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Londra 2012 / La discesa doro di Daniele Molmenti

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Mercoledì 1 Agosto 2012


molmenti


Quinta giornata. Ventiquattro ore di pausa, giusto il tempo per digerire l'abbuffata d'apertura, e gli azzurri riprendono ad accumulare oro in cascina. Il terzo in ordine di tempo lo consegna allo sport italiano Daniele Molmenti nella canoa slalom, specialità K1. Nel rispetto di un pronostico per nulla azzardato che lo vedeva da tempo il favorito della gara, un mix di azzardo e tecnica raffinata. “Non mi interessa la medaglia d’argento”, era stata la sfida lanciata agli avversari appena entrato nei 15 della qualificazione. E così è stato. Il friulano, uno che si esalta quando il gioco si fa duro, ha domato le acque torrenziali della Lee Valley da par suo e per farlo – non capita a tutti – ha scelto il giorno del 28° compleanno. Miglior regalo non poteva farsi.

Terzo in semifinale, a un soffio dallo sloveno Peter Kauzer, l’avversario più titolato poi appesantito in finale da tre penalizzazioni, Molmenti ha dominato la discesa decisiva, costruendo la vittoria nella parte centrale, tra la decima e la diciottesima porta, quando gli avversari sono in riserva. Con un percorso netto per i primi tre, le medaglie le ha assegnate la rapidità della discesa. La più veloce delle quali è stata dell’italiano che ha agguantato il titolo olimpico: alle sue spalle il ceco Vavrinec Hradilek e il tedesco Hannes Aigner, tutti in poco più di un secondo e mezzo.

Decimo a Pechino con molti rimpianti, Molmenti ha covato la rivincita per quattro anni, accantonando a malincuore i rischi delle grosse moto da turismo per i brividi delle acque bianche. Dopo un brutto incidente, ha preferito vendere la sua Ducati per andarsene in Australia ad allenarsi. Una scelta difficile compensata, di lì a pochi mesi, col titolo mondiale del 2010. Dotato di grande forza di braccia e di un controllo assoluto del kajak, negli ultimi tempi Molmenti – che anche Sports Illustratedindicava come il maggior pretendente all’oro – ha trovato motivazioni maggiori dall’incontro con Pierpaolo Ferrazzi, che questa gara dell’audacia spericolata aveva già vinto ai Giochi di Barcellona. Un accordo perfetto tra i due ha prodotto una nuova perla.

 

 

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