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I sentieri di Cimbricus / Il Parnaso del calcio, un mondo a parte

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Sabato 23 Maggio 2020

 

stadio-vuoto 


Proteggiamo i semidei, pare essere la sola premessa agli accordi (se ci saranno) tra federcalcio e quel comitato scientifico cui il governo affida le questione spinose. E, a quanto pare, senza soluzioni condivise.

Giorgio Cimbrico

Il calcio, i suoi pusher, i suoi inoculatori, i suoi paladini, i suoi padroni, i suoi prosseneti, le sue vittime, i suoi consumatori hanno un pregio: producono e trasmettono allegria, buon umore, situazioni paradossali, buffe. Sono meglio di Lino Banfi e di Alvaro Vitali. Avrei voluto citare i fratelli Marx e il primo Woody Allen ma mi sono vergognato e mi sono subito corretto. In ogni caso, la dimensione del riso, diceva Aristotele (vedi Umberto Eco) è quella che rende la nostra condizione umana più completa, più analitica. Cesare diffidava dei magi, io diffido di quelli che non ridono.

Chiarimenti necessari: sono reduce dall’aver letto le proposta che la FIGC sottoporrà al comitato scientifico in tema di viaggi quando (escluderei il se) riprenderà la serie A. Perché, diciamolo, delle altre lettere dell’alfabeto non importa niente a nessuno. La cornucopiA è quellA.

Virus o non virus, a me pare non cambi nulla rispetto alle vecchie normalitĂ  perdute, patrimonio nostro, non loro.

Viaggio in treno: tutti in una sola carrozza. Capita già e magari con strappi alle regole. Ricordo che un paio d’anni fa la Roma prese una Freccia che non fermava a Parma, ma essendo i giallorossi a bordo a Parma fermò. Chissà se qualche passeggero fece delle rimostranze. Nel caso, non ebbe solidarietà.

Viaggio in aereo: imbarco direttamente sotto bordo. Meglio se verrà usato un charter. Lo fanno già, sia l’imbarco che il charter.

Viaggio in pullman che, tra l’altro, è diventato una specie di mausoleo montato su molte ruote, con vetri oscuratissimi: viene suggerito che ne possano essere utilizzati due.

Permanenza in albergo: itinerario guidato all’interno, stanze singole, cibo servito non da dipendenti dell’hotel. Il confinamento in aree dedicate (aggettivo sempre più di moda, a proposito o a sproposito) è già un realtà da tempo.

L’abbozzo di protocollo non scende in particolari sull’arrivo allo stadio, sulla discesa negli spogliatoi che certo verranno sanificati come il sergente Hartmann – vedi Full Metal Jacket – si augurava fossero gli impianti igienici o cessi usati dal suo plotone, in addestramento per trasformarsi in macchine da guerra.

Con qualche piccola correzione, qualche particolare in più, la proposta rende sempre più salda l’idea che da tempo mi sono fatto: quella del mondo a parte, della riserva protetta che neanche Ngorongoro o tantomeno i monti Virunga, regno sempre più minacciato dei gorilla di montagna, belli, maestosi, intelligenti, miti.

Avevano già pochi contatti con il mondo esterno (un selfie, un autografo scarabocchiato seduti al volante di macchine costose in modo demenziale, un “cinque” scambiato con fan che, grazie ad appoggi o raccomandazioni, possono prender posto nella rampa di scarico del pullman), ora li hanno del tutto annullati e per un lungo periodo non avranno nemmeno la seccatura di essere assordati da dichiarazioni corali di amore incondizionato o da ingiurie.

Sono dei, semidei, eroi e hanno, giustamente, il loro Parnaso.

 

 

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