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I sentieri di Cimbricus / Golden Gala: dove sara' nessun lo sa

Mercoledì 7 Aprile 2021

 

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La sola certezza resta la data, forse perchè non la fissiamo noi: ma resta il non piccolo quesito del “dove” si dovrebbe svolgere la tappa italiana della DL. Incertezza non da poco.

Giorgio Cimbrico

Ma dov’è finito il Golden Gaga, pardon Gala? Se ne parla poco: l’attenzione è tutta per chi ha un nome che ricorda quello di un medico e organista alsaziano che dedicò la sua vita ai poveri della terra, scegliendo Lambarene, Gabon. Le stesse anche le iniziali. Quando, si sa: 4 giugno. Dove? Qui sta il problema, diceva Amleto. All’Olimpico no, perché l’11 giugno è in calendario Italia-Turchia, Europeo 2020 ritardato di un anno. La partita, secondo Gravina presidente e Mancini commissario tecnico, sarà aperta al pubblico. A quanto, non è noto ma pare sia una condito sine qua non imposta dalla UEFA.

Avere lo stadio per un pugno d’ore a una settimana dal match era impossibile? È quanto mi chiedevo anche un anno fa. Il rinvio dell’Europeo permise poi al meeting, ritardato, di avere la consueta culla, luogo perfetto per chi salta servendosi di una pertica: Vigneron bis, Buba, Isinbayeva, Duplantis sono i capitoli di una lunga storia di azzurri spazi.

E così, dove? Chi sa di atletica, propende e tifa per la pista nuova dell’ex San Paolo, ora Maradona, di Napoli, calpestata solo in occasione delle Universiadi 2019, lunghe sessioni di buone gare a porte apparentemente chiuse: la pandemia non era ancora arrivata a sconvolgere le nostre vite ma il pubblico partenopeo aveva altri programmi e ne rifuggì.

Sembra che la favorita sia Firenze: lo stadiolo intitolato al marchese Ridolfi e ribattezzato Firenze Marathon (non Florence, miracolo), due volte sede della finale di Coppa Europa agli inizi dei Duemila, è piccolo ma oggi nessuno bada alla capienza. Non conosco lo stato di salute della pista che freschissima non è. Off limits è l’Arena napoleonica di Milano, sprovvista di alcune strutture, a cominciare dall’area di riscaldamento, presente invece in due piccole capitali italiane dell’atletica, Grosseto e Rieti che ovviamente non verranno prese in considerazione.

Dopo il dove, eccoci al come. Chi sarà il regista, il costruttore del cast, il meeting director, per esprimerci nel pidgin english così di moda? Dai brandelli di voci, dagli scampoli di chiacchiere portate dal vento, chi ha retto a lungo questo ruolo garantendo liste di partenza a quattro e cinque stelle non siede più sul ponte di comando malgrado mantenesse, proprio come il suo antico maestro, fertili rapporti con chi rappresenta gruppi di atleti interessanti e vitali per la riuscita della serata.

Soluzioni logistiche possono esser trovate in breve tempo, così come non sarà difficile designare un sostituto e disegnare un cielo di stelle e stelline. In tempi di sempre più sbandierata autarchia (avrete notato, in quel termometro perfetto che è la pubblicità, che la pasta è italiana, il pollo è italiano, il burro è italiano, la carne è italiana, una catena di supermercati è orgogliosamente italiana, etc. etc.) sarà sufficiente varare Tortu versus Jacobs, puntare sulle ascensioni di Tamberi, preparare le parabole di Larissa Iapichino perché l’appuntamento Golden sia anche tempestato dei luccicanti lustrini Diamond. Di tutti gli altri a noi cosa ce ne frega?  

 

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