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Londra 2012 / Il Dream Team torna a colpire!

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Giovedì 2 Agosto 2012


dream team


La vendetta del Dream Team ha un sapore dolce e porta a casa l’undicesima medaglia dell’Olimpiade londinese, la quarta d’oro. Che il quartetto del fioretto avesse in tasca il titolo olimpico sin dalla partenza, era più di una speranza. Ma averlo ora conquistato, quel titolo, e per di più con tanta autorevolezza, è un fatto da consegnare alla piccola storia dello sport italiano. La giornata – aperta all’ora di pranzo dall’argento di Sartori e Battisti, rimontati dai neozelandesi negli ultimi metri – si chiude con la nuova medaglia d’oro del Dream Team: le scatenate ragazze azzurre, l’intero podio dell’individuale – Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca e Arianna Errico – più Ilaria Salvatori entrata in corsa, non hanno dato scampo alle russe – le campionesse in carica – asfaltate con un perentorio 45-31 (dopo aver fatto fuori la Francia per 45-22).

Una rivincita covata per quattro anni, dopo che a Pechino furono proprio le rivali di oggi ad escluderci per un punto dalla finale, vinta poi a mani basse sulle americane. Allora l’Italia, terza, oltre che sull’eterna Salvatori e su Vezzalli, schierava Giovanna Trillini e Margherita Granbassi. Per di più, escluso il fioretto a squadre nel 2004, per trovare un’altra vittoria d’oro del Dream Team azzurro bisognava riandare a Sydney quando, con Trillini e Vezzali, c’era Diana Bianchedi, oggi a bordo pedana col microfono di Sky. In qualunque competizione la vittoria non è mai certa. Ma quello del quartetto azzurro più che una vittoria è stato un trionfo. Come ha dimostrato l’andamento della finale, subito bene indirizzato da una scatenata Vezzali e concluso dalle altre senza nessuna sbavatura. Non è un caso poi che a mettere a segno la botta decisiva, la stoccata n° 45, sia stata proprio la capitana. Mai tanto determinata come stasera.

Dopo il terzo posto nell’individuale, Valentina inseguiva la sesta medaglia d’oro della carriera a cinque cerchi: come finora era riuscito solo ai più grandi, a Nedo Nadi e Edo Mangiarotti, quest’ultimo mancato proprio alla vigilia di Londra. E come ha tenuto a ricordare la stessa Valentina nelle interviste di fine gara con la dedica per il maestro Giulio Tomassini che la lascia per trasferirsi ad Avignone. Nella bacheca della leonessa di Iesi sono ora depositate nove medaglie olimpiche (con i sei ori, anche un argento e due bronzi). Non è proprio escluso che la collezione possa essere ancora incrementata a Rio. Dove certamente saranno Di Francisca ed Errico – qui a Londra al battesimo del podio olimpico – nel segno di un ricambio e di una continuità che hanno saldamente portato la nostra scherma femminile in cima al mondo.

 

 

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