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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Fuorisacco / Per quattro palloni autografati, si puo’ delirare?

Mercoledì 18 Novembre 2020


patini 


Chissà cosa avrebbe scritto Giovanni Mosca di fronte a questa storia di ordinaria opportunità politica ammantata di sport. Ma pur sempre, come nella buona tradizione, a spese dell’incolpevole elettorato.


Gianfranco Colasante

Non so se il nome di Joe McGinniss vi dica o meno qualcosa. Provo ad aiutarvi. Si trattava (al passato perché è deceduto da qualche anno) di uno scrittore di “gialli” di Manhattan che, giunto in Italia per una vacanza, venne a conoscenza di una insolita vicenda: la promozione in serie B, dopo una rapida scalata partita dalla C2, della squadra di calcio di un centro montano abruzzese, Castel di Sangro, poco più di 6000 abitanti ai margini della piana delle Cinque Miglia, a due passi da Roccaraso e Rivisondoli. Inquadrata la storia, il detto McGinniss se ne entusiasmò a tal punto da scriverci un libro – “The Miracle of Castel di Sangro” – pubblicato a New York nel 1999.

Certo, un ballo durato una sola sera, ma da ricordare anche perché parte attiva di quel “miracolo” fu Gabriele Gravina, nipote del proprietario della squadra che da lì prese le mosse per andare a sedere sulla più alta poltrona della federcalcio. Lo scorso 5 novembre – come hanno raccontato le pagine locali di Repubblica – i riflettori si sono di nuovo accesi sul paese perché il governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio in quota “centro-destra”, ha firmato una convenzione con Aurelio De Laurentiis affinché il Napoli Calcio possa andare ad allenarsi a Castel di Sangro per i prossimi cinque anni. Costo dell’operazione 6 milioni e centomila euro, come dire poco più di 1000 euro per abitante, nonnine e neonati compresi. Un po’ caro, ma vuoi mettere i vantaggi, …

Storie di ordinaria amministrazione, tanto più considerato che la Regione qualche problema, e pure impellente, ce l’ha visto che proprio oggi lo stesso governatore firma l’ordinanza che la tinge di colore rosso causa Covid. Ma pare che sia stato proprio il post-Covid – quando e come ci sarà – ad aver armato la mano degli amministratori abruzzesi. Infatti, nella delibera a favore del Napoli si legge: “Nell’ambito delle attività finalizzate alla ripresa post Covid delle attività produttive e turistiche sul territorio di competenza, la Giunta Regionale dell’Abruzzo stanzia un milione e 220mila euro annui per gli esercizi 2021-2025 al Napoli Calcio”.

Questi i fatti pur con qualche concessione alla sintassi. Va detto che proprio a seguito del Miracolo, il paese si era dotato di un centro sportivo di qualità intitolato a Teofilo Patini, gloria locale e pittore dell’Ottocento sul versante del realismo, molto attivo a Napoli (tra i collezionisti delle sue tele figurava Donato Martucci, storico capo ufficio stampa del CONI). Pare proprio che la visita a quel centro abbia spinto De Laurentiis ad accettare l’offerta di portare la squadra nell’Alto Sangro. Inevitabile aggiungere che le polemiche politiche, in un momento di pandemia (“con gli ospedali al collasso”), stanno raggiungendo il calor bianco con diversi e indignati ricorsi da parte dell’opposizione. Tanto più che c’è chi sostiene che la convenzione sarebbe artatamente rinnovabile fino a 14 anni.

Staremo a vedere: se ci sarà un seguito e un secondo "miracolo" lo leggeremo e soprattutto farà piacere verificare il balzo in avanti del ritorno turistico, se non proprio sportivo, di questo angolo appartato dell'Abruzzo. Ma pare acclarato che di motivi per stilare la convenzione ce ne fossero a iosa. Non per nulla, per chiudere la bocca ai soliti disfattisti, la stessa “prevede che alla Regione spettino anche 80 biglietti gratuiti per le partite oltre a shooting fotografici. E – dettaglio senz’altro decisivo – quattro palloni autografati”. Volete mettere, … potere dal calcio e dei palloni, altro che riforma.


 

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