoneti bantu, quando il miglior mezzofondista del Canada era un indiano Onondaga, destinato a coprirsi di gloria correndo tra le trincee delle Fiandre.


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Piste&Pedane / Personaggi: l'uomo dal braccio d’oro

Lunedì 7 Ottobre 2019

 

peters 


Se è vero che il talento non ha latitudini, una conferma l’ha data a Doha il ragazzo dei Caraibi che ha vinto nel giavellotto, Anderson Peters: ai suoi inizi lanciando pietre per raccogliere i mango.

Daniele Perboni

Mar dei Caraibi sud-orientale, 344 chilometri quadrati. Poco più di 104.000 abitanti. Monarchia parlamentare (fa parte del Commonwealth) con a capo la regina Elisabetta II. Lingua ufficiale l'inglese, anche se si parla una forma di creolo-inglese. Circa il 10-20% della popolazione usa ancora un creolo spagnolo, residuo della prima colonizzazione iberica. È il secondo stato più piccolo del continente americano, ma anche secondo produttore di noce moscata al mondo. Solo un terzo dei grenadini vive in patria. Gli altri? Sparsi per il mondo. Avete scoperto di chi stai al parlando? Ma del primo giavellottista americano a vincere un titolo iridato: Anderson Peters, 22 anni il prossimo 10 ottobre. (foto iaaf.org).

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Piste&Pedane / Cala il sipario sul dominio degli USA

Domenica 6 Ottobre 2019

 

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Il sesto posto nella 4x400 conclude il mondiale azzurro. Bilanci? Nei piazzamenti si risale in 26ª posizione mentre il conto delle medaglie resta fermo al bronzo della coraggiosa Giorgi, purtroppo in gara non olimpica. Ed ora al lavoro: Tokyo è dietro l’angolo.

Carlo Santi

DOHA (X G.) – Il coraggio di Yemaneberhan Crippa ha scavalcato il cavallino arabo Totò Antibo nell’albo dei primati italiani. I 10 mila metri di casa nostra adesso hanno un nuovo padrone: dopo trent’anni, da quando Antibo corse a Helsinki in 27’16”50 (all’epoca terza migliore prestazione di sempre al mondo), il primato è stato aggiornato. Tutto questo mentre il Mondiale saluta Doha, gare di grande livello, prestazioni degne dell’evento anche se nei primi giorni lo stadio è rimasto desolatamente vuoto, senza quell’atmosfera che l’evento chiedeva. (nella foto iaaf.org il passaggio del testimone da Doha ad Eugene).

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Piste&Pedane / Giomi: atletica azzurra? l'ho vista in crescita

Domenica 6 Ottobre 2019
 
4x400-doha 
 
Primi bilanci del presidente federale: «Ricordiamoci che questo sport è globale e qui, fino ad ora, sul podio ci sono 40 nazioni. Siamo convinti che quella intrapresa è la strada giusta anche se siamo ancora lontani dalla meta».

Carlo Santi

DOHA – Alla vigilia dell’ultima giornata del Mondiale arriva un primo bilancio in casa degli azzurri. E arrivano anche alcune considerazioni, più politiche che tecniche, del presidente della Federazione, Alfio Giomi, oltre alla notizia che Filippo Turtu ha rischiato di non correre la staffetta. Il dirigente ha analizzato il comportamento della squadra, che è senza dubbio positivo per molti aspetti, superiore a quello delle ultime due edizioni.

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