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Londra 2012 / Le otto Olimpiadi di Josefa Idem

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Martedì 7 Agosto 2012

idem


Undicesima giornata. Si interrompe la conta delle medaglie (si assegnavano 21 titoli), dopo che un possibile bronzo di Vanessa Ferrari nel Corpo libero resta impigliato nelle pieghe del regolamento. Dopo il bel risultato nella prova a squadre (settime, come non era mai successo in precedenza), Vanessa era scesa sul tappeto tra le favorite. Certo, non all’altezza dell’americana Alexandra Raisman – che vincerà la gara con 15,600 punti –, ma pur sempre in grado di scalare il podio (come non le era riuscito a Pechino, quando concluse decima sia nella competizione a squadre che in quella individuale). Alla fine i giudici le hanno assegnato un totale di 14,900 punti alla pari con Aliya Mustafina, punteggio valido per aspirare alla medaglia di bronzo.

Ma che andava alla russa in virtù di una recente modifica del regolamento per dirimere gli ex-aequo che oggi premia la valutazione (opinabile) sull’esecuzione rispetto alla più certa difficoltà dell’esercizio. Una beffa che si scioglie nelle lacrime della minuta ginnasta di Orzinuovi che proprio nell’esercizio a terra ha le carte migliori. In una giornata focalizzata sulle donne, un altro monumento dello sport italiano, Josefa Idem, a quasi 48 anni diventa la prima donna ad aver gareggiato in otto edizioni olimpiche (l’esordio a Los Angeles 1984 con un bronzo). Dopo un terzo posto in batteria, Josefa vince la terza semifinale bruciando per un  paio di decimi l’inglese Rachel Cawthorn e celebra l’avvenimento con la qualificazione alla finale del K1-500. Prestigioso.

Con la Medal race Alessandra Sensini conclude al nono posto la gara sulla RS:X. Il titolo va alla spagnola Marina Alabao Neira, apparsa la più regolare. Per la Sensini era l’ultima esibizione olimpica sulla tavola (che esce ora dal programma a cinque cerchi), ma non è detto che sia anche l’ultima ai Giochi. Non è affatto da escludre che a Rio potremmo rivedere la più titolata velista italiana (solo ai Giochi due ori, un argento e un bronzo) al timone di qualche altro scafo.

In tarda serata arriva la notizia peggiore della giornata con la sconfitta della squadra di volley femminile ad opera delle coreane, capaci di ribaltare il pronostico grazie soprattutto a una prestazione maiuscola della Kim Yeon-Koung, una 24.enne dalle cento risorse. La sconfitta (1-3) estromette le azzurre dalle semifinali, condannandole, per la terza volta consecutiva, a un quinto posto olimpico che non fotografa il vero valore della squadra di Barbolini. Che, comunque, è stata incapace di interpretare il gioco avversario o di proporre contromisure alla varietà di schemi delle asiatiche. Finisce così la corsa delle due squadre femminili, dopo che anche il Setterosa aveva alzato bandiera bianca.

 

 

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