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Politica&Sport / Gli annunci della ministra Idem

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Venerdì 7 Giugno 2013

Settimana a tutto tondo per Josefa Idem, dal 28 aprile ministra del governo Letta. Alla commissione Cultura della Camera fa una lunga audizione nella quale – un po’ a sorpresa - riprende il tema della cittadinanza, già toccato dalla sua collega Cécile Kyenge. Motivo che aveva spinto il premier a ricordare a tutti che l’argomento “jus soli” non rientra nelle priorità dell’esecutivo. Il quale esecutivo affida ora il suo futuro alla commissione degli esperti che dovrà rivedere la seconda parte della Costituzione (difficile che lo Sport possa entrarne a far parte). Tempo per le riforme – come ha precisato il presidente Napolitano – 18 mesi, non trattabili a nessun costo. Subito dopo la signora della canoa (nome il suo che, all’inizio della carriera, si trova scritto come Idem-Eichin) annuncia la partecipazione (assieme alla presidente della Camera, Laura Boldrini) a un convegno da tenersi a Palermo in occasione del Gay Pride. Poi finisce sui giornali, sia pure in buona compagnia, per una vicenda legata ai voli di Stato. E lo sport sul quale le compete vigilare?

Qui le cose si fanno un po’ più sfumate. In linea col pensiero unico dominante, e soprattutto il politicamente corretto, la ministra ha fatto una serie di annunci che, a ben vedere, più innovatori non se ne trovano. Riportiamo: sport nella scuola (ma sarebbero almeno 44.000 gli istituti a dover rientrare nelle semplici norme statiche di sicurezza ...), poi via alla legge sugli stadi ma anche al piano per gli impianti di base, rimozione delle barriere architettoniche da quelli esistenti (“perché non devono esistere atleti diversamente abili, ma solo atleti”), cittadinanza concessa agli stranieri per “meriti sportivi” oltre che ai minori tesserati per una qualche federazione sportiva (“purché con genitori in regola con la residenza”, s'intende). Poi le norme sulla tutela previdenziale delle atlete che diventano mamme. 

Un partito, quello degli annunci, al quale, tutti possono iscriversi con convinzione. Resta, appena sullo sfondo, il problema delle risorse. Che, come ripete il ministro dell’Economia, sono in pratica pari a zero. E allora? Intanto potremmo cominciare con l'attivarci dove si può fare molto spendendo poco. Sul fronte del doping, tanto per ricordare, oppure nella revisione della legge sul professionismo (calcio, basket e volley l’aspettano come manna). Siamo sicuri che anche la ministra sarà d’accordo.

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