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Politica&Sport / Josefa Idem: una storia come tante …

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Martedì 18 Giugno 2013

Sarebbe una storia come tante, se la protagonista non fosse la responsabile – per il governo Enrico Letta – della gioventù. Cioè proprio di quella fascia che più avrebbe bisogno di esempi positivi. Senza poi volersi riferire allo sport, ambito del quale è vigilante, dove la prima regola è (o, almeno, dovrebbe essere) la trasparenza e la lealtà. Difficile non sentirsi un po’ traditi per la fiducia riposta. Stiamo parlando della vicenda che – rivelata da fonti di stampa emiliana (La Voce di Romagna) e poi esplosa sulle prime pagine nazionali – riguarda la ministra (brutto neologismo che però ci viene imposto) Josefa Idem, grande e ultralongeva campionessa di canoa, la sola donna ad aver staccato otto partecipazioni olimpiche. Che ti fa allora la signora Idem? Nulla di straordinario, intendiamoci. Nulla che altre migliaia di cittadini italiani non abbiano già fatto, nelle pieghe di norme che pure lo consentono.

La storia, poco edificante e raccontata da dovizia di particolari, si dipana tra le diverse residenze anagrafiche della signora Idem e del marito Guglielmo Guerrini, suo mentore ed allenatore. Sullo sfondo, ma neanche tanto, le quote dell’IMU (e, prima ancora, dell’ICI). Ora salta fuori che la ministra aveva la propria residenza presso la palestra di famiglia, mentre il marito l’aveva da un’altra parte. E poi, per “una dimenticanza”, nessuno in famiglia che si fosse ricordato di aggiornare la nuova residenza di entrambi e, quindi, di aggiornare le quote da versare all’erario. Da qui interrogazioni e indagini avviate dal sindaco di Santerno, Fabrizio Matteucci, per capire se le norme suddette siano state rispettate anche per il passato (dal 2008 al 2011). Ma a questo punto la vicenda non si interessa più.

Quello che spiace, a ben vedere, è che nel generale immobilismo che sembra aver ingessato lo sport olimpico italiano, nessuno abbia finora trovato il tempo per avanzare qualche idea pratica e praticabile. Al di là degli esercizi di maniera sugli annunci che non costano nulla. Che per la nostra ministra sono stati continui e pressanti in campi diversi dallo sport giovanile. Ecco perché questa storia sarebbe stato meglio non conoscerla. Tanto più che la signora Idem ha reagito con stizza a domande televisive interrompendole con rimandi ai propri avvocati. Una reazione, questa si, almeno da cartellino giallo.
 

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