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I sentieri di Cimbricus / La magia del "giro", con e senza ostacoli

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Mercoledì 26 Agosto 2020

 

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Il 46”87 di Stoccolma – a 9/100 dal trentennale mondiale di Kevin Young – porta il giovane Karsten in quinta posizione nella “combinata” piano/barriere. Ma con un “differenziale” (2”00) ancora migliorabile.

Giorgio Cimbrico

Il 4 agosto 1979, magnifica prima giornata della finale di Coppa Europa al vecchio comunale di Torino, Harald Schmid, baffuto tedesco federale originario dell’Assia, diede un consistente apporto alla sua squadra: in un’ora e qualche minuto vinse prima i 400hs in 47”85 (tempo storico: un record europeo che cancellava il 48”12 messicano di sir David Hemery e costituiva la terza discesa sotto i 48” dopo John Akii Bua e Edwin Moses) e concesse il bis sui 400 in 45”31.

Il 23 agosto 2020, Diamond League a Stoccolma, Karsten Warholm, il norvegese che ama correre al largo dopo essersi preso a schiaffoni, in meno di cento minuti ha portato la più seria delle minacce al record di Kevin Young datato ’92 (46”87 contro 46”78, nove centesimi di troppo e con un incespico, pure di troppo, alla decima barriera), ha firmato un ennesimo record europeo, è diventato l’unico della storia ad aver violato due volte la barriera dei 47”0 e ha voluto chiudere quella che i francesi chiamano “glorieuse journée” esibendo la sua corsa coraggiosa sui 400, chiusi in 45”05.

A 24 anni la “belva” del Vesterland, che ha meritato la copertina dell’Almanacco ATFS, ha più di un obiettivo: riportare il record mondiale degli ostacoli in Europa dopo quasi mezzo secolo, dare una scossa all’eurolimite dei piani (sono passati 33 anni dal 44”33 di Thomas Schoenlebe, unico del vecchio continente ad aver conquistato un titolo mondiale) e scalare, sino in cima, la classifica della “combinata” delle due distanze alle quali gli anglosassoni si sono deliziati di appiccicare l’aggettivo killing.

Karsten, 24 anni e due titoli mondiali, non teme la fatica, tutt’altro. E’ nel portarsi ai limiti, e a forzarli, che entra nei territori più amati. E’ stato così sin dall’inizio: qualcuno lo ricorderà agli Europei juniores 2015 di Eskiltuna, secondo nei 400, in 46”10, corsi in pieno decathlon, chiuso anche quello al secondo posto. La sua lista di record personali è molto estesa (presenta anche un 9.18 di peso e un 29.40 nel disco) e una delle gemme della corona è il 44”87 di tre anni fa. Due secondi e dieci ostacoli in meno rispetto al tempo di Stoccolma

Nella compilazione della lista della confraternita dei combinasti, tra l’asetticità dei punti assegnati dalla tabella e i “tempi” (con relativa somma), la preferenza è caduta ancora su questo secondo tipo di classificazione, più calda, capace di rivangare vecchie e meno vecchie immagini. E di accendere un virtuale ma acceso testa a testa tra chi occupa i vertici. Ve la propongo.

• Rai Benjamin 44”31 + 46”98 = 91”29  
• Angelo Taylor 44”05 + 47”25 = 91”30  
• Abderhaman Samba 44”60 + 46”98 = 91”58  
• Kerron Clement 44”48 + 47”25 = 91”72  
• Karsten Warholm 44”87 + 46”87 = 91”74 (diff.: 2"00) 
• Kevin Young 45”11 + 46”78 = 91”89 (diff.: 1"67) 
• Andrè Phillips 44”71 + 47”19 = 91”90  
• Sam Matete 44”88 + 47”10 = 91”98  
• Felix Sanchez 44”90 + 47”25 = 92”15  
• Bershawn Jackson 45”06 + 47”30 = 92”36  
• Harald Schmid 44”92 + 47”48 = 92”40  
• Stephane Diagana 45”18 + 47”37 = 92”55  
• Danny Harris 45”19 + 47”38 = 92”57  
• Edwin Moses 45”60 + 47”02 = 92”62 (diff.: 1"42) 
• Bryan Bronson 45”66 + 47”03 = 92”69 (diff.: 1"37)                



Fabrizio Mori 46”19 + 47”54 = 93”73

Mori ha dato un eccellente apporto sia alla staffetta azzurra che a quella delle Fiamme Gialle, ma ha corso raramente la distanza piana. Nell’anno della vittoria mondiale di Siviglia valeva un tempo attorno ai 45.0.

Postilla finale. – In una combinata atipica, estesa a quattro distanze, nessuno meglio di Rai Benjamin, americano con radici famigliari ad Antigua & Barbuda: 10”03, 19”99, 44”31, 46”98.

 

 

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