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Londra 2012 / Ancora due medaglie per gli azzurri, ma Federica ...

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Domenica 29 Luglio 2012

Continua a splendere il sole sulla spedizione azzurra ai Giochi. Nella seconda giornata è mancato l’oro, ma il medagliere si è rafforzato con un argento (Diego Occhiuzzi nella sciabola) e un bronzo (l’incredibile Rosalba Forciniti nel judo) e vede ora l’Italia in terza posizione – con 2 ori, 3 argenti e 2 bronzi – alle spalle solo dei colossi Cina (12) e Stati Uniti (11). Un bilancio, finora, in positivo, ma che ha il suo rovescio. Nella mancata medaglia di Federica Pellegrini che un po’ tutti aspettavano e che è invece affondata nell’acqua londinese, sferzata dalle poderose bracciate della francese Muffat e dalla statunitense Schmitt. Niente da fare per Fede, in difficoltà sin dal mattino, quando fuori della piscina s’era girata attorno per cercare qualcuno che le spiegasse cos’era accaduto in quella batteria, conclusa con una prestazione che le consentiva appena di agguantare la finale col penultimo tempo utile.

La finale ha poi confermato il pessimismo che era calato sugli italiani. Relegata in prima corsia, estranea alla lotta furibonda che si svolgeva a centro acqua, Federica si è mantenuta in quinta/sesta posizione fino al quinto posto finale (lo stesso piazzamento di Pechino …, allora preludio a una straordinaria rinascita sui 200). Uscendo dall’acqua, con l’espressione attonita che le conosciamo nei momenti di incertezza, dirà: “Ho dato tutto quello che avevo, non potevo fare di più. Nuotare non è solo una questione di testa”. Più tardi, a mente più serena, ha annunciato un anno sabatico per ritrovarsi e ritrovare quelle motivazioni che oggi sembrava aver perduto. Ma da oggi si ricomincia.

Il peso della delusione, il nuoto azzurro lo ha oggi diviso almeno tra la Divina e Fabio Scozzoli, il miglior prodotto della generazione più giovane. Scozzoli è arrivato settimo nella gara dominata col nuovo record del mondo (uno stratosferico 58”46) dal sudafricano Cameron van der Burgh. Avesse nuotato nel tempo delle semifinali (59”44), Fabio sarebbe salito sul terzo gradino del podio. Invece, quarto a metà gara, si è sciolto nella seconda parte, perdendo quella fluidità che ne aveva fatto il protagonista dei mondiali dello scorso anno. Quando era stato secondo (59”42) alla spalle del scomparso norvegese Dale Oen ma davanti allo stesso Van der Burgh. Sugli scudi invece Ilaria Bianchi nei 100 farfalla illuminati dal record mondiale (55”98) di Dana Vollmer: un quinto posto e due primati nazionali che guardano al futuro.

Ed eccoci alle nuove medaglie. L’argento lo ha portato a casa Diego Occhiuzzi, a far coppia con il bronzo conquistato a Pechino nella competizione a squadre. Praticamente perfetta fino al turno finale, la rincorsa del napoletano all’oro si è spezzata di fronte al solido ungherese Szilagyi. Smarrita la bella sicurezza sfoggiata fino ad allora, Diego si è trovato sotto 1-8 quasi senza accorgersene: a quel punto ogni recupero era più una speranza che una possibilità concreta. Comunque conquista una medaglia d’argento che lo pone a fianco di mostri sacri del passato lontano, come Gustavo Marzi e Giulio Gaudini. Nel suo procedere verso il podio, Occhiuzzi si era trovato ad incrociare agli ottavi Aldo Montano, eliminandolo dalla competizione. Il campione olimpico di Atene, e si sapeva, non era al massimo della condizione: un recupero prodigioso il suo, ma non completo, per lo strappo alla coscia sinistra, gli aveva consentito di superare almeno un turno. In ogni caso, è stato proprio lui l’ostacolo maggiore per Occhiuzzi, come non testimonia a pieno il 15-13 finale. Ora, per entrambi, si presenta un’altra grande occasione con la gara a squadre.

Quello che non t’aspetti. Parliamo della 26.enne Rosalba Forciniti che nei 52 kg ha agguantato un bronzo inatteso, superando nella finale delle terze la lussemburghese Muller, dopo aver sbattuto (Ippon) contro la nord-coreana An Kum Ae, poi meritatamente medaglia d’oro. Inatteso perché la cosentina a Londra non doveva neppure arrivare. Recuperata infatti solo in quota continentale a poche settimane dall’avvio del torneo, ha fatto molto più di quanto le chiedevano i tecnici che ne hanno forgiato il talento al centro federale di Ostia.

Non tutto però è andato per il meglio. La giornata si conclude con almeno due rimpianti: soprattutto per la coppia Cagnotto/Dallapé, quarta nel sincro da 3 metri, con più di un rimprovero per la giuria. E il secondo per Giorgia Bronzini, quinta nella prova in linea disputata sotto la pioggia, vinta in volata dall’imbattibile olandese Marianne Vos. Si poteva osare di più, entrando nella fuga decisiva, come non è stato. Un campanello d’allarme infine ha suonato per la pallavolo uomini, battuta senza appello dalla Polonia (1-3): ci sarà tempo per recuperare, ma preoccupa il modo come è maturata la sconfitta e la incapacità di reazione.

 

 

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