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I sentieri di Cimbricus / Un regalo veramente pericoloso: un libro

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Sabato 24 Ottobre 2020

scaffali-per-libri


"Ho moltissimi libri e molti destinatari, e sono animato da sincera generositĂ . Tra gli altri, invio persino un libro a Donald Trump: la Costituzione degli Stati Uniti, un long seller citato da molti, letto da pochi."  


Giorgio Cimbrico

In quel concentrato di brevi saggi anticipatori che è “Diario Minimo” (una divertente presa di posizione contro l’ipocrisia, i luoghi comuni, lo stereotipo del linguaggio, nemici mortali del nitore dell’analisi, della tolleranza), Umberto Eco finge di inviare una lettera al figlio Giulio promettendo che a Natale gli regalerà fucili e sciabole e draghinasse. Scorrendo quel che mi capita sotto gli occhi e che fa momentanea breccia nella coscienza, anche a me è venuta voglia di regalar qualcosa di altrettanto pericoloso: libri.

L’idea mi è venuta quando mi sono imbattuto nella vignetta politicamente corretta (la dottoressa è scura di pelle, il paziente è bianco) inoltrata dal commissario tecnico Roberto Mancini. “Hai idea di come ti sei ammalato?” “Ho visto troppi TG”. Che a guardar bene è un sequel della richiesta di riaprire gli stadi.

Un libro che vorrei regalare a Mancini e a chi frequenta i social media è “L’isola del Tesoro” di Robert Louis Stevenson con la preghiera che soffermassero su uno dei personaggi minori del romanzo: il pappagallo che sta assiso sulla spalla di Long John Silver. Penso che il pennuto avesse le idee più chiare delle loro e ripetesse solo le cose essenziali, non tutto quello che vaga per l’aria e per la rete: la pandemia non esiste, la terra è piatta e altre varie tipo come si fa a vivere senza il calcio vissuto fianco a fianco e soprattutto senza incassi.

Non brucio i libri, come Pepe Carvalho, disilluso detective di Vazquez Montalban. Li amo, li sfoglio, penso a chi potrei destinarli. A Mario Balotelli offro la chance di passare qualche ora serena leggendo “Il Cavaliere Svedese” di Leo Perutz: se c’è bisogno di capire cosa sia l’amore paterno, questa è un’occasione sublime, senza dimenticare “Giobbe” di Iosef Roth.

Saltabecco tra il calcio, lo sport (mondi diversi, lo sappiamo) e la politica. A certi parlamentari e a certi amministratori locali della Lega faccio dono di una raccolta di poesie scelte di Rainer Maria Rilke o, in alternativa, la smilza opera omnia di John Keats; ai pari grado dei 5 Stelle, dopo tanto Rousseau, proporrei un po’ di Montesquieu: le leggi sono importanti e hanno un loro spirito. E al Pd che, perso D’Alema, non ha più chi sappia cucinare un buon risotto, gli scritti di Brillat Savarin: “La Fisiologia del gusto” è il testo che lascia il segno. In alternativa, “Il Ricettario” di Nino Bergese. Le stesse opere sono consigliate per i santoni e per le tribù dei cooking show.

Per Federica Pellegrini, nessuna esitazione: le poesie di Mao Szedong, a cominciare da “Nuotando”, scritta dopo una delle traversate del Fiume Giallo, uno degli esercizi preferiti del Grande Timoniere. E a chi porta la barba di tre giorni e ha un volto intenso, a tratti caravaggesco, come Gianluigi Buffon consiglio e spedisco uno dei più tesi romanzi di Georges Simenon: “La vedova Couderc”.

Inevitabilmente a Lamine Diack, per sedici anni al vertice della Iaaf (ora WA) e condannato per le sue disinvolte frequentazioni, non può che toccare “La Casa Russia” di John Le Carrè e al suo successore Sebastan Coe che coltiva, di pari passo, l’arte di governare e ambizioni future non può che essere destinato “Il Principe” di Niccolò Machiavelli. Non è escluso lo abbia già letto. Per il suo vecchio rivale Steve Ovett, niente di meglio che un libro di Nick Hornby o di Roddy Doyle. Non so se abiti ancora n Australia: nessun problema, Amazon fa miracoli.

Conosco poco Giovanni Malagò e non conosco per niente Vincenzo Spadafora ma ho pronte per loro due copie de “Il duello” di Joseph Conrad, portato sullo schermo da Ridley Scott come “I duellanti”, splendidamente fotografato. Ho sempre pensato che Conrad sia noioso. Questo romanzo breve – o racconto lungo – non lo è, forse per via delle dimensioni. Provate a leggere “Nostromo” e capirete.

Ho moltissimi libri e molti destinatari, e sono animato da sincera generosità. Invio persino un libro a Donald Trump: la Costituzione degli Stati Uniti, un long seller citato da molti, letto da pochi. Più o meno come la “Recerche” di Proust.

 

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