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Piste&Pedane / Evitiamo che la Pandemia generi illusioni

Giovedì 19 Marzo 2020


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Tutta la stagione sta subendo gravosi contraccolpi: non rischia solo Tokyo con quel che ne consegue, ma anche gli Europei di Parigi e lo stesso Golden Gala. E sullo sfondo, le elezioni federali.

Daniele Perboni

Pungolato da un vecchio compagno di incursioni atletiche (“Vedi di uscire dal tuo isolamento lomellino, …”), ora autoesiliatosi in Riviera come un antico satrapo, finalmente rimetto mano alla tastiera. Argomenti all’ordine del giorno pochi, stante la cancellazione di tutta l’attività sportiva. Però qualcosina negli ultimi giorni ha ringalluzzito la voglia di … polemica. No, non proprio. Meglio chiarire e puntualizzare. Sul sito FIDAL di martedì 17 marzo è apparsa un’intervista al presidente Alfio Giomi. Fra i vari punti toccati anche le Olimpiadi. Riporto testualmente domanda e risposta.

– È l’anno olimpico. In attesa di ulteriori indicazioni dal CIO, che linea si è data la Federazione?

“Un messaggio chiaro: la stagione va avanti, la preparazione va avanti. Dobbiamo continuare ad allenarci pensando che i Giochi olimpici si svolgano regolarmente. Ma non solo Tokyo: subito dopo ci dovremo far trovare pronti per gli Europei di Parigi, …”

Giusto che il Presidente veda il bicchiere mezzo pieno e che si dica fiducioso, speranzoso. Lo impone il ruolo istituzionale che ricopre. Ma, sinceramente, quante possibilità esistono che Giochi e Campionati continentali si possano svolgere regolarmente? Personalmente le riteniamo quasi prossime allo zero, con qualche potenzialità maggiore per l’evento a cinque cerchi. Business is business e di dollari le Olimpiadi ne muovono a vagonate. Anche se, meglio chiarire subito, nessuno gioisce per l’annullamento delle Olimpiadi.

Con il Campionato Europeo di calcio posticipato di un anno, come si può ritenere verosimile mantenere in vita l’omologo atletico? Suvvia, non lasciamoci travolgere da illusioni, miraggi e fantasticherie. Che cosa avrà mai l’atletica di diverso (o di meno, o di più) dal calcio o dagli altri sport? E un legittimo dubbio ha fatto capolino anche fra i “maggiorenti” della Federazione Europea. Dubbi esplicitati dalle parole del presidente Svein Arne Hansen, prima che, domenica 15 marzo, venisse colpito da un ictus con conseguente immediato ricovero: «Forse la domanda più urgente per la maggior parte delle federazioni è lo stato del principale evento europeo di questa stagione, i Campionati europei di atletica leggera di Parigi 2020 dal 25 al 30 agosto. A questo punto possiamo dire che i preparativi stanno procedendo come previsto, ma stiamo monitorando gli sviluppi su base giornaliera e dobbiamo rimanere vigili mentre la situazione si evolve».

Tutta l’Europa, e con essa il globo terraqueo, è travolta da questa Pandemia e già da più parti si mormora di eventi annullati in ogni angolo del mondo. Alla luce di questi avvenimenti si può veramente pensare di salvare gli Europei? Cerchiamo di essere realistici. Identica sorte toccherà, purtroppo, al Golden Gala, in programma a Napoli il 28 maggio (ma qualcuno lo vorrebbe di ritorno all’Olimpico, ora libero dal calcio). Mancano poco più di due mesi e scienziati, esperti, medici, virologi continuano a ripetere incessantemente che questa crisi non passerà tanto facilmente e non si spegnerà nell’arco di qualche mese.

Dunque, prepariamoci. Si preparino atleti e tecnici ad una ripresa dell’attività agonistica non propriamente dietro l’angolo. Si parla dell’autunno o al meglio immediatamente dopo l’estate. Non siamo pessimisti, più semplicemente obiettivi, pragmatici. Sempre pronto a fare ammenda e cospargermi il capo di cenere se, alla fine, il bicchiere risulterà veramente mezzo pieno. Se non colmo.

Per chiudere una domanda agli esperti o sedicenti tali. A fine anno sono previste le elezioni federali per il rinnovo del Presidente e del Consiglio Direttivo. Per convenzione tutto ciò avviene alla fine del quadriennio olimpico, dopo, appunto, i Giochi. Ma se questi dovessero “saltare”? Il tutto verrà rimandato oppure esiste qualche possibilità di salvare il salvabile? Ai “costituzionalisti” l’ardua sentenza.

 

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