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Piste&Pedane / Golden Gala '20: non solo "Mondo"

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Sabato 19 Settembre 2020

 

scotti 


Da tempo non si vedevano da noi risultati come ha sciorinato la tappa romana della Diamond League. Senza dimenticare i giovani italiani che hanno contribuito a farne una delle migliori riunioni di un anno molto complicato.


Daniele Perboni


Che sia stato un gran successo nessun dubbio. Che abbia presentato una sfilza di campioni di prima classe è altrettanto vero. Che nello speciale ranking della World Athletics, dedicato alle “organizzazioni”, sia finito al secondo posto, preceduto solo dalla tappa di Montecarlo, è assodato. Dunque? Dunque il Golden Gala di Roma, intitolato a Pietro Mennea, è promosso a pieni voti. Almeno questo dicono i numeri, le esegesi, gli elogi, i commenti positivi che hanno riempito le cronache post gare. Non era facile mettere in piedi quel po’ po’ di roba in un anno maledetto come il 2020.

Nel TOP TEN tutti i dati della stagione dopo Roma/Golden Gala.


Applausi a chi ha saputo, voluto testardamente raggiungere un simile traguardo. Le cronache federali accennano a un nome. Uno solo, anche se un’organizzazione di tale portata inevitabilmente si avvale di una squadra che lavora all’unisono: Luigi D’Onofrio, il “Meeting Director”, come usa oggi, cioè nomare tutti con la lingua d’oltre manica.

Che dire di più che già non sia stato scritto su quotidiani, siti Internet, Facebook, Twitter e altre nuove tecnologie che stanno soppiantando la vecchia carta stampata? Quella che si metteva sotto i giubbotti per ripararsi dal freddo dell’inverno o nel fondo dei cassetti per preservarli (i mobili) dalle tarme, o, più semplicemente, in quel posticino (non sempre accogliente) tagliati regolarmente a quadretti? Già, ora è tutto molto più soffice, vellutato. Anche i risultati conseguiti su piste e pedane. Ma non lo stratosferico 6.15 del ragazzo svedese che pare lanciato verso vette inarrivabili e inimmaginabili nell’era post Bubka.

Come sempre cerchiamo conforto nei numeri, nelle misure, nel cronometro, punto fermo di questo sport. Nella desolazione di uno stadio vuoto gli atleti hanno dato il massimo e ne sono scaturiti primati di ogni risma. Non una valanga, ma qualcosa che poche volte si è visto, specialmente dalle nostre parti. Vediamo.

• Record di area (cioè record continentali). Oceania: 3000 Steward McSwein (Aus) 7’28”02.

• Miglior prestazione mondiale stagionale: 100 (donne) Elaine Thompson-Herah (Jam) 10”85/+0,2. 3000: Jacob Kiplimo (Uga) 7’26”64. Asta: Armand Duplantis (Swe) 6.15 (inutile sottolineare che si tratta “anche” di record mondiale …).

• Record nazionali. Asta: Ben Broeders (Bel) 5.80. 3000: Jakob Ingebrigtsen (Nor) 7’27”05; Steward McSwein (Aus) 7’28”02; Yeman Crippa (Ita) 7’38”27.

Insomma una messe di risultati che non lascia dubbi. E in chiave italiana? Già, anche per quanto ci riguarda si è assistito a prestazioni che, una volta tanto, non hanno deluso le aspettative. In primis il carabiniere Edo Scotti, vincitore a sorpresa del giro di pista con tanto di primato personale (45”21) e migliore prestazione europea dell’anno, sottratta a Davide Re (45”31). Di più: il ventenne lombardo, è nato il 9 maggio 2000, con la prestazione romana si colloca temporaneamente al quinto posto nelle liste mondiali stagionali. Un bel progresso.

Così, tanto per gradire ecco quanto riporta la scheda federale a proposito di Edo: “Allenatore: Giacomo Zilocchi. Presenze in Nazionale: 4. Nel febbraio 2015 è arrivato allatletica tramite una campestre scolastica. Fino a quel momento giocava a calcio – dopo aver praticato tennis, nuoto, sci alpino – e invece decise di rispondere alla chiamata di Lella” Grenoville, direttore tecnico della Fanfulla a Lodi. Comprensibile stop per le vacanze estive, prima di riprendere a fine agosto. Dopo meno di due mesi arriva largento tricolore nei 300 cadetti ed è solo linizio di una scalata ai vertici internazionali del settore giovanile (nel 2017 due primati italiani under 18 di grande contenuto tecnico: 47”77 indoor e 46”87 allaperto). Con la frazione corsa in batteria si è anche fregiato del titolo europeo U18 della staffetta mista e nella categoria si è dimostrato competitivo dai 200 (21”77) agli 800 (1’55”13).

"Nellautunno 2016 si è trasferito da Lodi con la famiglia a CastellArquato (Piacenza): la mamma Monica è stata una buona pallavolista fino alla serie A2. Campione europeo under 20 nel 2017 a Grosseto con la 4x400 azzurra, poi lexploit ai Mondiali U20 di Tampere nel 2018: record italiano juniores in semifinale (45”84) per un progresso personale di oltre un secondo nella rassegna iridata e ultimo frazionista della staffetta medaglia doro. Nel 2019 ha conquistato a Boras il titolo europeo under 20. Diplomato al liceo scientifico (indirizzo linguistico) e iscritto al corso di laurea in biologia, è un appassionato di golf che pratica volentieri nel tempo libero. Si allena a Fidenza (Parma)”.

E il resto della truppa azzurra? Già sapete tutto. Accontentatevi (almeno per ora)! (foto Colombo/Fidal).

 

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