- reset +

Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

  Direttore: Gianfranco Colasante   

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)





I sentieri di Cimbricus / La marcia verso il grande nulla

PDFPrintE-mail

Venerdì 3 Dicembre 2021

 

nelson 

“Lo notiamo leggermente appesantito”: la stazza di un vecchio pilone inglese secondo la voce bogartiana di Paolo Rosi. Non si può più dire. La pancia non c’è più: questa è la società del fitness, della forma fisica, in italiano.

Giorgio Cimbrico

“Heidi Rosendahl, bella e sexy. Mary Peters, invece, sembra una massaia”: non si può più dire perché tutte le massaie connesse si incazzano e possono aprire accesi dibattiti su Instagram o Facebook trovando più adesioni di quando il Papa bandiva la crociata. “Ha giocato male, un disastro”: non si può più dire. Sennò come fanno le società di calcio a costruire le plusvalenze?

Si può dire, invece, che Prada compra Luna Rossa che, per la componente velica, apparteneva a Pa. Be. Un nome abilmente nascosto, più o meno come quando uno dei Bassotti si presentava da Paperone in marsina, sotto le spoglie del banchiere Ottobass.

Altre cose che non si possono più dire o che è caldamente raccomandato evitare: allusioni al sesso (si dice genere), alla razza (si dice etnia), al colore della pelle, al credo religioso, alle particolarità fisiche (il nasuto Drake Hemery appartiene al passato, così come lo sputacchiante Zatopek, la baffuta Irina Press) o citazioni di espressioni ingiuriose o volgari che al massimo possono essere proposte inserendo puntini in luogo di alcune o molte lettere che le compongono. Esempi: v…….lo, st….o. In tv i puntini sono sostituiti dai bip.

E’ allo studio un genere neutro, di colore grigiastro, e anche la Commissione Europea è al lavoro in questo senso. Si potrà ancora dire Buon Natale o l’augurio verrà considerato divisivo? Ho notato anche che nei telegiornali i volti dei bambini e degli adolescenti vengono mimetizzati da un maschera di pixel. In chiaro, invece, vanno i volti dei bambini che muoiono di fame, che crescono in mezzo alla guerra e che non possono andare a scuola. Quelli dei 9 euro al mese.

La marcia verso il grande nulla procede expeditis itineribus, cioè secondo i ritmi imposti alle legioni da comandanti che avevano una missione. Come Varo, ad esempio, che finì nella selva di Teutoburgo dove ancor oggi può esser rinvenuto ossame assortito.

Il grande nulla contiene un suo programma. E ora scommetto che qualcuno è pronto a dire: uffa, ecco qua che ci propina la solita solfa sul rimbambimento generale. Evito accuratamente. Quello che mi fa girare i c.….ni (coglioni) è il tentativo continuo e ben riuscito di cancellazione della storia, del suo fluire. O peggio: della riduzione di questo gran fiume a un rigagnolo di banalità, menzogne, preconcetti, puttanate.

Che fastidio dava, nella piazza principale di Bridgetown, la statua che da 200 anni abbondanti celebrava Horatio Nelson e la vittoria di Trafalgar? Era un ufficiale di marina, mica un mercante di schiavi. E, tra l’altro, proprio nelle Indie Occidentali affinò le sue abilità, marcò i suoi progressi in navigazione e in tattica. A Barbados – ora repubblica di Barbados – in questi giorni si stanno liberando in fretta e furia di questi ultimi 396 anni e la febbre è alta.

Ma quel gran moro che Giuseppe Garibaldi aveva portato con sé alla difesa della Repubblica Romana, cos’era? Un fedelissimo, un dipendente, uno schiavo? Nell’ultimo caso, i social-iconoclasti sono attesi a una lunga opera di demolizione.  

 

Cerca