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I sentieri di Cimbricus / Qualcuno ricorda ancora Passaportopoli?

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Giovedì 24 Settembre 2020

 

suarez 


“Se organizzi un seminario di respiro mondiale sulle miniature di Oderisi da Gubbio, non frega niente a nessuno, ma se tra gli allievi occasionali, se tra i fulminei visitatori arrivano certi nomi, …”.

Giorgio Cimbrico

Tanti baci perugini dalla città finita al centro dell’arena, capace di giungere oltre i confini della sfrontatezza etichettando l’aeroporto con il nome di San Francesco che come è noto non volava ma consumava i sandali. Più che sul fine settimana – smentito da Downing Street – di Boris Johnson nella residenza dell’amico Evgeny Lebedev, magnate anglo-russo elevato di recente alla Camera dei Lord, preferisco rivolgere la mia e la vostra attenzione sul caso Luis Suarez, detto il pistolero e sulle pallottole che stanno rafficando sulla faccenda.

Prima che le indagini scattassero, ero stato tristemente colpito dalle riprese dell’arrivo del giocatore che stava per sostenere la prova di italiano, della piccola folla che lo aspettava, della presenza delle forze dell’ordine. Non so come definirla, quell’immagine, o forse è molto semplice: desolante. Erano andati ad adorare un tipo che non li ha neanche degnati di uno sguardo (ma questo è abituale), di cui molto probabilmente non sapevano nulla, se non qualcosa rimbalzato di social in social, su un possibile destino bianconero. Povere anime mutilate, inebetite. Ogni tanto anch’io provò un po’ di pietà. È raro, ma capita.

Quelle rimaste fuori dall’aula erano solo comparse, I protagonisti erano dentro, membri di quella genia italiana che pagherebbe per servire, per compiacere, per andare anche al di là dei “desiderata” espressi, magari solo accennati, dai committenti senza volto. Una spintarella non si nega a nessuno, specie a chi guadagna un milione al mese. Chissà, potrebbe spargersi la voce e l’università potrebbe trarne dei vantaggi. Se organizzi un seminario di respiro mondiale sulle miniature di Oderisi da Gubbio, non frega niente a nessuno, ma se tra gli allievi occasionali, se tra i fulminei visitatori arrivano certi nomi …

Non comunitari che diventano comunitari per matrimonio, per un nonno probabilmente calabrese, per una bisnonna fortemente sospettata di essere basca. Una ventina d’anni fa scoppiò lo scandalo di Passaportopoli, superato, dimenticato. Il calcio è così: una grossa pietra ben levigata su cui scorre l’acqua. Tutto scorre, non è vero? E se uno prova a far presente che …, uffa come è noioso, come è pedante.

Tutto sommato, meglio gli emiri che fanno incetta di kenyani e di etiopi pagando gli interessati e le federazioni di origine, garantendo ai migliori anche una piccola rendita vita natural durante. Eri kenyano, ora sei del Bahrain, ti conviene. Così, senza sotterfugi, senza commissioni d’esame, quelle che vennero affrontate da Roger Bannister, da Livio Berruti e da un’infinita schiera di poeti – pardon, di atleti – laureati. Una razza di poeti – pardon, atleti – estinti? No, per fortuna no. I primi che mi vengono in mente sono Luminosa Bogliolo, Laura Muir, Davide Re, Filippo Tortu e l’elenco potrebbe continuare. Mi ha sempre colpito che in Germania se uno è laureato mettono Dr davanti al nome, anche nelle graduatorie. Precisi e meticolosi, non lo scopriamo ora.

 

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