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Piste&Pedane / Cinque Mulini: 89 anni e non sentirli

Martedì 30 Marzo 2021

 

5-mulini-21 


Nuovo percorso per il rinnovato fascino della campestre italiana più antica, ma gli aspetti tecnici non cambiano: sono sempre gli africani i protagonisti.

Daniele Perboni

La signora ci sorpassa con il rumore dei tacchi che si fanno sentire sull’asfalto. Elegante. Non è certo un’atleta o una addetta all’organizzazione. Neppure qualcuno del pubblico. Vietato affacciarsi sulle rive dell’Olona. Causa covid, naturalmente. Inspiegabilmente la ritroviamo alle nostre spalle alla prima barriera sanitaria. È gentile con gli incaricati alla “santificazione”. Sbrigate le immancabili formalità dell’accredito, ci fiondiamo nella zona assegnataci. Bella posizione: partenza, arrivo e scorci del percorso son ben visibili. Per il resto occorre affidarsi al video, ottimamente posizionato all’ombra, quindi nitido, che trasmette tutta la gara.

Siamo in anticipo. Si “cazzeggia” in attesa delle prove internazionali per festeggiare gli 89 anni, ma la dama, non quella dei tacchi a spillo, pare proprio non sentirli. Signori, è la 5 Mulini. Quest’anno, alla ricerca di ampi spazi dove agire in sicurezza, ha abbandonato la classica sede all’interno del piccolo stadio di San Vittore Olona, per spostarsi nei “valli”, che fiancheggiano il fiume. Il percorso ne ha guadagnato dal punto di vista tecnico e spettacolare.

Sono passati esattamente 50 anni da quando abbiamo avuto il primo contatto con i mulini. Per noi ragazzini, abituati all’odore dell’erba bagnata delle marcite, al “profumo” del letame accumulato nei pressi delle stalle, in una Lomellina ancora profondamente rurale, l’acre fetore sollevato dall’abbondante schiuma che galleggiava su quel fiume malato fu devastante. Prevalse la nausea sull’eccitazione di trovarsi in un consesso internazionale. Seppur da semplici spettatori. Oggi non è più così. Tutto, o quasi, recuperato grazie a un progetto sovracomunale denominato “Olona Green Way”.

Rieccola la donna con i tacchi. Al collo sfoggia il cartellino con la scritta Vip. Il nostro più semplicemente recita Media. Qualcuno si lamenta per il terreno sconnesso. Per la miseria, siamo a una campestre, anche se baciata dal sole, nel bel mezzo di un prato, non certo in Piazza del Duomo a Milano …

Vanno in scena le categorie giovanili. Fra le allieve vince Anna Hofer dello Sport Club Merano. Si dice contenta e felice per la vittoria. Anche di aver corso nel mulino e nel “maso”. Sarebbe la fattoria Chiapparini.

Nelle prove internazionali non c’è storia, così come da molti anni ormai. Vince l’etiope Nibret Melak (10,2 km in 28’57”) con un secondo di vantaggio sul keniano Leonard Kipkemoi Bett e sull’altro etiope Muktar Edris. Identico discorso fra le donne: Tsehay Gemechu (Eth) 18’53”, Beatrice Chebet (Ken) 18’56”, Sheila Chelangat (Ken) 19’22”.

ITALIANI? – A voler essere cattivi potremmo citare Carlino Monti, velocista, bronzo nella 4x100 ai Giochi di Londra 1948: “Sono arrivati dopo la banda”. Sul gradino più alto del podio un nome italiano manca dal 1986 (Alberto Cova), dal 1990 fra le donne con Nadia Dandolo. L’ultimo azzurro a salirci fu Stefano Baldini, terzo nel 2005. Al 2013, invece, è il dettato al femminile con Touria Samiri, nata in Marocco e cittadina italiana dal 2009. Così per dare spazio a interpreti casalinghi gli organizzatori hanno pensato di premiare anche i migliori italiani. Eccoli dunque: Yohanes Chiappinelli, settimo, staccato di un minuto e 5 secondi e Rebecca Lonedo che sui sei chilometri e duecento del percorso è giunta nona con un ritardo di 1’55”.

Spulciando il classico e immancabile “catalogo” illustrativo si ricavano alcune curiosità, come l’albo d’oro per nazioni. Naturalmente guida l’Italia con 27 vittorie, ma è comprensibile. La prima edizione internazionale si tenne “solo” nel 1953 (1933 l’anno di nascita della 5 Mulini), nel 1955 fu sede di campionato italiano, dunque senza stranieri, e nel 1959 si disputò il Campionato di Società. A seguire Etiopia e Kenya (16), Belgio (5), Iugoslavia (4), Francia, Gran Bretagna, Marocco, Qatar, Stati Uniti, Tanzania, Ucraina, Uganda (2). Donne: Etiopia (9), Kenya (8), Norvegia (6), tutte dovute a Grete Waitz, Stati Uniti (4). Due Gran Bretagna e Italia (Pigni/73, Dorio/75, Dandolo/90).

Della signora con i tacchi a spillo, quasi una Lolita Lobosco versione lombarda, che si muoveva disinvolta sul prato accanto all’arrivo, nessuna traccia …

 
89ª CINQUE MULINI –
San Vittore Olona, 28 Mar 2021


• Uomini (km 10,2)
1. Nibret Melak (ETH) 28’57”
2. Leonard Bett (KEN) 28’58”
3. Muktar Edris (ETH) 28’59”
4. Oscar Chelimo (UGA) 28’59”
5. Hosea Kiplangat (UGA) 29’02”
6. Samuel Kibet (UGA) 29’26”
7. Yohannes Chiappinelli (ITA) 30’03”
8. Marouan Razine (ITA) 30’10”
9. Italo Quazzola (ITA) 30’17”
10. Cesare Maestri (ITA) 30’27”

• Donne (km 6,2)
1. Tsehay Gemechu (ETH) 18’53”
2. Beatrice Chebet (KEN) 18’56”
3. Sheila Chelangat (KEN) 19’22”
4. Alemitu Tariku (ETH) 19’31”
5. Francine Niyomukunzi (BDI) 20’11”
6. Clementine Mukandanga (RWA) 20’21”
7. Addisalem Belay Tegegn (ETH) 20’32”
8. Adeline Musaybyezu (RWA) 20’32”
9. Rebecca Lonedo (ITA) 20’48”
10. Giovanna Selva (ITA) 20’53”

(foto WA)

 

 

 

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