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Piste&Pedane / La doppia faccia del salto in alto

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Lunedì 24 Febbraio 2020

 

vallortigara 2-2 

 

Non è andata come ci si aspettava. Bene Pippo Tortu, meglio la rinata Elena Vallortigara, conferma di livello per Lorenzo Fabbri. Il resto un po' così, ... Nella sezione TOP TEN tutti i dati della rassegna tricolore e il punto sulla breve stagione indoor.

 

Daniele Perboni

 

Domenica di sole ad Ancona. Levataccia doveva essere. Levataccia è stata. Doppio T doveva essere. Doppio T non è stato. La seconda giornata dei Tricolori indoor era tutta centrata sulle apparizioni in pedana e sul rettilineo dei due gioielli atletici azzurri: Tamberi-Tortu. Uno solo, però, ha centrato l’obiettivo in pieno. Il più giovane. Sprinter di vaglia, senza nessun dubbio. Lo dicono i numeri, il cronometro (6”60), anche se il brand (così lo chiamano quelli che se ne intendono) pare un poco in ribasso. Ma andiamo con ordine. Già alle 9,30 del mattino gli spalti del palazzetto offrono un buon colpo d’occhio.

Non proprio come te lo aspettavi ma, comunque, data l’ora non è male. Il padrone di casa, Gianmarco Tamberi, ha chiamato a raccolta tifosi, sostenitori, appassionati. Qualche buco sugli spalti? Che sarà mai. È domenica mattina. Arriveranno. Non arrivano in massa come ci si aspettava. Pazienza. Che la gara abbia inizio.

Finisce con Marco Fassinotti tricolore (2.20) e che ringrazia. «Due persone che, purtroppo non ci sono più: Alessio Giovannini (ex addetto stampa della Federazione), con il quale ho sempre parlato, anche della mia vita privata, e che ora si starà godendo da lassù la mia nuova vita, ed Elio Locatelli. Mi ha sempre sostenuto e incoraggiato. Tante volte è venuto al campo, sotto il sole anche solo per darmi un segnale di conforto».

Faccia scura e delusa per Tamberi, secondo con identica misura e che chiede scusa alla città per non essere riuscito a ripagarla con «salti decenti». Fuori gara, 2.26 per il cinese Guowei Zhang che da alcuni mesi fa tappa a Siena sotto la guida di Stefano Giardi, il tecnico di Elena Vallortigara, l’atleta che proprio sotto il tetto del Palaindoor marchigiano è (ri)salita sino a 1.96, minimo olimpico.

Gara combattuta e finita con ottime misura da tutte e tre le ragazze che hanno occupato il podio. Si inizia con la vicentina che valica 1.78 alla “prima” e continua con 1.82, 1.86, 1.88. A 1.90 il primo errore, rimediato al secondo salto. Quindi 1.92 e 1.96 sempre al primo approccio. Tre nulli, ormai scarica, a 2.00. Seconda Alessia Trost: 1.90 al terzo. Terza Erika Furlan (1.90) autrice di una vera e propria maratona in pedana con sedici salti. (foto Colombo/Fidal: Trost, Vallortigara, Furlan).

Il resto? Da segnalare il 52”82 di Ayomide Folorunso nei 400; i 5939 punti di Simone Cairoli nell’eptathlon, a 33 punti dal primato italiano di William Frullani targato 2009; il 21.45 di Leonardo Fabbri nel peso che porta così a otto i lanci sopra i ventuno nell’arco di un mese.
Si spengono le luci e si chiude con le consuete notizie sul Coronavirus che impazzano ovunque e con la speranza di non incappare nel cordone sanitario al nostro rientro in Lombardia, ...

 

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