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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
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Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





CONI / Nuovo organigramma: nulla di nuovo al Foro Italico

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Venerdì 6 Settembre 2013

foro italico_2I vertici del CONI (Malagò) e della CONI Servizi (Chimenti, Miglietta, Uva), hanno partorito l’atteso organigramma dei servizi e dei responsabili per il quadriennio. Difficile credere che le nomine siano all’insegna dell’innovazione e del promesso (almeno in campagna elettorale) rinnovamento di uomini e idee. Non è dato sapere cosa abbia consigliato di mantenere l’apparato sedimentato nei vent’anni targati Pagnozzi, l’avversario che Giovanni Malagò aveva mandato a casa nella consultazione dello scorso 19 febbraio. Ma è un dato che del promesso capovolgimento finora si è visto ben poco. Almeno in questo senso vanno lette le nomine (meglio sarebbe dire: le conferme) anticipate dai giornali perché, dei nomi, non c’è traccia negli anodini comunicati stampa del Comitato Olimpico. Vediamo meglio.

Si apprende così che nella riunione congiunta tenuta il 2 settembre scorso, sono state confermati tutti gli incarichi decisionali: ciò che conta, dal momento che al cambio di targhetta degli uffici crediamo poco. Così resteranno al loro posto Antonello Bernaschi per le attività politico/istituzionali, Danilo Di Tommaso per la comunicazione, Marco Arpino per i progetti speciali, Maurizio Romano per il territorio. Nulla di male nel ricordare che si tratta, al completo, di fedelissimi della passata gestione. Ci sarà un coordinatore della presidenza nella persona di Francesco Soro, mentre a Carlo Mornati andrà l’antidoping. Il CONI informa che saranno istituite nuove entità, altisonanti almeno nel nome. Esempio? Verrà aperto un nuovo ufficio per la … Responsabilità sociale. Che dire? Finché rimarrà alla segreteria generale Roberto Fabbricini (che seguirà in prima persona la preparazione olimpica: Sochi 2014, Rio 2016) possiamo provare ad andare avanti, pur con un certo scetticismo di fondo.

A fare le spese del nuovo corso (?) sarebbe così stata solo Rossana Ciuffetti, costretta a lasciare la preparazione olimpica e dirottata alla Scuola dello Sport, una struttura un po’ datata e che ora – almeno nelle nuove intenzioni – dovrebbe ricevere “un notevole impulso e centralità”. Non sappiamo perché sia stata la sola a dover lasciare il proprio incarico, considerato che proprio male non aveva fatto: lo sport italiano dà quello che ha e, con i magazzini vuoti, non toccava certo a lei vincere le medaglie. E allora? La Ciuffetti, di questo trasferimento, s’è doluta assai e in una lettera alla Gazzetta ha adombrato che le cause vadano rintracciate nel suo essere donna. Una discriminazione di genere, insomma. Che alla fine debba intervenire la ministra Kyenge?
 

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