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Giornale di attualita' storia e documentazione sullo Sport Olimpico in Italia

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Piste&Pedane / Caccia al voto nell'universo parallelo

Giovedì 9 Gennaio 2020

 

fabbricini-18 2


Attorno ai prati del Campaccio si sono tenute le prime prove generali per la scalata al soglio di via Flaminia: poche le facce nuove, segreti o quasi i progetti, da definire alleanze e schieramenti. Come andrà a finire?

Daniele Perboni

Vi avevamo promesso il “contorno elettorale” del Campaccio? Se avrete la pazienza di continuare a leggere vi accorgerete che l’impegno è stato rispettato. Siamo o no diligenti Giovani Marmotte? Dunque eccovi il “red carpet” alla prima dell’anno olimpico. San Giorgio su Legnano: in rapida successione incontriamo dirigenti di società lombarde (e sin qui tutto normale), presidenti più o meno caduti in disgrazia, consiglieri regionali, ex consiglieri, leader provinciali, tecnici in odore di ambire alla soglia di quale incarico non si sa. Vecchi marpioni della politica sportiva sempre pronti a cambiare fronte d’attacco, antichi “arrabbiati” organizzatori in attesa di riscuotere crediti (Politici, cosa avete capito? Malfidenti!).

Gente che “rode, rode, rode”, stando seduta sulla riva del fiume, in attesa di veder passare, se mai accadrà, il cadavere di qualche nemico. Invecchiano fiduciosi e rancorosi. Resta da vedere se la prospettiva di vendetta renderà più atossica la rivincita o logorerà a tal punto il soggetto da renderlo totalmente inattivo. È successo anche questo in passato.

Insomma, di tutto e di più. E mentre sul percorso corrono, sbuffano, sudano atleti e atlete, nei vari capannelli si fanno i nomi. Alcuni già conosciuti e saliti alla ribalta (Mei, fino ad ora l’unico che si è candidato ufficialmente presentando anche un programma chiamato “L’orgoglio del riscatto”, Fabbricini, Parrinello, Morini i più cliccati), altri nuovi o quasi: Maurizio Damilano (comunque già dato per disperso o almeno in arretramento strategico su altre posizioni, i più maligni la chiamano ritirata); Giacomo Leone (pochissimi hanno capito quella sua uscita in cui si metteva “a disposizione”, facendo letteralmente andar fuori di testa qualche capo fazione, qualcuno ancora si sta curando per il travaso di bile); Silvia Salis, consigliere federale in carica, in quota atleti. Le solite malelingue, fra un sussurro e un sorriso (benevolo? bonario? astioso? ironico?), lasciano trasparire obiettivi diversi per l’incantevole ex-martellista ligure (CONI o dintorni).

C’è chi si spinge oltre, arrivando a mormorare, guardandosi attorno circospetto, il nome di Massimo Magnani, anche lui presente in loco. Stiamo forse viaggiando in un universo parallelo? Resta fuori dai commenti fantasiosi, almeno per il momento, il gruppone guidato da Dino Ponchio, con portavoce Carlo Stassano da Casalmaggiore (“Insieme per l’atletica”), che non ha ancora trovato la quadra sul nome da appoggiare per lo scranno di presidente.

Discorso a parte per la truppa schierata a sostegno di Alberto Morini ("L’Atletica per le nuove generazioni"), già vice presidente FIDAL all’epoca di Franco Arese. Sui prati del Campaccio, dunque in terra straniera, territorio dominato dall’usignolo parlante Gianni Mauri, quindi pro Giomi, ..., si è presentato accompagnato da Roberto Fabbricini, ex alto dirigente del CONI in pensione («Ho chiuso con i Giochi di Rio»). In quale veste i due suoneranno al concerto finale di novembre? Sinceramente non siamo riusciti ad intenderlo. Chi sosterrà il ruolo di front runner alla Freddie Mercury e chi, invece, dirigerà l’orchestra alla Riccardo Muti?

I giochi, non quelli olimpici, sono aperti. Le sfide lanciate, anche se la maggior parte dei protagonisti si sta muovendo sotto traccia. Alla fine si arriverà ad una Große Koalition o i contendenti si scanneranno sino all’ultimo voto? Chi vivrà, …

 

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