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Piste&Pedane / Il magico potere del numero Quattro

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Martedì 1° Dicembre 2020

 

altan 


Si vanno posizionando le truppe e i frombolieri in vista della battaglia elettorale che il 31 gennaio 2021 consegnerà al trionfatore il trono di via Flaminia. Ma intanto qualche colpo è già partito.

Daniele Perboni

Quattro (dal latino quattuor, gotico fidwor) è il numero del cielo, simbolo della Trinità. Inoltre quattro è il numero della perfezione morale e delle proporzioni dell'uomo. È il numero perfetto secondo i Maya. Nel macrocosmo rappresenta la Materia (originale, fisica, universale, elaborata); nel microcosmo i quattro umori (muco, sangue, bile gialla, bile nera). Come attributo matematico il “quattro” rappresenta la stabilità e la completezza. In Giappone, e altre nazioni dell'Asia orientale, il numero è considerato sfortunato.

Nel Medioevo era considerato un numero perno e risolutore: quattro sono, infatti, i punti cardinali, i venti principali, le stagioni, le fasi lunari, i lati del quadrato a cui veniva paragonata la Terra, in opposizione al triangolo del cielo, simbolo della Trinità. Inoltre quattro è il numero della perfezione morale e delle proporzioni dell’uomo. La “Smorfia” napoletana associa di solito al numero 4 la figura del maiale, “u puorco” sotto il Vesuvio.

Ma quattro sono anche i candidati alla presidenza della FIDAL che il prossimo 31 gennaio giocheranno le loro carte nel tentativo di appoggiare i sacri glutei sullo scranno che per otto anni ha sopportato il peso di Alfio Giomi. Detto questo, potremmo anche piantarla lì e andarcene tutti a casa. Nulla di più banale. Qualcosina, però, il cronista che siede, vive, opera, da sempre ai confini dell’impero ha in animo di metter nero su bianco.

Dicevamo della campagna elettorale in atto. Abituati da sempre ad una tenzone signorile, in punta di fioretto, come si conviene a uomini di sport (valori ormai trapassati? non più di moda? vecchi?), in questi giorni siamo incappati in alcune esternazioni che ci hanno lasciato con l’amaro in bocca. Esternazioni scritte nero su bianco da uomini delle istituzioni, FIDAL regionale in questo caso, ma non per questo meno gravi, almeno a nostro parere, rivolte chiaramente ad avversari (un avversario) che ha deciso di scendere in campo nel tentativo, legittimo, di guadagnarsi la presidenza del Comitato Lombardo.

Di che cosa stiamo parlando? Più di quanto possa scrivere il cronista in questione, ecco le poche ma esecrabili e velenose righe che gli attuali reggenti del Comitato hanno affidato all’editoriale del numero 6 di Voglia di Atletica, la rivista on-line del Comitato stesso. Organo istituzionale, quindi, che a rigor di logica non dovrebbe esser usato a fini elettorali, perché non riusciamo a scorgere nessun altro scopo in quelle parole: “[…] Nulla a che vedere con strani personaggi (portatori sani di giacche e cravatte) che si materializzano solo ogni 4 anni, vendendo aria fritta o facendo finta di vedere talvolta le gare (senza nemmeno sapere chi ha vinto o conoscere i migliori risultati dei nostri atleti/e) […]”. Firmato GIANNI MAURI, presidente FIDAL Lombardia; ROBERTO GOFFI, vicepresidente; LUCA BARZAGHI, vicepresidente.

Non vogliamo andare oltre. Ai lettori il compito di abbinare ai sopra citati la definizione del numero 4 che più aggrada. Noi lo abbiamo già fatto!

 

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