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IAAF / Quale futuro per l'atletica: lettera aperta a Lamine Diack

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Martedì 6 Agosto 2013

 

A pochi giorni dall’apertura dei Mondiali di Mosca una serie di riflessioni per restituire credibilità all’atletica mondiale

 

di LUCIANO BARRA

 


missile

Usain Bolt alla DL di Londra nella foto di Track&Field News 


Senza dubbio questi giorni sono fra i più difficili che l’atletica ha avuto nell’ultima decade. I casi di doping hanno causato un vero terremoto nell’immagine del nostro sport. In Italia, ma credo anche in tutto il mondo, le notizie sono state trattate con grande risalto. Lo spazio dedicato dai media Italiani è stato quasi pari a quello dato per l’elezione dell’ultimo Papa. La Gazzetta dello Sport martedì 16 luglio ha titolato “Si può ancora credere nello Sport?” Concordo pienamente con lo statment, che tramite Nick Davies, l’IAAF ha emesso e che deve essere il nostro motto: “Grazie a questi casi l’IAAF ha guadagnato credibilità nella sua lotta al doping”. Ma NON E’ SUFFICIENTE!u sei obbligato, se veramente vuoi dimostrare che siamo seri e credibili nella lotta al doping, di entrare in maniera più profonda nel problema e domandarti perché siamo arrivati a questo punto. Quando hai una malattia non prendi solo le medicine, ma fai le analisi al fine di capire la natura della malattia.

La situazione non è legata solamente ai casi recentemente rilevati, ma a tutti quelli che abbiamo dovuto registrare negli ultimi mesi ed a tutti gli altri che sono in vista o ancora nella fase procedurale o connesse al passaporto biologico. Sembra che ci siano almeno 30 casi che potrebbero essere annunciati prima od intorno ai Campionati del Mondo di Mosca. Il rischio è che l’interesse a Mosca, da parte dei media e dell’opinione pubblica, sarà più sui casi doping o sugli atleti assenti, offendendo così tutti gli altri atleti puliti e corretti.

Per me, le ragioni che ci hanno portato a questa situazione sono molto chiare e sono dovute al modello di atletica che abbiamo costruito negli ultimo 20 anni (sicuramente il mio amico Primo Nebiolo ha grandi responsabilità in questo) . L’atletica è stata trasformata da uno sport in cui I valori etici erano simbolizzati dalle gesta dei propri atleti, ad uno sport dove sull’ideale filo di lana al traguardo ora c’è una mazzetta di dollari ed uno degli elementi più importante è l’orologio sul lato della pista che indica quale record è stato battuto e cosa ciò significa finanziariamente. Prima degli anni 90 le ragioni del doping erano dovute al Nazionalismo di taluni Paesi che puntavano a prevalere nello Sport al fine di stabilire il dominio dei loro regimi. Dopo la caduta del muro di Berlino questo non è stato più il motivo.

I Campionati del Mondo ogni due anni, i premi in denaro ai Campionati del Mondo, premi in denaro per chi batte record del mondo agli stessi Campionati, con consegna sul podio in mezzo allo Stadio, un sistema di Meeting che non ha alcun significato per l’opinione pubblica internazionale, ma solo per il pubblico locale, dove ciò che conta sono i dollari (nessuno sa come sono pagati e se le leggi fiscali dei singoli Paesi sono rispettate) e dove la cosa più importante è il tentativo di battere i record. Senza parlare delle persone che sono intorno agli atleti, inclusi alcuni manager, il cui obbiettivo è solo quello di prendere le royalties sui premi in denaro.

Cosa ti puoi attendere dopo 20 anni di questa terapia? Questo è il risultato del modello che abbiamo messo in campo. Altri sport individuali dividono molto più denaro dell’atletica ma loro hanno conservato i valori etici ed il denaro non è considerato l’obbiettivo principale. Nel Golf, al Master di Augusta , dove vengono distribuiti milioni di dollari, ma l’obbiettivo del vincitore è di indossare la giacca verde data al vincitore. Nessun assegno, nessuno dollaro viene consegnato pubblicamente. Lo stesso accade nei 4 tornei del Grand Slam. Anche loro distribuiscono milioni di dollari, ma questo non è la ragione principale per giocare 3 o 4 ore. La gloria è più importante e le loro interviste dopo ogni finale, chiunque vinca – Federer, Murray, Djokovic o Nadal – sono leali fra di loro, ringraziano pubblicamente gli organizzatori, gli sponsor, i volontari, il pubblico nello stadio. E i campioni del passato sono lì, invitati e onorati, per essere un esempio per le nuove generazioni.

Caro Presidente, tu sei agli ultimi due anni del tuo mandato e non credo che ti farà piacere lasciare come il Presidente che ha assistito, senza alcuna azione, al declino del nostro sport. La tua storia il tuo status non dovrebbero permetterlo, e per questo prima di Mosca tu dovresti dare un differente segnale e non solo “ questi casi rafforzano la nostra credibilità”. Il rischio è che in pochi mesi sotto le macerie noi avremo solo la credibilità, ma non l’atletica.

Cosa fare? Permettimi di elaborare alcune idee, condivise da molti ma praticamente ignorate dalla IAAF:

1.    Continuare la battaglia al fine di difendere I valori etici dell’atletica attraverso gli atleti, tecnici, medici. E’ un lungo processo ma è l’unico che può garantire un futuro. La IAAF ha fatto molto in questo senso ma non è sufficiente. Cosa hanno fatto le Federazioni Nazionali? Siamo sicuri che questa è la priorità per ogni Federazione? E chi controlla tutto ciò? Non sarebbe bene includere questo come condizione per usufruire dei differenti benefici finanziari che la IAAF e le Associazioni Continentali forniscono ogni anno?

2.
   Congelare la lista dei Record del Mondo e tutti gli altri Record. La IAAF ha ora 100 anni, gli attuali record possono essere incisi dovunque come i record del primo centenario. Ma incominciamo una nuova lista, senza riferimento al doping, sarà sufficiente fare delle leggere modifiche tecniche e parlare del nuovo secolo. Ma facciamo regole più strette su come e dove i record possono essere stabiliti.

3.
   Basta, ad ogni livello, di riconoscere premi finanziari per I record, sia nelle gare della IAAF che nella Diamond League e negli altri meeting.

4.
  Ridurre drasticamente il numero delle gare individuali (meeting) previste nel calendario, al limite stabilendo che un atleta non può gareggiare in più di x volte. Introdurre la regola, trovando un accordo con le aziende produttrici di materiale sportivo, che gli atleti nei meeting, soprattutto nella Diamond League, devono gareggiare con la maglia della propria nazionale.

5.
   
Introdurre una regola che preveda azioni nei confronti di Federazioni in caso di troppi casi doping: incominciando con non pagare le sovvenzioni (viaggio e soggiorno) alle gare della IAAF ed a quelle Continentali, per poi sospendere la loro partecipazione a queste gare ed infine a sospendere la Federazione fino a quando l’ordine nel doping non viene ristabilito.
(Non comprendo perchè il CIO, invece di usare formule non comprensibili all’opinione pubblica, per scegliere gli sport da escludere dai Giochi non ha preso la soluzione più facile: sospendere il Ciclismo per 4 anni ed eventualmente, in futuro, altri sport. Il CIO e le Federazioni Internazionali non dovrebbero mai dimenticare che esse esistono grazie al finanziamento che deriva dai Giochi Olimpici, che spesso rappresenta oltre il 75 % dei loro budget).

6.
   Aprire indagini ed eventualmente sospendere medici, fisioterapisti, “maghi” ed anche manager che sono attorno agli atleti trovati positivi. Nella maggioranza dei casi sono loro che corrompono gli atleti col doping, ma nei titoli dei giornali loro non compaiono mai. In un recente caso, un tecnico di un importante atleta ha dichiarato che il manager dell’atleta (citandone il nome) ha introdotto un discusso medico di essere parte della squadra di quell’atleta. Ha la IAAF fatto qualcosa? Senza considerare che quel manager ha altri 20 atleti nel suo portfolio.

Sarebbe sufficiente sospendere temporaneamente tutti quelli che si trovano intorno all’atleta in questione, fare una veloce investigazione e prendere I necessari provvedimenti. Solo questo annuncio sarebbe sufficiente per avere un effetto deterrente. Ed what about the fact that some Athletes Rep are the organizers of IAAF Meetings?
(Chi ha avuto la possibilità di passare nella hall di un albergo della Diamond League può capire quale è l’atmosfera è come sono considerate I valori dell’atletica e il rispetto che viene rivolto a dirigenti volontari delle Federazioni Nazionali. Sono stato in alcune di questi hotel lobby e li considero alla pari del peggior “suk” ).

7.
   La situazione della gestione degli atleti è è arrivata al punto che sono i Manager e gli sponsor che hanno preso la responsabilità delle Federazioni Nazionali.

Molto presto, invece di avere le normali cerimonie di premiazioni, avremo qualcosa del genere:



Disegno 1



sponsor


E avremo i manager sul podio insieme agli atleti.


E alla fine dei Campionati invece di avere il medagliere usuale avremo qualcosa du simile, sia per le aziende che producono scarpe che per I manager:

 


Disegno 2


 

medals



È questo il modello che vogliamo offrire ai nostri atleti ed ai milioni di dirigenti volontari che sono la forza dell’atletica?

Potrei continuare a fare proposte ma non è questo il punto. Quello che conta è che tu ed il Consiglio della IAAF, prima e durante il Congresso, produciate dichiarazioni e deliberazioni che non servano solo a difendere quanto si sta facendo, ma che entrino nel cuore del problema, alla causa di tutto ciò, e senza alcuna pietà attaccarlo.

Solo grazie a questo la IAAF sarà credibile.


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