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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Tammaro

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Renato Tammaro

(gfc) Si è spento nella mattinata di domenica 5 aprile a 97 anni. Anche se da anni combatteva con più di un acciacco di salute, era ancora sui campi, presente agli appuntamenti che più per lui contavano. L’ho conosciuto nei primi anni Sessanta, quando non s’era ancora disperso il profumo di Roma ’60. E far parte del mondo dell’atletica era un arricchimento e una fortuna. Di quel mondo Renato costituiva un riferimento per tutti. La sua signorilità, la sua affabilità, la sua grande competenza, conquistavano al primo incontro. Essergli amico, e godere della sua amicizia, era un privilegio e un onore. La stagione, quando ancora non c’erano le indoor, si apriva all’Arena proprio con la Pasqua dell’Atleta, la sua seconda figlia. La prima, la più amata, è sempre stata la Riccardi (che proprio all’Arena ha la sua sede), portata dai difficili inizi del dopoguerra, assieme a suo fratello Adolfo, ai titoli tricolori di Club (quattro, dal 2009 al 2014). Quegli inizi affondavano nella fredda Milano del ’44 – al crepuscolo della RSI e tra le retate naziste – quando da giovanissimo segretario del GUF organizzava rischiose leve atletiche al Giuriati. All’insegna di una dedizione che non lo ha mai più abbandonato. Per un ultimo saluto rubo una frase di Gianfranco Carabelli diretta al gruppo degli amici: “Come molti di noi, mi sento suo figlio, fratello, amico, allievo.” Addio Renato, e grazie per tutto quello che hai dato ed insegnato a più di una generazione.
 

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