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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Amarcord / Mimose per una signora di 137 anni: la Pro Patria

Domenica 8 Marzo 2020

 

mimosa

 

Oggi è la Festa della Donna. Non sappiamo se è irriverente estenderla a una società di atletica, anzi alla "società di atletica" quale è stata - attraversando tre secoli - la Pro Patria di Milano. Ma l'occasione ce l'ha offerta il suo Presidente per antonomasia, Giuseppe Mastropasqua - per gli amici e tutti gli altri solo Beppe - quando ha scritto questo messaggio d'amore per lo spettacolo tenuto nei giorni scorsi all'Auditorium Cam Olmi. Ve lo proponiamo.

 
Beppe Mastropasqua

 

"Anni Cinquanta. Le vacanze estive erano felici pomeriggi con amici al campo Giuriati. Ci si bagnava con la canna di gomma quando l'afa si faceva più insopportabile. Una gazzosa dalla Gisella era un lusso che non sempre ci si poteva concedere. All'imbrunire tornavamo a casa felici. Mai avrei pensato che quelle personali sensazioni che provavo in quei giorni sarebbero state così importanti al punto da segnare la mia vita. Mi stavo innamorando di una meravigliosa donna. Stavo per ricevere da altri un messaggio da difendere ed una fede per divulgarlo". [Dalla prefazione di Beppe al volume "Nel nostro futuro cento anni di gloria" di Alfredo Berra, Oscar Eleni, Giorgio Reineri (Milano, 1982)].


Cara Pro Patria, ti ho conosciuto che non avevo compiuto 20 anni.
Di te, mi sono subito innamorato.
Tante sere abbiamo trascorso insieme.
Sognavamo di raggiungere ambiziosi traguardi.
Col tempo, i sogni, attraverso molti sacrifici, si sono tramutati in realtà.
In quegli anni eri sola, era finita un’epoca.
Si doveva dare inizio ad una nuova.

Desideravamo circondarci di giovani desiderosi di vivere la loro età nel migliore dei modi.
La nobile aspirazione non sarebbe stata facile da realizzare.
Il percorso sarebbe stato accidentato.
Per circa quarant'anni ti sono stato giornalmente vicino: penso, comunque, ora ottantenne, di aver speso bene il mio tempo.
Quante rinunce per starti vicino e farti diventare una prima donna!
La costanza, come sempre, ha premiato.
Ricordo che percorrevo i Viali Lombardia e Romagna per raggiungerti in uno scantinato.
All’inizio ho organizzato manifestazioni studentesche per reclutare giovani: futuri atleti o dirigenti.

Il vecchio professore Dino Nai, nostro nume tutelare, proprio sui secondi puntava.
Il Liceo Carducci fu generoso, ci fece conoscere gli uni e gli altri: Giorgio Rondelli e Franco Ferrari. Corrado Tani, Segretario della sezione. Prezioso custode della sua storia, Ogni risultato è da lui catalogato e conservato.
Nicoletti, la continuità fra il vecchio e il nuovo, incoraggiava e motivava con squisita sensibilità e tanta competenza.
L’avvocato Franco Malnati, allora Presidente della Società, seguiva con affetto la nostra attività e non lesinava aiuti e incoraggiamenti nei momenti di difficoltà.
Luciano Patelli, ultimo degli azzurri di quel periodo, era simbolo da imitare.
Nini Beccali, oro nei 1500 nel 1932 a Los Angeles, ogni anno da New York ci faceva visita, portando sempre un consiglio affettuoso ed un incoraggiamento.

Franco Ferrari da subito contestava e non ha mai smesso, ora è il Presidente della Sezione Atletica. A lui il merito della continuità.
Giorgio Rondelli, invece di andare a scuola e allenarsi, lo dovevo rintracciare impegnato a giocare a boccette.
É stato azzurro, poi allenatore della Pro Patria, della nazionale per il mezzofondo oggi sempre in Pro Patria fino a sera.
Gaetano Erba, medaglia d’oro e primatista mondiale ai Campionati Europei Juniores in Polonia; Alberto Cova, oro nei 10000 ai Campionati Europei di Atene, ai Mondiali di Helsinki, alle Olimpiadi di Los Angeles nell’84; cinquant’anni dopo Beccali, Francesco Panetta, oro ai Campionati del Mondo di Roma: sono i fiori all’occhiello della Pro Patria e di Giorgio, loro allenatore.
Oggi, come posso dimenticare i grandi successi raggiunti dalla Società.
Più volte Campioni d’Italia sia in pista che nel cross.
Quest’ultima specialità è stata per noi tanto cara e perciò seguita con impegno ed entusiasmo.

Io, primo innamorato della specialità, ho avuto l’onore di far parte per ben ventisette anni del Comitato del Cross Country della Federazione Internazionale di Atletica.
La squadra, con determinazione, è riuscita, dopo innumerevoli tentativi, a vincere la Coppa dei Campioni di Cross
Quella in pista è stata conquistata a Milano e a Londra! Le prove di Cova e di Evangelisti, di Tamberi e di Cosi, di Pavoni e di Riboud e di tanti altri grandi atleti rimarranno sempre nella storia della società.
Non posso dimenticare il Centenario della società nel 1983.

Si è celebrato al Museo della Scienza e della Tecnica alla presenza di autorità del Governo Granelli,della Regione Guzzetti e del Comune Tognoli, del Coni Gattai e del Presidente del Comitato Olimpico: Samaranch.
Questi non usa a presenziare a simili manifestazioni, partecipava solo a quelle delle Federazioni in occasione di grandi eventi.

É stato perciò un grande onore averlo nostro ospite.
I giornalisti, in rappresentanza di ogni testa, hanno ampiamente scritto dell’avvenimento.
Erano presenti tutti i grandi campioni del passato che con le loro gesta hanno reso gloriosa la Società. Da Beccali a Guglielmetti.
Il sindaco Tognoli ha ascoltato con attenzione il mio discorso in qualità di Presidente della Società. Richiedevo con determinazione di dotare la gloriosa Centenaria di una Sede degna del suo passato.
Il sindaco ha recepito la richiesta e in breve tempo ci ha assegnato l’impianto della Bicocca ex Pirelli. Il Presidente della Regione Guzzetti ha fatto deliberare un sostanzioso contributo cosi come il Coni che ci ha anche favorito l’accesso al Credito Sportivo.
Un contributo della San Pellegrino unito a quelli accennati ci hanno consentito di iniziare la ristrutturazione della sede, quella attuale. Questa realizzazione ha concluso la mia Presidenza attiva. Siamo nel ’91.


Finiva un altro glorioso periodo della Pro Patria, glorioso come quello che mi aveva preceduto anni prima.
E’ finita anche una felice stagione della mia vita che è stata ricca di soddisfazioni sia nell’ambito sportivo che professionale.
Oggi appunto perché sono il vecchio Presidente Onorario non posso chiudere senza fare una raccomandazione ai giovani:
siate sempre leali, sinceri e riconoscenti verso coloro che vi sono stati vicino e vi hanno aiutato. Ricordarsi sempre che quanto conquistato è anche grazie al loro aiuto.
E’ un atto dovuto, per essere uomini affidabili e che vi farà affrontare meglio le difficoltà della vita, da vivere sempre con generosità.

 

 

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