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Londra 2012 / Ancora a segno la scherma: bronzo per la sciabola

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Venerdì 3 agosto 2012

Settima giornata. Solo un bronzo, tanto per muovere la classifica in attesa del resto, ma di qualità, che arriva dalla scherma, la miniera sempre aperta dello sport italiano. All’ora di cena – dopo una giornata di delusioni (su tutte, il quarto posto, del Due senza di Mornati e Carboncini, mai in lotta per il podio) – ecco la medaglia della squadra di Sciabola che supera la Russia (45-40) nella finalina per il terzo posto. Nel quartetto azzurro, con un Gigi Tarantino all’ultima apparizione prima dell’arruolamento tra gli allenatori, con un tignoso Diego Occhiuzzi intenzionato a onorare il fresco argento individuale, con un Aldo Montano a scartamento ridotto per il serio infortunio muscolare, risulta decisivo il furore agonistico dell’esordiente Luigi Samele.

Merito del ragazzo foggiano, allievo di Lucio Landi, se si è trovata questa medaglia già data per persa contro i russi che in questo torneo, ricordiamolo, erano partiti come i favoriti. Una prestazione maiuscola quella di Gigi – già argento mondiale con la squadra, a Parigi 2010 – che a metà gara, con la sicurezza di un veterano, ha preso per mano la squadra portandole quel vantaggio che Occhiuzzi prima e Montano poi, hanno saputo mantenere. Samele è un grande talento recuperato allo sport, dopo che una crisi di risultati e di convinzione lo aveva portato quasi sul ciglio dell’abbandono.

Una vittoria, quella contro i russi, servita a riscattare una prestazione nel complesso opaca. Dopo una partenza infelice, la Bielorussia superata per un solo punto, in semifinale siamo stati messi fuori dai coreani, quasi senza opporre resistenza. Una brutta botta all’orgoglio della sciabola che pretendeva un pronto riscatto. E così è stato. Si può solo ricordare che anche a Pechino gli sciabolatoti erano saliti sul terzo gradino del podio: rispetto ad allora, Samele è la new entry al posto di Gianpiero Pastore.

Oggi si è anche alzato anche il sipario sull’atletica. Malgrado una certa ripetitività e la mancanza di stimoli per l’intero movimento, c’è sempre grande interesse intorno a pista e pedane. C’è chi si augura che, una volta portato a termine l’impegno olimpico, Seb Coe voglia tornare ad occuparsi di sport alla testa della IAAF. Non sappiamo se questo succederà quando e come (l’attuale presidente Diack Lamine è stato appena rieletto per un altro quadriennio), ma è certo che qualche novità non farebbe che bene alla disciplina. Che, sia chiaro, non potrà vivere sempre di Usain Bolt o di corridori africani dal grande talento, ma dalla carriera troppo breve. Qualcosa più di un progetto va escogitato al più presto. Intanto, godiamoci le gare olimpiche d’atletica, tornate a Londra per la terza volta.


 

 

 

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