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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Menichelli

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Franco Menichelli [1941]

Ginnastica

(gfc) Nessun altro ginnasta italiano è riuscito a vincere tanto ai Giochi Olimpici. È stato il primo atleta, nel secondo dopoguerra, a ridare linfa alla tradizione della ginnastica italiana, riportando in Patria l’oro olimpico che mancava da più di trent’anni. A Tokyo, nell’autunno 1964, si è consacrato come “l’angelo azzurro” aggiudicandosi tre medaglie: d’oro al corpo libero, d’argento agli anelli, di bronzo alle parallele. La caccia al podio l’aveva aperta quattro anni prima, a Roma, quando – appena diciannovenne –, aveva ottenuto due medaglie di bronzo, una nel corpo libero e l’altra nel concorso a squadra.

E proprio del corpo libero figura come uno dei più grandi interpreti, una specialità nella quale era capace di esprimere le più alte tensioni artistiche, sostenendole ed esprimendole con inventiva, forza, resistenza, velocità, destrezza e agilità, doti difficilmente riscontrabili tutte assieme in un solo atleta. Anche se con risultati meno appariscenti, è stato notevole anche agli attrezzi, dove l’applicazione e la metodica di allenamento, più che le qualità naturali, gli hanno consentito di toccare punte di eccellente livello.

Nato a Roma il 3 agosto del 1941 in una famiglia che, nel popolare quartiere della Garbatella, gestiva un bar. Una famiglia di sportivi, dal momento che suo fratello maggiore Gian Paolo è stato ala sinistra della Roma e della Juventus, giocando anche 9 incontri con la maglia della Nazionale e disputando gli sfortunati “mondiali” del 1962, in Cile). Franco ha iniziato presto alla “Ginnastica Roma” sotto la guida di Gian Luigi Ulisse. Entrato nella squadra nazionale già a 17 anni, nell’ottobre 1959 ha esordito in campo internazionale classificandosi 14° in Coppa Europa a Copenaghen.

Con l’arrivo in Italia del tecnico svizzero Jack Gunthard – chiamato dalla federazione in vista di Roma –
ha compiuto il salto decisivo verso l’eccellenza, riuscendo ad affinare le innate qualità di coordinamento e di inventiva al corpo libero (cui lo predisponeva un fisico compatto: 1.63 per 60 chili le sue misure standard) fino a vincere, nel 1960, il primo titolo italiano. Ai Giochi di Roma è riuscito ad inserirsi, terzo incomodo, nel duello al calor bianco tra ginnasti russi e giapponesi conquistando a sorpresa il terzo posto negli esercizi a terra. Tre giorni prima aveva ottenuto lo stesso risultato nella competizione a squadre, schierato assieme ai fratelli Carminucci, Giovanni e Pasquale, ad Angelo Vicardi, Orlando Polmonari e Gianfranco Marzolla.

La prima affermazione di rilievo coincise con gli Europei dell’agosto 1961, in Lussemburgo. Mentre la squadra si piazzava al primo posto, Menichelli si confermava come il migliore ginnasta europeo al corpo libero conquistando largamente il titolo (accompagnandolo con un secondo posto al volteggio e un terzo alle parallele). Dopo un quarto posto individuale agli Europei del 1963, l’anno seguente – come detto –, ha raggiunto la definitiva consacrazione ai Giochi di Tokyo.

Il 22 ottobre, un giovedì, al “Metropolitan Gymnasium”, il ginnasta romano ha vissuto la sua grande giornata: secondo dopo la qualificazione alle spalle del giapponese Yukio Endo e alla pari con il russo Viktor Lisitsky, risultando ancora l’unico capace di interporsi tra l’asfissiante egemonia nipponica e sovietica (con nove ginnasti tra i primi dieci). Quando è uscito sul tappeto, ultimo dei sei finalisti, la classifica parziale vedeva Endo e Lisitsky in testa. alla pari con 19,350 punti. Menichelli eseguiva il suo difficile esercizio senza pecche, leggero, aereo, con evoluzioni condotte senza pause, concludendolo sotto gli scoscianti applausi di un pubblico di veri intenditori. La giuria, presieduta da un giapponese, gli attribuiva 9,800 punti (che portavano il totale a 19,450) consegnandogli di fatto la medaglia d’oro.


Ma non era finita. Poco dopo veniva chiamato agli anelli. Con una esibizione definita superba, otteneva il secondo posto con 19,425 punti, dietro il giapponese Takuji Hayata (19.475), ma precedendo il russo Boris Shakhlin (19,400), il campione olimpico uscente. Ventiquattro ore ancora ed ecco arrivare la medaglia di bronzo alle parallele, alle spalle del grande Endo e del suo connazionale Shuji Tsurumi. Le belle giornate di Menichelli a Tokyo si conclusero con un quinto posto nell’individuale e un convincente quarto finale nella prova a squadra.

Per sei anni campione d’Italia assoluto (gli ultimi cinque consecutivi), Menichelli ha mantenuto a lungo la supremazia continentale: nel 1965 ha dominato la Coppa Europa vincendo le prove di specialità al corpo libero, agli anelli e alla sbarra; ai Mondiali del 1966 ha ottenuto ancora due medaglie di bronzo, al corpo libero e agli anelli; nel 1967, Europei di Tampere, ha conquistato altre due medaglie d’argento e due di bronzo. La sua carriera si è bruscamente interrotta al Messico, ai Giochi del 1968, quando durante l’esercizio al corpo libero, suo grande cavallo di battaglia, riportò la rottura del tendine d’Achille. In quei momenti di angoscia e di dolore gli era accanto la ragazza che avrebbe sposato, Gabriella Pozzuolo, anche lei al Messico con la squadra femminile di ginnastica.

Lasciato lo sport attivo, come professore di educazione fisica (ora in pensione), è rimasto a lungo nell’ambiente continuando ad insegnare presso la sua società d’origine. Nel 2007 è stata pubblicata una sua biografia (“Franco Menichelli, l’imperatore del Giappone”) a cura di Federico Pasquali.


Le gare olimpiche di Menichelli:

• 1960 – Roma
Concorso individuale: [7-9] (10.) p. 113,80.
Concorso a squadre: [7-9] Medaglia di Bronzo, p. 559,05.
Corpo libero: [10-9] Medaglia di Bronzo, p. 19,275.
Anelli: [10-9] (7.) 19,300.
Volteggio: [10-9] (=9.) 18.850.

• 1964 – Tokyo
Concorso individuale: [20-10] (5.) p. 115,15.
Concorso a squadre: [20-10] (4.) p. 560,90.
Corpo libero: [22-10] Medaglia d’Oro, p. 19,45.
Anelli: [22-10] Medaglia d’Argento, p. 19,425.
Parallele: [23-10] Medaglia di Bronzo, p. 19,35.

• 1968 – Città del Messico
Concorso individuale: [24-10] Qlf., infortunato.

Concorso a squadre: [24-10] (12.) p. 537,05.
 

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