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CONI / Roma 2024 e gli "avvicendamenti anagrafici"

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Venerdì 19 Luglio 2013


delrioNon è una notizia di quelle che cambiano il corso della storia. Ma serve a riprendere le riflessioni sul nuovo CONI di Giovanni Malagò, a cinque mesi esatti della rivoluzione nel governo sportivo. Ci riferiamo alla visita – una trasferta in ampia comitiva – al neo-sindaco di Roma, il chirurgo dem Ignazio Marino. Malagò e Marino si erano già incontrati nelle settimane scorse: tema del colloquio la mai defunta candidatura della Capitale ai Giochi del … 2024. Una malattia dalla quale, a quanto pare, non si riesce proprio a guarire. E dalla quale, almeno ritenevamo, Malagò poteva dirsi non contagiato. Pare che non sia così. In tema di annunci olimpici, tutto rinviato al 7 settembre quando, a Buenos Aires, si assegnerà l’edizione 2016. Se dovesse prevalere Tokyo – in difficoltà rispetto alla favorita Istanbul e alla malandata Madrid – Roma potrebbe rispolverare le sue pretese. Una notizia allarmante per la città, senza per necessità rifarsi alle condizioni economiche. Anche perché, per valutare l’approccio italiano ai “grandi eventi”, basta fermarsi all’Expo 2015.

Confidiamo ora nel buon senso e nel pragmatismo di Marino che, preso possesso del Campidoglio, sta ancora mettendo in fila le emergenze per restituire dignità alla città. Emergenze da far tremare vene e polsi. Per di più di assoluta mancanza di risorse. Il sindaco, come segno di cambiamento, ha rispolverato la bicicletta. E’ di ieri il suo primo elenco delle emergenze al Consiglio comunale. Da far paura. In quanto allo sport, sarebbe il caso che anche al Foro Italico si tornasse alle biciclette … Accantonando giochi sui Giochi che non appartengono né al momento né alle priorità. Tornando poi alla visita in Campidoglio, si ripartirà, come è stato spiegato, da un censimento sugli impianti romani. Ma non sono almeno quarant’anni che il CONI presenta censimenti sugli impianti? Che servi alla presunta legge sugli stadi della quale si è ripreso (pericolosamente) a parlare?

Passando ad altro argomento, ma sempre in tema, pare non sia stata ancora formalizzata la nomina del vigilante del Governo sullo sport. Dopo le dimissioni di Josefa Idem, scivolata sulle norme urbanistiche e sull’IMU, le sue tre deleghe sono state solo spalmate. Quelle dello sport – e questo si può ritenere un segnale da parte dell’esecutivo Letta – sarebbero finite al ministro Graziano Delrio (nella foto) che qualche problema di suo ce l’ha già con gli affari regionali (così come andrà chiarito il ruolo della Biancofiore nell’intera faccenda). Chissà cosa ne pensa Delrio di Roma 2020? In attesa di saperlo, restiamo in fiduciosa attesa degli “avvicendamenti anagrafici” che Malagò continua a promettere. Sempre che l’annunciato rimpasto governativo di settembre non rimescoli il tutto. Con buona pace dei programmi del nuovo CONI sempre congelati alla fase degli annunci (revisione dei contibuti federali, tanto per ricordare).

 

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