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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Duribanchi / Speriamo che ce la caviamo

Martedì 15 Settembre 2020


labirinto 

“È frustrante aprire ogni giorno giornali e Tg che in sequenza consegnano gallerie di orrori. Neppure la fantasia contorta di un King potrebbe stare al passo con l'attualità. Nel nome del dio denaro non c'è limite all’istigazione”.

Andrea Bosco

Frustrante vedere la Ferrari gemere in pista come un bue in vista del mattatoio. Certo la livrea rosso cardinale per onorare la Storia è apparsa meravigliosa. Ma la macchina è un disastro. Non è solo un progetto nato male. Alla Ferrari non hanno sbagliato solo la macchina. Sbagliano le strategie. Al Mugello hanno sbagliato le gomme. La situazione appare imbarazzante. Il “padrone” che Andrea Pirlo chiama con famigliarità “John” (sarà anche di “famiglia”, Pirlo, ma Elkan ha chiesto al neo allenatore, insignito a Coverciano, il decimo scudetto di fila, arrivi o non arrivi il passaporto di Suarez) è stato chiaro fino alla spietatezza.


“Siamo in lotta al massimo per un quarto posto. E fino al 2022 la Ferrari non sarà in grado di risollevarsi. Non ci sono soluzioni miracolistiche”. Onesto: senza giri di parole. Ma qualcuno avrà pur sbagliato. Probabilmente hanno sbagliato in tanti. Ma una azienda come la Ferrari fa millanta test prima di licenziare una vettura. E quindi come hanno fatto a non accorgersi? Forse alla Mercedes adoperano materiali alieni. Forse Hamilton è un alieno. Ma vanno più forte della Ferrari quasi tutti. Frustrante vedere la Ferrari in queste condizioni. Non perché perde. Ci sta. Frustrante è vedere che non è in grado di competere.

Frustrante vivere a Milano. Finirò sui giornali. E non per un articolo firmato. Ci finirò perché commetterò un reato. E dopo averlo commesso lo commetterò ancora. E poi ancora. Porterò la mia automobile in Piazza Scala. Ovviamente mi multeranno e la rimuoveranno. Io la riscatterò e poi la riporterò vista Palazzo Marino. Non importa quanto dovrò pagare. Prima o dopo Beppe Sala dovrà darmi una spiegazione: dove accidenti deve parcheggiarla un residente di zona Cadorna la sua automobile? Dove, se in Via Caradosso per agevolare gli autobus dei turisti che vanno al Cenacolo, hanno ridotto le strisce gialle della metà? Ora lo hanno fatto anche in Via Metastasio: metà posti auto occupati dai tavolini di un ristorante. In Vincenzo Monti un lato della via è a pagamento.

Milano non vuole le automobili? Beh magari i costruttori di auto, i concessionari, i benzinai, i carrozzieri, i meccanici, i gommisti, gli assicuratori, insomma tutta la filiera di chi con le automobili sbarca il lunario, qualche cosa da dire l'avrebbero. Chi possiede un'auto dove accidenti deve parcheggiarla se il Comune sta desertificando ogni tipo di striscia gialla? Milano è arrivata a questo: mandare gli ausiliari a fine settimana nel tardo pomeriggio a multare le auto dei fedeli – fuori zona – che vanno a messa in Santa Maria Delle Grazie. Sentiti complimenti, sindaco.

Sarebbe frustrante vedere assegnati sconti di pena ai massacratori del giovane Willy, violenti, noti e lasciati in libertà fino a quando non hanno ucciso. Sarebbe frustrante vedere assegnate attenuanti a quel fratello che ha ucciso la sorella speronandola in moto per “punirla” di amare un transessuale. Sarebbe frustrante veder messi ai domiciliari gli stupratori delle due giovani turiste, inseguite e caricate a forza per la “festa del branco”.

Frustrante è vedere ragazzini in coppia sui monopattini elettrici senza casco, sfreccianti senza rispettare semafori, protervi sui marciapiedi, mai multati. Andare in monopattino in questo modo è pericoloso. Lasciarlo abbandonato è incivile. Ma questo attiene ad un governo che i monopattini ha consentito senza preoccuparsi di varare una normativa su come parcheggiarli. No: voi genitori siete corresponsabili delle imprudenze dei vostri figli. Che possono far male al prossimo con questi comportamenti. E possono, soprattutto, farsi male.

È frustrante aprire ogni giorno giornali e Tg che in sequenza consegnano gallerie di orrori. Neppure la fantasia contorta di un King potrebbe stare al passo con l'attualità. Nel nome del dio denaro non c'è limite all' “istigazione”. I personaggi di “Gomorra” sono diventati esempi da imitare. Dalle parti d Lecco hanno chiuso le strade di un paese per una gara (illegale ovviamente), con auto truccate per imitare una serie cinematografica. Ogni tanto vedo in televisione parlare come fosse il verbo, l'ex garrulo ministro che aveva promesso di risolvere il problema delle grandi navi a Venezia, in quindici giorni. Terrapiattisti di tutto il mondo: unitevi.

È frustrante sapere che ancora non hanno un nome gli imbrattatori della statua di Montanelli. Ma è anche frustrante che l'Agenzia ANSA, non il foglio della parrocchia, licenzi la notizia di un sondaggio commissionato dal governo in tema di referendum violando il previsto silenzio elettorale. Rimossa dopo un'ora: con pompose scuse. Sarebbe stato meglio vigilare e constatare quanto lurida fosse la “manona” che la notizia all'ANSA ha inviato.

Dice che la preside di una scuola, in Via della Spiga a Milano, strada dove per comprare una cintura devi accendere un mutuo in banca, ha dovuto far acquistare mascherine, igienizzanti, guanti ed affini, perché il governo si era “dimenticato” di mandarli in quella scuola per il giorno di apertura. Diciamo che la preside di quell'istituto non sarà andata in fallimento. Non è stato un caso isolato: Salvini che quotidianamente bombarda Azzolina, sfinisce. Ma vedere in militari che portavano a scuola i banchi con le rotelle è stato imbarazzante. Vedere i bambini di una scuola in Liguria inginocchiati per terra a scrivere sulle sedie per mancanza di banchi, vergognoso. O no, ministra?

Speriamo che ce la caviamo. Perché la notte neppure è buia e tempestosa: proprio non si vede una mazza. Ma Roberto De Wan, premiato stilista milanese, per le giornate meneghine della moda, ha voluto operare nel segno dell'ottimismo dedicando uno dei suoi manufatti (una sciarpa) a Saturno. Che per certi ministri magari è solo quel mostro di divinità che divorava i figli. Ma che per la tradizione ellenistica coincide con l'Età dell'Oro. Un dichiarato messaggio di speranza alla “ripresa”, nonostante la pandemia. Insomma De Wan come Ciccio Caputo, quello del cartello “andrà tutto bene”. Quasi Ciccio, quasi. Ma essere ottimisti, di questi tempi è una gran cosa. Se lo fa un imprenditore anche di più.

Non serve essere “berlusconiani” per avere pietas per un ultraottantenne che ha rischiato la vita dopo essere risultato “positivo”. Il dibattito “se era un uomo comune sarebbe morto” più che fazioso a me è apparso stomachevole. Non serve essere fans del Cav per avere rispetto della sofferenza. Chi non ce l'ha come minimo non è mai stato, davvero, male.

È morto Franco Maria Ricci: i suoi libri sono qualche cosa di speciale. Per la cura, la raffinatezza, la capacità di essere opere d'arte. Oggi hanno perso di valore. E a Libri in Piazza (Diaz, una volta al mese) si possono trovare ottime occasioni a cifre contenute. Un Franco Maria Ricci è un “viaggio” (un poco barocco) nell'eccellenza

A volte i libri di sport offrono spunti interessanti. Come “La caduta dei campioni - Storie di sport tra la gloria e l'abisso” a cura di “L'ultimo uomo”. Si parla di Pantani, di Cassano, di Best, di Adriano, e anche scrivono i curatori “dell'indolenza di Bargnani”. Mike d'Antoni ha detto basta a Houston. Ma benedetto Arsenio, come potevi pensare di far strada avendo in squadra contemporaneamente Harden, Russell e Gordon? In bocca al lupo. Ora, il dente batte dove il basket duole. E noi viziosi del parquet, possiamo avere attrazioni anche fatali per i pedatores come li chiamava Gioanbrerafucarlo. Ma sempre (e solo) di avventure si tratta. La “casa” è quella dove ci sono i canestri e le retine.

Concordo con Oscar “nostro”: il basket NBA non è più pallacanestro ma tiro a segno. Tuttavia, al netto di quanto potrà accadere nei prossimi giorni dove i favoriti sembrano quelli (Lakers o Clippers) di Los Angeles, veder giocare Tatum riconcilia con il gioco. Del resto con quel cognome, (quello del giocoliere dei primi Harlem), non poteva che diventare un fenomeno. A casa nostra la Supercoppa ha già, sulla carta, un vincitore: Armani o Olimpia che dir si voglia. Troppo forti, anche per la Bologna di Teodosic. Tuttavia la Reyer di De Raffaele è come la Medusa: se la fissi troppo intensamente arrischi di finire pietrificato. Come organico non c'è gara. Come talento individuale, idem. Ma quelli del Leòn, quando serve, sanno difendere come nessun altro in Italia: di sistema. È già successo. Del resto sono ancora i campioni in carica e gli ultimi in Italia ad aver vinto un trofeo ufficiale. Non accadrà, ma se accade. Come è noto: è già accaduto.



 

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