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Atletica / (2) Europei di Zurigo: guardando agli eroi del passato

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Venerdì 1 Agosto 2014


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LUCIANO BARRA


I prossimi Campionati Europei di atletica saranno l’evento piĂą importante della stagione 2014. L’Europa, così come gli altri continenti, tiene questo anno i propri Campionati Continentali. L’atletica è molto cambiata negli 80 anni trascorsi dalla prima edizione, tenuta a Torino nel 1934. In meglio o in peggio, resta difficile giudicare. Tuttavia, indipendentemente dal livello tecnico che non è piĂą quello dei decenni passati, il titolo europee conserva sempre il suo valore. Meriterebbe analizzare il perchĂ© di questo calo della vecchia Europa nelle gerarchie atletiche, ma si rischierebbe di finire in un’analisi sociale/economica piuttosto complessa. Ma, indipendentemente dal valore tecnico, rimane il piacere di vedere gare dove non si gareggia per il record, ma per una medaglia. E la gioia degli atleti che si aggiudicano quel prezioso riconoscimento vale qualsiasi record. La medaglia, o anche il diploma da finalista, rimarrĂ  appesa sull’ideale parete di ognuno di quegli atleti in maniera indelebile, a differenza del risultato raggiunto in uno dei tanti meeting dove non si capisce chi è chi e dove si finisce col perdere l’identitĂ  nazionale degli atleti.

A dimostrazione che il gusto dell’opinione pubblica non si basa sulla qualità della performance, ma sul significato della stessa, vale sottolineare come i dati di ascolto televisivi premiano maggiormente le gare dove gli atleti gareggiano con la maglia nazionale. L’ultima Coppa Europa (o Team Championship come si chiama ora) di Braunsweig ha avuto più ascolto in Italia dei quasi contemporanei meeting della Diamond League di Parigi e Losanna. Il giorno che la IAAF capirà l’utilità di far gareggiare anche in Diamond League gli atleti con le maglie del proprio Paese, sarà sempre troppo tardi.

Per questo in questa rassegna che – a causa dello spazio – non potrà essere esaustiva, voglio ricordare e citare alcuni atleti e dati che fanno la storia di questi Campionati. Ma la citazione non vuole solo essere una esercitazione statistica, ma qualcosa di più sia per chi seguirà i Campionati ma, soprattutto, per chi ci parteciperà.

Chi ha vinto di piĂą
– Una graduatoria che tenga conto di tutte le medaglie vinte è doverosa. ma va tenuto conto del grande vantaggio che questa classifica offre a velocisti e quattrocentisti che hanno la possibilità di “doppiare” e di correre le staffette. Per questo motivo differenziamo le tabelle per il totale di medaglie vinte, da quella relative alle medaglie individuali ottenute nei concorsi.

• Uomini               
Roger Black (GBR) – 400 m – 6 medaglie: 5/1/0
Harald Schmidt (GER) – 400 m ost. – 6 medaglie: 5/1/0
Pietro Mennea (ITA) – Velocità – 6 medaglie: 3/2/1
Linford Christie (GBR) – Velocità – 6 medaglie: 3/1/2
Jean-Claude Nallet (FRA) – 400 m – 6 medaglie: 2/2/2

• Donne
Irena Szewinska (POL) – Velocità e Lungo – 10 medaglie: 5/1/4
Fanny Blanker-Koen (NED) – Velocità e Ostacoli – 8 medaglie: 5/1/2
Renate Stecker (GDR) – Velocità – 8 medaglie: 4/4/0
Marlies Gohr (GDR) – Velocità – 7 medaglie: 5/1/1
Marita Koch (GDR) – Velocità – 6 medaglie: 6/0/0
Heike Drechsler (GDR) – Velocità e Salti – 6 medaglie: 5/1/0
Irina Privalova (RUS) – Velocità e Ostacoli – 6 medaglie: 3/2/1

Questi, invece, sono i medaglieri per le gare individuali (concorsi):

• Uomini
Janis Lusis (URS) – Giavellotto – 4/0/0
Steve Backley (GBR) – Giavellotto – 4/0/0
Igor Ter Ovanesyan (RUS) – Lungo – 3/2/0
Adolfo Consolini (ITA) – Disco – 3/0/0
Vasily Kuznetsov (URS) – Decathlon – 3/0/0
Wolfgang Nordwig (GDR) – Asta – 3/0/0
Yury Sedykh (URS) – Martello – 3/0/0

• Donne
Nadezhda Chizova (URS) – Peso – 4/0/0
Tamara Press (URS) – Peso e Disco – 3/0/1

Come si noterĂ  l’Italia è ben presente in queste graduatorie degli “eroi del passato” sia con Pietro Mennea e le sue 6 medaglie, ma anche con Adolfo Consolini, con 3 ori consecutivi nel Disco, con Abdon Pamich (2 ori e 1 argento), Salvatore Antibo (2 ori e 1 bronzo), Alessandro Lambruschini e Stefano Mei (1 oro, 1 argento e 1 bronzo ciscuno) e, infine, con Beppone Tosi, 3 argenti consecutivi, sempre “per colpa” di Consolini, nel Disco. Ma si possono dimenticare le 2 medaglie d’oro di Eddy Ottoz, Gelindo Bordin e Stefano Baldini? Tra le donne Anna Rita Sidoti guida la lista delle pluri-medagliate Italiane con 2 ori e 1 argento davanti a Sara Simeoni con 1 oro e 1 bronzo.

A livello di partecipazione Abdon Pamich resta il primo in assoluto con 6 presenze, seguito da Adolfo Consolini, Eddy Ottoz e Vittorio Visini con 5 presenze. Fra le donne Sara Simeoni è in seconda posizione con 5 presenze, mentre a 4 abbiamo due atlete non certo dimenticate come Donata Govoni e Marisa Masullo.

Ripeto che non si tratta di citare “aride” cifre perché dietro ognuna di queste medaglie c’è una lunga storia umana e tecnica che meriterebbe di essere sviscerata e ricordata. Ogni atleta che si prepara per Zurigo dovrebbe conoscere queste storie e la Federazione dovrebbe fare il massimo affinché i campioni del passato siano a fianco di quelli (speriamo) di oggi.

L’Italia agli Europei
– L’Italia può vantare, nei diversi periodi della sua storia atletica , prestazioni molto importanti. Basta scorrere questa graduatoria, dove sono indicate le edizioni con un minimo di 2 medaglie d’oro, Vediamo (tra parentesi i vincitori delle medaglie d’oro):

1990 – Spalato – 12 medaglie: 5/2/5 (Abtibo 2, Panetta, Bordin, Sidoti)
1986 – Stoccarda – 10 medaglie: 2/6/2 (Mei, Bordin)
1950 – Bruxelles – 9 medaglie: 3/5/1 (Filiput, Dordoni, Consolini)
1998 – Budapest – 9 medaglie: 2/4/3 (Baldini, Sidoti)
1994 – Helsinki – 8 medaglie: 2/3/3 (Benvenuti, Lambruschini)
1978 – Praga – 5 medaglie: 4/1/0 (Mennea 2, Ortis, Simeoni)
1966 – Budapest – 3 medaglie: 3/0/0 (Ottoz, Frinolli, Pamich)
2010 – Barcellona – 5 medaglie: 2/3/0 (Schwazer, Incerti)*
1962 – Belgrado – 4 medaglie: 2/1/1 (Morale, Pamich)
* medaglie “postume”, dovute a squalifiche per doping dei vincitori.

Potremo a metĂ  agosto, a Zurigo, inserirci in questa graduatoria? Vedremo le previsioni nella prossima puntata.
 

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