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Piste&Pedane / Vigilia al sole per l'Eurocross lusitano

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Sabato 7 Dicembre 2019


lisbona-percorso 2

 

Edizione n. 26 del campionato continentale di campestre: in uno scenario molto poco autunnale, la squadra azzurra apre la stagione 2020 con qualche fondata speranza. Si chiama Yeman.

Daniele Perboni

 

Lisbona ti accoglie quasi come una madre premurosa. Ti abbraccia appena sceso dall’areo. Ti coccola con la sua aria tiepida da città marinara. Per chi arriva dalla fredda, umida e nebbiosa Lombardia è un ritorno alla lontana primavera. In poco meno di dieci minuti ripiombi nella realtà, con il traffico caotico, rumoroso, incessante, snervante. Che ti aspettavi? In fin dei conti siamo in una capitale europea di oltre mezzo milione di abitanti (tre milioni compreso il circondario) ed è venerdì sera. E poi non sei volato da queste parti per un semplice viaggio turistico. Il ventiseiesimo Eurocross è alle porte e se hai deciso di seguirlo in diretta non puoi distrarti.


Sabato mattina. Sole, nubi, temperatura che sfiora i 14 gradi. In quindici minuti il bus ti scarica all’ingresso del “Bela Vista Park”, luogo deputato alle gare. Verde smeraldo, ben ordinato, poco lontano dal centro storico. Sede di un festival musicale, il “Rock in Rio Lisbona 2018”. Trovi una marea di atleti che sgambettano, prendono confidenza con i saliscendi, le curve e i dossi che domani (domenica) renderanno loro la vita difficile.

Quando il sole sbuca dalle nuvole la giacca a vento diventa fastidiosa. Saluti fra tecnici e dirigenti azzurri. Atmosfera serena e rilassata, in attesa della riunione tecnica e del battesimo per alcune matricole azzurre. Si mormora che Yeman, presumibilmente il capitano della spedizione, abbia già preparato un intruglio misterioso da usare per l’iniziazione. Giornalisti italiani? Siamo in tre. Decisamente una partecipazione numerosa, ... Questo è l'interesse che l'atletica suscita alle nostre latitudini.


Improvvisamente quasi dal nulla sbuca Yeman Crippa. È atterrato ieri sera (venerdì), proveniente direttamente dal Kenia, dopo tre settimane di raduno a Iten. Come sempre è sollecito a parlare. Educato e ben disponibile. «Ci siamo divertiti io e Yoghi (Chiappinelli). Un gran bel lavoro in pista e sugli sterrati». Siamo curiosi di saperne di più. «Il martedì e il giovedì ci si ritrovava ad un determinato punto, il palo sette lo chiamavano. Un gruppo numeroso. Ci trovavi di tutto, dagli agonisti veri e propri alle persone un po’ più anziane o semplici amatori. Dopo il discorso iniziale di quello che consideravano il “capo” si partiva. Dieci, quindici chilometri a ritmo alternato. Un chilometro veloce, sul “passo” dei 2’40”, seguito da un altro lentissimo, anche a sei minuti a chilometro. A metà percorso delle cento, centocinquanta persone si rimaneva in una ventina. Lavoro duro, massacrante ma esperienza meravigliosa. Sembrava di essere sempre in gara».


Il resto della settimana? «Lavori in pista».

Sei le squadre azzurre schierate, praticamente si copre tutto il programma: assoluti, under 23 e under 20. Le nostre punte? A livello individuale Yeman Crippa e Nadia Battocletti fra le juniores. Proprio in questa categoria si può puntare anche al podio con la stessa Nadia, già vincitrice lo scorso anno, e Angela Mattevi, recentissima campionessa iridata di corsa in montagna in Argentina.

Osservato speciale il norvegese Didrik Toenseth per una semplice particolarità: è un eccellente atleta nello sci di fondo, tanto da contare in carriera una medaglia olimpica in staffetta a PyeongChang e due successi iridati. Inoltre, poco più di un mese fa, si è piazzato al secondo posto nei campionati norvegesi di cross (alle spalle di Henrik Ingebrigtsen) oltre ad aver vinto, a Beitostoelen, la 15 km a tecnica classica nella Coppa del Mondo di sci di fondo.

Possibilità di pioggia per domenica mattina. Evento che aggiungerebbe sale alla saporita pietanza lusitana.

 

 

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