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Piste&Pedane / L'esplosione di Marcell, oltre le attese

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Domenica 7 Marzo 2021

 

jacobs-torun 2 


Col miglior tempo dell’anno sui 60, Jacobs presenta le sue credenziali per la finale olimpica di 100: potrebbe essere il primo italiano a riuscirci.

Daniele Perboni

Andati a letto senza cena per espiare colpe, meglio responsabilità, che vantano profonde e antiche radici, ci siamo risvegliati con profumi di medaglie che aleggiavano nell’aria fredda, umida e invernale della Lomellina più profonda. Invidia verso il direttore di codesto foglio elettronico quando, serenamente, ci ha informato che “qui [a Roma] è quasi primavera”.

Osannato, incitato, marchiato a fuoco come il miglior sprinter continentale dell’inverno, Marcell Lamont Jacobs, ex lunghista (troppo traumatica la specialità per le possenti fasce muscolari del texano), non ha tradito le attese. Dopo due turni portati a termine con estrema facilità (almeno questa è stata l’impressione visiva di chi ha seguito la manifestazione dagli schermi televisivi) e conclusi con tempi cronometrici risultati i migliori del lotto, 6”59 in batteria e 6”56 in semifinale, è letteralmente esploso, dimenticando le tante amarezze e giganteschi rospi ingoiati in passato.

Sicuro e reattivo in partenza, imprendibile nella fase lanciata, facendo letteralmente il vuoto alle sue spalle, ha stampato un 6”47 che rappresenta il miglior tempo al mondo dell’anno, e il quarto crono europeo di tutti i tempi. Soltanto cinque centesimi ora lo separano dal record europeo del britannico Dwain Chambers (6”42, Torino 7 marzo 2009). In soffitta anche il record nazionale di Michael Tumi (6”51) che resisteva dal 2013 (Ancona, 17 Febbraio).

Per l’Italia è la nona medaglia in 36 edizioni degli EuroIndoor nei 60 metri. Oltre all’oro di Stefano Tilli (Budapest, 1983), in bacheca risaltano anche gli argenti di Antonio Ullo (Göteborg, 1984), Pierfrancesco Pavoni (Liévin, 1987 e Glasgow, 1990) e Fabio Cerutti (Torino, 2009) e i bronzi di Ullo (Liévin, 1987), Emanuele Di Gregorio (Torino, 2009) e Michael Tumi (Göteborg, 2013).

Meglio di tante parole sono più rappresentative le due tabelle che presentiamo di seguito, riferite alla sola Europa:

• Prime 10 prestazioni 2021
6”47 Lamont Marcell JACOBS (Ita), Toruń 6 Mar
6”52 Kevin KRANZ (Ger) Dortmund 20 Feb
6”53 Jacobs, Łódź 12 Feb
6”54 Jacobs, Liévin 9 Feb
6”54 Jacobs, Liévin 9 Feb
6”55 Jacobs, Berlino 5 Feb
6”55 Kevin KRANZ (Ger), Dortmund 20 Feb
6”55 Jacobs, Ancona ITA 21 Feb
6”56 Jacobs, Berlino 5 Feb
6”56 Jacobs, Toruń, 6 Mar

• Prime 10 prestazioni All-time
6”42 Dwain Chambers (Gbr), Torino 7 Mar 09
6”45 Ronald Pognon (Fra), Karlsrhue 13 Feb 05
6”46 Jason Gardener (Gbr), Maebashi 7 Mar 99
6”47 Linford Christie (Gbr), Liéven 19 Feb 95
6”47 James Dasaolu (Gbr), Birmingham 15 Feb 14
6”47 Lamont Marcell Jacobs (Ita), Torun 6 Mar 21
6”48 Jimmy Vicaut (Fra), Göteborg 2 Mar 13
6”49 Colin Jackson (Gbr), Parigi-Bercy 11 Mar 94
6”49 Richard Kilty (Gbr), Sopot 8 Mar 14
6”50 Charalambos Papadias (Gre), Parigi-Bercy 7 Mar 97

Tutto ciò premesso, naturalmente, non autorizza a sognare tempi stratosferici sui 100. Già sono partite le speculazioni su cosa potrà mai ottenere Jacobs allungando la “gittata”, visto che proprio nella progressione ha la sua arma migliore. È d’abitudine nello stivale vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato. Quindi, cercando di prevenire antiche manie, proponiamo una sorta di gioco che, attenzione, non pretende di avere carattere scientifico e neppure statistico. Semplicemente è una presa d’atto della situazione esistente. Ai nomi dei migliori “sessantisti” europei abbiamo abbinato il “personale” dei 100. Questo il responso:

Christie 16”34 (6”47+9”87), Vicaut 16”34 (6”48+9”86), 16”38 Desaolu (6”47+9”91), Chambers 16”39 (6”42+9”97), Gardener 16”44 (6”46+9”98), Pognon 16”45 (6”45+9”99), Kilty 16”50 (6”49+10”01), Jacobs 16”50 (6“47+10”03), Papadias 16”65 (6”50+10”15), Jackson 16”78 (6”49+10”29, ma anche 12”91 nei 110H); … Filippo Tortu 16”57 (6”58+9”99).

Il sabato marzolino voleva festeggiare altre monete celebrative troppo frettolosamente appese al bavero di giovani pulzelle infinitamente talentuose e con l’attitudine a balzare lontano nella sabbia, ma pur sempre giovincelle da poco divenute maggiorenni. A nulla sono valsi gli appelli del prode Antonio [La Torre]. “Attenti, confidava premuroso, è pur sempre una ragazza di diciotto anni e mezzo…”. Niente. Imperterriti si è continuato a perseverare nella convinzione che una patacca andava, si doveva, era imperativo mettere in saccoccia.

Come è finita l’avventura della signorina Bonaventura, purtroppo per lei (e per noi), ormai è scritto a chiare lettere su tutti quegli organi d’informazione che, incrollabili, prevedevano un posto già prenotato sul podio. Larissa Iapichino, figlia di cotanta madre, alla fine di una due giorni esaltante per lei, si deve “accontentare” della quinta piazza, ottenuta a 6.59 (6.59, 6.56, nullo, 6.48, 6.34, 6.56). Pur ripetendo il risultato della qualificazione (6.70) il piazzamento non sarebbe mutato. Sesta Laura Strati, alla sua migliore stagione, con 6.57 (nullo, 6.41, nullo, 6.57, 6.38, 6.48). Titolo continentale e miglior misura mondiale stagionale hanno preso la via dell’Ucraina, sulle spalle di Maryna Bekh-Romanchuk che, all’ultimo tentativo utile, ha beffato la tedesca Mihambo, già campionessa iridata: 6.92 a 6.88 il risultato finale. Per tutte, rivincita fissata al prossimo 3 Agosto.


CAMPIONATI EUROPEI INDOOR
Torun, POL – 4/7 Mar 2021

• Uomini
60 (6) – 1. Lamont Marcell Jacobs (Ita) 6”47 (RN/WL-2021); 2. Kevin Kranz (Ger) 6”60; 3. Jàn Volko (Svk) 6”61.
400 (6) – 1. Oscar Husillos (Esp) 46”22; 2. Tony Van Diepen (Ned) 46”25; 3. Liemarvin Bonevacia (Ned) 46”30.
1500 m (5) – 1. Jacob Ingebritsen (Nor) 3’37”56; 2. Marcin Lewandowski (Pol) 3’38”06; 3. Jesus Gomez (Ese) 3’38”47.
Lungo (5) – 1. Miltiadis Tentoglou (Gre) 8.35 (WL-2021); 2. Thobias Montler (Swe) 8.31/RN; 3. Kristian Pulli (Fin) 8.24/RN.
Peso (5) – 1. Tomàs Stanek (Cze) 21.62; 2. Michal Haratyk (Pol) 21.47; 3. Filip Mihaljevic (Cro) 21.31.
 
• Donne
400 (6) – 1. Femke Bol (Ned) 50”63; 2. Justyna Swiety-Ersetic (Pol) 51”41; 3. Jodie Williams (Gbr) 51”73.
1500 (6) – 1. Elise Vanderelst (Bel) 4’18”44; 2. Holly Archer (Gbr) 4’19”91; 3. Hanna Klein (Ger) 4’20”07.
3000 (5) – 1. Amy-Eloise Markovc (Gbr) 8’46”43; 2. Alice Finot (Fra) 8’46”54; 3. Verity Ockenden (Gbr) 8’46”60.
Asta (6) – 1. Angelica Moser (Sui) 4.75; 2. Tina Sutej (Slo) 4.70; 3. Holly Bradshaw (Gbr) 4.65.
Lungo (6) – 1. Maryna Bekh-Romanchuk (Ukr) 6.92 (WL-2021), (nullo, nullo, 6.80, 6.62, 6.86, 6.92); 2. Malaika Mihambo (Ger) 6.88 (6.60, 6.56, 6.88, 6.56, 6.69, 6.78); 3. Khaddi Sagnia (Swe) 6.75 (6.48, nullo, 6.75, nullo, 6.62, nullo); … 5. Larissa Iapichino 6.59; 6. Laura Strati 6.57.
Peso (5) – 1. Auriol Dongmo (Por) 19.34; 2. Fanny Roos (Swe) 19.29/RN; 3. Christina Schwanitz (Ger) 19.04.
Pentathlon (5) – 1. Nafissatou Thiam (Bel) p. 4904 (WL-2021), (8”31, 1.89, 15.16, 6.60, 2’18”80); 2. Noor Vidts (Bel) p. 4791; 3. Xenia Krizsàn (Hun) p. 4644.

 

Foto Fidal/G.Colombo. 

 

 

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