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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Londra 2012 / Good News No News

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Giovedì 26 Luglio 2012
LUCIANO BARRA
(Dal vostro corrispondente di guerra).

 

londra-1 Un vecchio detto dice “good news no news” e questo è quello che accade prima di ogni edizione dei Giochi Olimpici. Nel 2004, a poche settimane dall’inizio, i media sentenziavano che i Giochi di Atene non sarebbero mai iniziati. Prima di Torino, nel 2006, le pagine della stampa locale – le cosiddette “cronache” – dipingevano la situazione dei Giochi catastrofica. Lo stesso pare accadere a Londra, soprattutto se avete letto i giornali italiani degli ultimi giorni. Tanto che nel preparare la valigia ho avuto forti dubbi su cosa portare. Un elmetto? Un giubbotto antiproiettile? Uno scafandro contro l’acqua? Una bicicletta di quelle smontabili per circolare? E tanta pazienza da usare con i flemmatici Inglesi.


L’approccio a Londra non è stato facile, ma nello stesso tempo istruttivo. L’Aeroporto di Fiumicino, con la sua atmosfera da suq africano, è difficile da dimenticare. I km percorsi sulle piste asfaltate dell’aeroporto per raggiungere la giusta aeromobile sono simili ai safari per cercare gli elefanti, e per non parlare della nostra Compagnia di Bandiera che riesce sempre a partire con delle mezze ore di ritardo: tanto abituati a questa tradizione che la frase “scusate per il ritardo” è stata cancellata dagli annunci di bordo. Quanto poi all’opportunità di salutare e fare agli auguri alla nazionale azzurra (oltre 50 persone) a bordo non è “negli attuali standard della compagnia”, secondo le parole del Comandante.

Poi arrivi ad Heathrow e trovi una situazione abbastanza diversa da quella lasciata, e da quella dipinta dalle cronache dei giorni precedenti: 32° gradi, 25 desk per il controllo passaporti, la stessa configurazione in ognuno dei cinque terminal dell’aeroporto più grande d’Europa, tutto pulito ed efficiente, bagagli che arrivano prima dei passeggeri , assistenza dell’organizzazione gentile ed efficiente, nessuna fila per gli accrediti, polizia che non si vede più di tanto, traffico snello, venti minuti per arrivare in albergo, semafori intelligenti, macchine e bus con GPS ultramoderni e controllo satellitare su ogni mezzo. Per limitarci alle cose più appariscenti. Giornalisti dicono che i servizi offerti sono di un livello tecnologico mai toccato.

Le cose potranno sicuramente peggiorare e cambiare questa visione idilliaca, anche se normalmente il tempo aiuta le organizzazioni a funzionare meglio e i cittadini ad adattarsi alle misure straordinarie.

La mia personale conclusione è che i giornali sbagliano quando, prima dei Giochi, inviano in avanscoperta i loro migliori corrispondenti di guerra. Il rischio è che con il loro approccio e con i loro scritti possano veramente causare forti danni.

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