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Piste&Pedane / Proprio una mezza maratona, ... in tutto

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Lunedì 1° Marzo 2021

 

faniel 2 


Oddio, arieccoci con l’inglesorum, … che per una corsa sulle strade di Sovicille, provincia di Siena, dà ancora più fastidio, … ma pazienza, volete mettere il valore aggiunto?

Daniele Perboni

La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità sulle notizie. Rimembranze perrymasoniane riaffiorano poco dopo la fine della mezza maratona della “Tuscany Camp Half Marathon”, all’aeroporto di Siena Ampugnano (comune di Sovicille). E già nello scrivere il nome di questa manifestazione ci coglie una sorta di irritazione: perché, perché l’inglese, sempre l’inglese. È forse una bestemmia praticare la lingua di Durante, detto Dante? Ci reputerete dei provinciali. Probabilmente è vero. Ma viviamo nello stivale, accidenti!

Ritorniamo all’arringa iniziale. Prendendo spunto dalle solite banali facezie volete prima la notizia positiva o prima quella negativa? Partiamo con la buona. Felicitazioni e grandi applausi a Eyob Faniel per il nuovo record italiano nella mezza (1h00’07”, un miglioramento di 37 secondi rispetto al precedente personale realizzato a Siviglia nel gennaio 2020), tolto a Rachid Berradi che lo ottenne nella Stramilano del 2002 (1h00’20”). E fanno tre i primati che ora pendono dal petto del portacolori delle Fiamme Oro: 10 km (in comproprietà con Daniele Meucci, 28’08”), mezza maratona e maratona (2h07’19” a Siviglia).

Per chi mastica di fisiologia, soglia anaerobica, ripetute, fabbisogno energetico, emoglobina, tecnica, e tutto l’armamentario che una 42 chilometri comporta, calzature comprese, non farà fatica a intuire che il ventottenne e il suo tecnico, Ruggero Pertile, hanno fatto e stanno facendo un ottimo, se non eccellente, lavoro. Il “Muro” dell’ora è alla sua portata. Non resta che augurar loro di continuare su questa strada (nel senso di indirizzo). Peccato per il ritiro di Yeman Crippa, all’esordio sulla distanza. Non sempre i pistard di vaglia digeriscono al primo assaggio lunghe distanze sulla strada. Chiedere a Frank Panetta (ma anche ad Alberto Cova) … Ma il ragazzo è giovane e si farà …

Ed ora eccoci alla cattiva (notizia) ed alla forma con cui la prova toscana si è presentata o è stata presentata al pubblico. Vogliamo chiamarla avventata, sciatta, brutta, insoddisfacente? Liberi di classificarla come meglio volete. Il nostro giudizio? Approssimativa. Seppur allestita con tutta la buona volontà, e forse anche con poco tempo e mezzi tecnici e finanziari a disposizione, ci domandiamo se si poteva far di meglio, sul piano dell’immagine naturalmente, perché sul fronte tecnico nulla da eccepire. Non abbiamo parametri di confronto. Non eravamo presenti in loco.

Ma guardando la trasmissione in streaming l’impressione è stata pessima. Forse partiti con alcune remore (non abbiamo mai nascosto la noia che ci coglie nel seguire prove di lunga distanza su strada), il primo approccio, pochi i chilometri percorsi dalla partenza, ha immediatamente fatto nascere il desiderio di “staccare”. Audio pessimo, immagini statiche, a nostro giudizio inutili. Dieci, dodici minuti e già l’acido lattico, tanto per restare in tema, supera la soglia critica. Visione sostituita dalle pagine di un libro. Un breve calcolo è stato sufficiente per programmare il rientro poco prima della fine. Detto e fatto, giusto per vedere il vincitore, il secondo e poi Faniel.

Con il sonoro peggiorato, causa vento che ha pure penalizzato la prestazione cronometrica, siamo riusciti a mala pena a capire che il record di Berradi era stato battuto ma con quale cronometraggio? Mistero. Qualche sprazzo di intervista, sempre con quell’audio irritante, immagini raffazzonate e… clic. Schermo spento. Non ci è parso proprio un bel servizio per l’atletica. Non era preferibile lasciare tutto all’immaginazione e al racconto di qualche buon narratore specializzato in “cose” di atletica? No, scusate, meglio runner. Comunque apprezziamo la buona volontà. Si può sempre far meglio e, tanto per mitigare, forse, gli strali che ci verranno scagliati sul groppone (la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, ricordate?) auguriamo agli organizzatori di riuscire a far meglio (ma ci sarà una seconda puntata?) la prossima volta.

Più soddisfacente indossare tuta, classiche scarpe da modesto, modestissimo camminatore da poco più di 60 euro, auricolari e andarsene nel parco del Ticino. Non più solitario, ma accompagnato dalle note di chi ha “visto anche degli zingari felici”, recita “c'è un tempo perfetto per fare silenzio”, è sempre “alle prese con una verde milonga”, frequentava “osterie di fuori porta” e confessa che “nei letti degli altri già caldi d’amore non ha provato dolore”.

Foto Fidal/F.Grana.

 

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