- reset +

Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

   Direttore: Gianfranco Colasante    info@sportolimpico.it

Gianfranco Colasante
BRUNO ZAULI
“Il più colto uomo di sport”

GARAGE GROUP SRL - ROMA
ISBN 978-88-90-91661-8
Pag. 500  -  Euro: 20,00




Gianfranco Colasante
MITI E STORIE DEL GIORNALISMO SPORTIVO
La stampa sportiva italiana
dall’ Ottocento al Fascismo
(le oltre 400 testate dimenticate)

GARAGE GROUP SRL - ROMA
ISBN 978-88-909166-0-1
Pag. 352  -  Euro: 20,00




Per acquisti ed informazioni:
info@sportolimpico.it
info@garagegroup.it
Fax : 06.233208416
(Spedizione gratuita)

I sentieri di Cimbricus / I prodigi che sono attorno a noi

Sabato 12 Settembre 2020

 

douplanis 


Nuovo eroe dei due mondi prima ancora dei 21 anni: ecco a voi Armand Duplantis che vedremo mercoledì nel deserto dell’Olimpico. Che sia suo il dodicesimo mondiale dell’asta scalato in Italia?

Giorgio Cimbrico

Come mastro Eleni, anch’io vorrei essere da qualche parte per suonare la mia piccola lira e ammansire le belve che sono attorno a noi. A Balmoral, dove cresce l’erica bianca, ma mi accontento anche dell’altopiano alle spalle di Genova, Praglia, dove cresce quella viola, e se ci si ricorda di partire con un paio di forbicine, in questa piccola Scozia si può tagliare qualche bel cardo.

Dicendola all’inglese, c’è un dannato bisogno di silenzio in questo rombare di motori e di mercato, di bilanci societari, di plusvalenze e di porte aperta ai fondi di investimento (sono più eccitato che se avessi incontrato Charlize Theron), il frastuono ideale perché la gente perda la testa, la svuoti, stacchi i contatti, il gusto per la bellezza sino a rifugiarsi in un balbettare sconnesso. So di essere noioso, di ricorrere alle solite citazioni ma tutti questi bruttiful non potranno provare emozione alcuna se mai capitasse loro di ascoltare il mistero, gli interrogativi del primo movimento della “Praga” di Mozart.

Eppure i prodigi ci sono, sono disponibili. E sufficiente non farsi fregare dai bottegai, dagli imbonitori, da quelli che un tempo sociologhi con il dono della preveggenza chiamarono persuasori occulti. Se penso a quel tempo e a quello che stiamo attraversando, il rimpianto si accompagna a un richiamo al Parnaso. Non era meglio quando era peggio. Era meglio.

Uno dei prodigi, con inevitabili reiterazioni mozartiane, sarà tra poco protagonista nel gran teatro deserto dell’Olimpico: prima ancora di aver raggiunto i 21 anni Armand Duplantis è il nuovo eroe dei due mondi. Innanzitutto, il nome: Duplantis, ha un forte profumo francese e infatti il giovanotto, dotato di occhi di taglio etrusco, ha visto la luce in Louisiana, in una delle città che l’America ha dedicato all’alverniate Gilbert du Motier, marquis de La Fayette che spendendo, del suo, 112.000 sterline per acquistare il vascello “Victoire”, andò a dare una mano agli insorti americani, ai coloniali, in lotta contro i padroni inglesi.

Quando sbarcò nel nuovo mondo La Fayette, che il Congresso gratificò del grado di maggior generale, (risultò subito simpatico a Benjamin Franklin), aveva esattamente l’età di Duplantis, tra i 20 e i 21, un dato che lo accomuna ad altri protagonisti della storia. Erano altri tempi, non c’è dubbio.

Le vicende che hanno portato Armand molto in alto, sino a 6.18, sono note e risalgono sino alla sua puerizia e a quel 2.33 scalato a 7 anni, la stessa età che portò il suo predecessore salisburghese a comporre una piccola serie di danza tedesca. Tutto filmato e montato dal padre Greg, 5.80, e da Helena Hedlund che, per le sue radici, è alla base della decisione di chiedere e ottenere la cittadinanza svedese. L’Upsala IF lo ha accolto a braccia aperte.

Trascurando le due ascensioni da record assoluto, l’erede di Kjell Isaksson, che di record ne aveva centrati quattro (uno ufficioso) nel suo anno più brillante, il ’72, Mondo ha portato una serie di novità: ha saltato 6.05 prima dei 19 anni (Sergei Bubka diventò campione del mondo a quasi 20 con 5.70, che era anche il suo record). Sta fornendo motivo di studio per i cultori e tecnici della specialità (velocità in rincorsa e negli ultimi dieci metri), ha portato il suo rendimento medio a 6.00 e ha persino contribuito a creare una delizia statistica: con 6.02 il simpatico Sam Kendricks è diventato il più alto perdente della storia strappando questa specie di record al russo Timur Morgunov, secondo con 6.00 dietro all’Euro-Armand in versione berlinese. Chi ne capisce dice che i 6.25 possono non esser lontani, i 6.30 ipotizzabili.

In attesa del Golden Gala è interessante notare che in Italia per undici volte è stato stabilito il primato del mondo di salto con l’asta, quattro nel meeting romano. Il primo venne giusto cinquant’anni fa, nell’Universiade torinese e nebioliana, nello stesso giorno del 6.84 della bella e sexy Heidimarie Rosendahl per la quale tutti palpitavamo. “Palpitavamo” mi sembra appropriato ed elegante (di certo, più veritiero). Due ore e mezza dopo, la Germania di là pareggiò la Germania di qua quando Wolfgang Nordwig scavalcò 5.46 aggiungendo un centimetro alla misura che aveva superato meno di tre mesi prima in una delle miniere della DDR, il Friedrich Ludwig Jahn Sport Park berlinese. Giuro che non lo faccio apposta se in queste storie c’è sempre un Wolfgang di mezzo.

 

Cerca