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Piste&Pedane / Per Torun piena parita' di genere ...

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Venerdì 26 Febbraio 2021

 

torun


Per ora è l’unico dato certo: si tratterà anche della prima “uscita” internazionale del nuovo corso federale che finora poco o nulla ha potuto incidere sulle scelte tecniche. Vedremo.

Daniele Perboni

Dopo l’ubriacatura dei Tricolori di Ancona, con i lampi di Larissa Iapichino e Gianmarco Tamberi ci rilassiamoci nel (primo) caldo primaverile della Pianura Padana. Aironi bianchi, i fratelli cenerini, più piccoli, un paio di fagiani multicolor, gli ormai immancabili Ibis, originari dell'Africa subsahariana, Iraq ed Egitto, paese in cui, ci informano, ormai è praticamente scomparso. E dire che millenni or sono era venerato come simbolo del dio Thot. Immancabili gli auricolari.

Non sveliamo quale musica allieta i nostri novanta minuti di Fitwalking. Qualcuno si è lamentato di non conoscere le nostre colonne sonore, … cantautorato italico questa volta. Strade sterrate, solitudine. Quale occasione migliore per una riflessione sul recente elenco dei convocati per i Campionati Europei in programma a Torun dal 4 al 7 marzo?

Proviamoci. Dice il sito federale che il Direttore Tecnico, in accordo con il presidente e il consiglio federale, ha stilato una lunga lista comprendente 22 uomini e altrettante donne. Parità di genere più che rispettata, dunque. Tanti giovani e diversi esordienti (16) nella squadra assoluta. Il tutto per consentire agli enfant prodige di “fare esperienza”, toccare con mano competizioni di alto livello internazionale. Insomma uscire dal nido. Scelta da rispettare e che è in linea con la filosofia del tecnico lombardo.

Scorrendo i nomi qualcuno potrebbe già correre con la fantasia e cavalcare nuvole portatrici di allori esaltanti e risultati tecnici eccellenti, se non da primi della classe. Beninteso sempre in chiave continentale.


PREVISIONI – Personalmente preferiamo non fare nomi e previsioni di podi, finalisti, punteggi, statistiche, primati mondiali, continentali, stagionali, personali, di area, di quartiere e di condominio. Lasciamo gareggiare i ragazzi e poi si potrà discutere, filosofeggiare su ciò che è stato e che cosa è mancato. Su preparazioni azzeccate o sballate, sulla consueta mancanza di grinta italica o sulla cattiveria agonistica che le nuove generazioni stanno mettendo in campo.

Moderni o antiquati metodi di preparazione saranno messi a confronto, analizzati, sviscerati, giovani puledri o affermati cavalli di razza si ritroveranno a confrontarsi, sfidarsi per porre il proprio sigillo sulla manifestazione. Solo alla fine si potranno tirare le somme della spedizione. Su una componente, comunque, siamo certi. Come abbiamo immediatamente celebrato, lodato, acclamato i vari Tamberi, Iapichino, Jacobs, altrettanto celermente saremo pronti a sminuire, criticare chi non sarà stato in grado di rispettare le “promesse” della vigilia. È una costante.

Un appunto, però, permettetecelo. Fra i convocati figura anche la pesista trentottenne Chiara Rosa, con all’attivo un personale stagionale di 17.40. Con quello di Ancona si è messa al collo il 17° titolo tricolore consecutivo, portando il totale a quota 28. Un eccellente rosario, nulla da ridire. Attualmente, però, in Europa figura al sedicesimo posto. Ok, ha centrato il minimo richiesto dalla FIDAL, ma stando ai numeri non ha nessuna possibilità di entrare fra le prime otto. Perché dunque portarla in Polonia? Non certo per fare esperienza. Se trattasi di gita premio per la lunga carriera nulla da eccepire. Ma almeno che venga specificato. Chiediamo rispettosamente di conoscere le motivazioni.

CURIOSITÁ – I Campionati di Torun saranno i trentaseiesimi di una serie iniziata a Vienna nel 1970 (14-15 marzo). Sino all’edizione di Glasgow del 1990, gli Euroindoor hanno avuto cadenza annuale, quindi sono stati riproposti ogni 24 mesi tranne che nel 2005 (Madrid), quando si dovette attendere tre anni per passare agli anni dispari.

Il medagliere All-time vede primeggiare due nazioni che non esistono più. Davanti a tutti troviamo l’Unione Sovietica, con 91 medaglie d’oro, 87 d’argento e 85 di bronzo, seguita dalla Germania dell’Est (71-75-48). Terza la Gran Bretagna (70-61-46). Decima l’Italia con 29 ori (16 uomini e 13 donne), 35 argenti (22-13) e 32 bronzi (20-12). Fra gli azzurri i più medagliati sono due donne: Sara Simeoni con 4 ori nell’alto e Agnese Possamai con tre ori e un argento nei 3000. Giovanni Evangelisti è l’azzurro con all’attivo più partecipazioni, otto, seguito dalla Simeoni e da Antonella Capriotti con sette. La più giovane a rappresentare l’Italia ai Campionati è stata la saltatrice in alto Alessia Fossati, con 15 anni e 148 giorni (1979), mentre la più anziana risponde al nome di Carla Barbarino (4x400), che nel 2002 contava 34 anni e 291 giorni.

Questa la nostra formazione:

• Uomini
60: Chitutu Ali, Marcel Jacobs, Luca Lai; 400/4x400: Vladimir Aceti, Lorenzo Benati, Robert Grant, Edoardo Scotti, Brayan Lopez; 800: Gabriele Aquaro, Simone Barontini; 1500: Pietro Arese, Joao Bussotti, Federico Riva; 3000: Yassin Bouhi; 60 ost.: Paolo Dal Molin, Frank Brice Koua, Hassane Fofana, Alto: Gianmarco Tamberi; Lungo: Antonino Trio; Triplo: Tobia Bocchi; Peso: Leonardo Fabbri; Eptathlon: Dario Dester.

• Donne
60: Vittoria Fontana, Irene Siragusa; 400/4x400: Rebecca Borga, Alice Mangione, Eleonora Marchiando, Eloisa Coiro, Anna Molinari; 800: Elena Bellò, Eleonora Vandi; 1500: Gaia Sabbatini, Federica Del Buono; 3000: Giulia Aprile, Ludovica Cavalli; 60 ost.: Luminosa Bogliolo, Elisa Di Lazzaro; Alto: Alessia Trost, Elena Vallortigara; Lungo: Larissa Iapichino, Laura Strati; Triplo: Ottavia Cestonaro; Peso: Chiara Rosa.

 

 

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