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Fatti&Misfatti / Voglia di punti di vista un po' diversi

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Lunedì 1° Marzo 2021


pozzecco 


Calma piatta o quasi nel basket: dopo le bolle e le balle europee, che campionato ci potrà consolare se dovessimo restare (ancora una volta) fuori dall’Olimpiade?

Oscar Eleni

A bordo di una navetta della marina inglese impegnata a salvare una foca finita nel Tamigi dalle parti di Teddington. Non chiedeteci il motivo di tale viaggio. Soltanto curiosità come quella di quelli che si facevano spennare dal re dei maghi che, modestamente, come qualche collega e allenatore, si fa pure annunciare come il mago dei re, soprattutto per case in estinzione. Voglia di punti di vista un po’ diversi.


Il mago, ad esempio, potrebbe spiegare cosa cambia davvero quando sostituisci un allenatore e non i giocatori, o, magari, cosa succede, in un Paese che si ammala volentieri nelle feste proibite, oppure quando cambiano il pastore, ma le bestie restano le stesse, senza per questo stravedere per Conte o fare festa tutto l’anno dopo l’arrivo di Draghi.


Mentre la Brignone spiega a Tamberi e Larissa Iapichino cosa capita se fai entrare nel cervello dei pochi campioni rimasti la banda col turibolo, sperando che gli europei indoor di atletica non vadano come i mondiali di sci alpino, neve maledetta anche per fondisti con o senza fucile. Tutto questo mentre intercettano Malagò al telefono, mentre si fa scherma con un nuovo presidente che ha fatto fuori il campione Maffei per la nostra tristezza perché ricordavamo ironia e gentilezza di questo campione ripartendo dai mondiali dell’Avana dove Valentina Vezzali era stata sublime, in pedana si capisce, fuori era tutto diverso, come poi abbiamo visto nella sua vita politica. Clima pesante per lo sport senza ministro, per un mondo dove si litiga con piacere.


Figurarsi adesso dopo l’intervista Rai all’arbitro Orsato, uno di qualità, che ha riaperto le ferite napoletane dopo aver ammesso di aver sbagliato con Pjanic e la Juventus, fregando Sarri, premiando Allegri. Bravo Trentalange a liberare gli arbitri. A farli vivere come tutti e quindi se anche gli asini possono parlare nel calcio perché non i direttori di gara. Al massimo si arriverà al litigio fra grandi leoni e, non per partigianeria cestistica, vi diciamo che ha ragione Lebron quando dice all’Ibra cadabra, sostenitore dello sportivo che non parla di politica, che davanti all’ingiustizia non si tace. Non si dovrebbe neppure tacere per le troppe evasioni fiscali di molti assi dello sport, ci si dovrebbe domandare che mondo può essere questo se ci sono file alla Caritas e Ronaldoro può mandare il suo gatto malato in aereo a Madrid per curarsi dal veterinario di fiducia, gettando la sabbia della lettiera in faccia a tutti medici degli animali della Torino che da molto non capisce quelli della ex Feroce, insomma gli operai.

Calma piatta o quasi anche nel basket dove i Cyrano di Messina, allertati dal loro guru sulla nuova consistenza della Fortitudo passata da Sacchetti a Dalmonte, si sono chiesti cosa avesse mangiato Ettorre prima di raccontare del “nuovo” di una squadra certo cambiata, forse migliorata, ma pur sempre prigioniera degli stessi che hanno mandato il Meo di Azzurra fremebonda a cambiare i fiori nella sede federale dopo le bolle e le balle europee, un campionato che ci consolerà se dovessimo stare fuori anche dalla prossima Olimpiade. Ma come. Non avete saputo della rinuncia dei neozelandesi? Certo, peccato che non succeda anche ai nostri giovani rugbisti di trovare qualche porta meno solida da abbattere.

Poi, tornado al basket voi trucidi pensate ad un‘Italia eliminata con questo Gallinari che fa il record di punti nella NBA, sì certo non è che Atlanta vada fortissimo, ma lui, perlomeno, sembra stare bene. Certo meglio del Melli a cui non può bastare la gratificazione di Lonzo (“un vero professionista”) se a New Orleans gioca pochi minuti. Beh, ma ci sarebbe anche il Polonara che fa cose importanti nei Paesi Baschi, il Fontecchio ritrovato a Berlino. Insomma ci vorrebbe ottimismo e magari il mago dei re ci farà trovare i pivot di cui avremmo bisogno anche se nel basket di oggi, ve lo dice Messina, puoi anche farcela con un centro bonsai, basta avere artiglieria dall’arco per la rabbia del Peterson che, però, se fondasse il partito “tiro da tre alibi per ammazza conigli” avrebbe un grande seguito. Soprattutto fra gli allenatori delle giovanili costretti a chiudere le palestre perché, chissà se ai vertici dal CONI in giù sono stati avvisati, fare tamponi costa e nelle società i volontari hanno finito la scorta di pazienza oltre che di euro. Ma, come diceva il Tolstoj tutti pensano a cambiare il mondo, in pochi a cambiare loro stessi.

Mentre si ride in maschera pensando a chi marcerà su Sanremo, alla squadra dei Bertoldo scelti come sottosegretari, chiediamo ai nostri allenatori guida di non dimenticare Riccardo Fois che la NBA ha voluto per un clinic, senza esagerare con i brindisi per la vittoria di Scariolo come allenatore capo di Toronto, andato in panchina dopo che Nurse, il suo capo ai Raptors, con cui ha vinto l’anello, è stato fermato dal Covid.

A proposito qualcuno si è fatto spiegare, ad esempio da Corbani, allenatore con anima e cervello, perché dopo le quarantene serve tempo per ricominciare sul campo. Dovevano capirlo prima di far partire questo campionato che si spera di finire anche se i virologi del terrore, oltre a non spiegare bene, ci stanno annunciando un’ondata peggiore anche di quella che nel marzo scorso fermò il campionato facendo accusare i vertici. Qualcuno li chiamò pusillanimi. Vedremo.

Milano domina, stradomina, mentre dietro Sassari ha detto di avere qualcosa che forse manca alle altre pretendenti, anche se la Venezia vista in Sardegna, senza Bramos da subito, e Daye dal primo tiro, va tenuta sempre sotto osservazione, convinti che la Virtus Bologna ha forse più potenza di fuoco se Belinelli è quello che si è mangiato, forse, le ultime speranze salvezza di Varese, anche in una giornata dove Teodosic sembrava pronto per Sanremo come Ibra.

Ringraziando la ex cestista Cucciari che ci tiene compagnia su Rai-tre facendo sorridere anche con gente banale, avendo scoperto che soltanto Crozza e “Quelli che il calcio” hanno buttato via l’incenso, come direbbe il geniale Gustavo Delle Noci strepitoso re del non senso per una trasmissione che sarebbe anche più bella se rispettassero i tempi delle battute senza saltarci sopra, ci avventuriamo nelle pagelle dopo la ventesima di campionato:

• 10 A POZZECCO anche se non lo chiameranno a Sanremo perché la sua vita in panchina a Sassari è da filmare in ogni momento. Se vince è meglio, se trova la luna felice di Kruslin ancora di più. Arbitri abbiate pazienza, non diciamo di adeguarsi, ma insomma.

• 9 Al PETERSON crociato contro il basket del tira-tira, per il suo ricordo del Palalido milanese, dei suoi mondi a Bologna e Milano. Visto che è così arzillo e gli allenatori delle minori sono disperati forse sarebbe intelligente utilizzarlo come fa il volley con Velasco che potrebbe spiegarci perché ci sono squadre femminili con ragazze dall’190 in su, mentre fra gli uomini cominciano ad avere lo stesso male del basket dei parolai.

• 8 Per BRINDISI quasi ritrovata perché ci sta ripresentando il vero Willis e perché sta facendo crescere bene il Visconti dopo averlo liberato dalle stupide catene del finale di Coppa Italia.

• 7 Al GALBIATI di Cremona, ma ex Olimpia, nella giornata in cui Milano ha mandato tutti in zona rossa con Milan, Inter, Armani, Urania e le ragazze del Sanga, perché la sua VANOLI ci dice che eravamo stati frettolosi nel considerare Mian talento perduto, Poeta regista superato e Cournooh incompreso da chi non ha pazienza coi giovani.

• 6 A Piero BUCCHI per come è uscito dalle trappole della solita bella Treviso di Menetti che, però, ha miccia corta per motivi di bilancio. Questa Cantù che si allontana dalla zona retrocessione potrebbe sorprendere qualcuno anche se certi suoi stranieri andrebbero rimpatriati.

• 5 A BELINELLI e ADAMS ser non ricorderanno che il Djordjevic si cura meglio se loro giocano al livello visto con Varese.

• 4 Al GIUDICE se non multerà gli annunciatori sui campi deserti per quelle urla, tipo triiippllee, perché non hanno davvero senso e il primo capirlo sarà senz’altro Armani che nella sua sfilata ha consigliato sobrietà, cercando nella testa i pensieri giusti per cuore e vestiti.

• 3 Ad Austin DAYE capomanipolo di troppi giocatori che pensano sempre di essere vittime del fischio sbagliato, dell’allenatore troppo esigente, di compagni che non li capiscono. Nel suo reggimento di latta troppi per fare tutti i nomi, ma da Milano a Varese sanno di chi parliamo.

• 2 A TRENTO e FORTITUDO Bologna se dovessero avere dei dubbi dopo aver cambiato allenatori che hanno comunque migliorato almeno certi atteggiamenti. Certo la farina del mulino è sempre la stessa.

• 1 Al DALLA SALDA se dovesse farsi venire la tentazione di trattare Martino come è stato fatto a Reggio Emilia con Buscaglia l’anno scorso. L’albergo reggiano ha ospitato troppa gente che destabilizzava e ora fa fatica a ricostruire quello che ad inizio stagione era davvero un giardino felice.

• 0 A NOI per aver passato notti insonni domandandosi perché la RAI aveva scelto come diretta oltre le prime edizioni dei giornali una partita come Brescia-Reggio Emilia. Avevano ragione e l’hanno pure commentata bene e vestita di buoni servizi come dovrebbe fare Eurosport. Due buonissimi allenatori, qualche discreto giocatore e in mezzo a tanti abbiamo rivisto l’italianizzato BURNS che a Milano sembrava confuso. Lui o chi non lo ha capito, forse.

 

 

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