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Piste&Pedane / Saltatori come salvatori: solo un gioco di parole?

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Sabato 6 Marzo 2021

 

inge-torun 

 

Tra qualche errore tecnico (vedi squalifica di Ingebrigtsen) e non poche assenze, gli Euroindoor non sono partiti male. Non altrettanto sembra poter dirsi per tutti i giovani azzurri.

Daniele Perboni

A voler essere cattivi, forse anche un poco crudeli, potremmo iniziare la cronaca di questi Euroindoor facendo la conta degli eliminati al primo turno. Tanti (15, 8 donne e 7 uomini), circa il 35,5% della spedizione, che salgono al 38,5% se contiamo anche gli eliminati al secondo turno. Oggi, pur avendo fatto voto di bontà, vogliamo rendere noto un whatsapp lanciato ad un amico di stanza sulla riviera. Eccolo: “Mi dispiace per Antonio [La Torre], però la solfa è sempre la solita”, intendendo che buona parte degli esclusi non ha offerto uno spettacolo dignitoso. Lontani dai propri record personali o stagionali (tranne pochissimi), incolori e incapaci di reagire.

Giovane età? Primi contatti con manifestazione internazionale? Sudditanza psicologica? Ci può anche stare, ma siamo lontani, agli antipodi, da quanto aveva dichiarato il ditti: «Quello che chiediamo ad alcuni di loro è non pensare di voler fare cose fenomenali, ma cercare di avvicinare il primato stagionale, se non di migliorarlo…». Bene, qualcuno ha compreso appieno la filosofia del tecnico in capo, qualcun altro… beh, decisamente si è perso nelle retrovie. Ma, come avevamo scritto nei giorni precedenti, inutile sconcertarsi ed enumerare i fallimenti. Sarebbero stati tanti, ne eravamo e ne erano consapevoli i vertici federali. Ciò che conta è che qualcosa di buono si è visto in questi primi due giorni di gare.

Innanzitutto il capitano Gimbo Tamberi. Nuovo look, nuova vita. Due salti (2.16 e 2.21), finale agguantata. Arrivederci a domenica, con intermezzo sugli spalti a tifare per la “cucciola”, una delle tante all’esordio in nazionale maggiore. E Larissa, se mai qualcuno ne dubitasse ancora, non ha fatto rimpiangere le imprese di mamma Fiona. La ragazza ha grinta e determinazione infinite. Una carica agonistica messa in mostra apparentemente senza affanno, pur in un contesto internazionale con atlete di assoluta caratura. Primi due salti decisamente sotto tono (per i suoi standard): 6.35 e 6.42 che non le consentivano il pass per la finale. Al terzo turno ecco la zampata di classe: 6.70, misura richiesta per accedere alla finale. Meglio della fiorentina solo la svedese Khaddi Sagna (6.78). Si attendono scintille.

In finale pure Laura Strati, sesta alla fine con 6.58. Ottima anche Alessia Trost. Quattro salti, tutti alla “prima” (1.76, 1.82, 1.87, 1.91) l’hanno portata alla qualificazione con altre otto compagne all’identica misura. Niente da fare per Elena Vallortigara, ferma a 1.87 e tre nulli a 1.91. Fra i promossi di giornata le ottocentiste Elena Bellò (vincitrice della sua batteria: 2’03”80), Irene Baldessari (seconda in 2’05”44), Eleonora Vandi (terza in 2’06.”02); Tobia Boschi nel triplo (quinto a 16.40), in una prova complessivamente sotto tono.

Fra gli estromessi un plauso va sicuramente alle quattrocentiste Eleonora Marchiando (53”70, vicinissima al PB di 53”41) e Alice Mangione, fuori per l’inezia di un centesimo (52”73) e personale ampiamente migliorato (53”01). Decisamente il giro di pista azzurro sta vivendo una fioritura da tempo attesa. Oltre alla Marchiando, lode anche a Rebecca Borga, approdata alla semifinale con 52”72, ma poi affondata nel turno successivo (54”23).

In campo maschile, che dire di Vladimir Aceti? Batteria eccellente che lo ha proiettato in semifinale (secondo con 46”82). Purtroppo decisamente nefasta la composizione del secondo turno. Nella prima delle tre semifinali (passavano i primi due senza recupero), la più ostica e la più veloce, pur centrando il personale (46”06) inesorabilmente è stato bocciato. I vincitori delle restanti hanno segnato 46”75 (Bonevacia) e 46”56 (Dobber). Nei 400, da segnalare tre olandesi in finale (Bonevacia, Van Diepen e Dobber) e due connazionali fra le donne (Klaver e Bol, un vero talento). Un pensierino alle medaglie, individuali e di staffetta?


CAMPIONATI EUROPEI INDOOR
Torun, POL – 4/7 Mar 2021

• Uomini
1500 m (5) – 1. Jacob Ingebritsen (Nor) 3’37”56; 2. Marcin Lewandowski (Pol) 3’38”06; 3. Jesus Gomez (Ese) 3’38”47.
Lungo (5) – 1. Miltiadis Tentoglou (Gre) 8.35 (WL-2021); 2. Thobias Montler (Swe) 8.31/RN; 3. Kristian Pulli (Fin) 8.24/RN.
Peso (5) – 1. Tomàs Stanek (Cze) 21.62; 2. Michal Haratyk (Pol) 21.47; 3. Filip Mihaljevic (Cro) 21.31.

• Donne
3000 (5) – 1. Amy-Eloise Markovc (Gbr) 8’46”43; 2. Alice Finot (Fra) 8’46”54; 3. Verity Ockenden (Gbr) 8’46”60.
Peso (5) – 1. Auriol Dongmo (Por) 19.34; 2. Fanny Roos (Swe) 19.29/RN; 3. Christina Schwanitz (Ger) 19.04.
Pentathlon (5) – 1. Nafissatou Thiam (Bel) p. 4904 (WL-2021), (8”31, 1.89, 15.16, 6.60, 2’18”80); 2. Noor Vidts (Bel) p. 4791; 3. Xenia Krizsàn (Hun) p. 4644.

 

Foto Fidal/Colombo. 

 

 

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