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Piste&Pedane / Un Gala della Marcia per guardare avanti

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Martedì 3 Dicembre 2019

 

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Non tanto una provocazione, quanto una chiamata alle armi e una ripartenza. Questo potrebbe essere il senso del convegno indetto dal saggio Pietro Pastorini. Con una certezza: l’epopea della Marcia con si concluderà certo a Tokyo.

Daniele Perboni

Quando la voce roca di Pietro ti chiede se potrai essere presente a Lomello per una determinata data non puoi tergiversare. Non hai alternative. Sì, punto. Un diniego non sarebbe accettato. Già lo sai in precedenza. E come potrebbe essere altrimenti? Se il “vecchio” Pastorini chiama, amici, appassionati, antichi, nuovi e futuri camminatori sanno che in fondo a quella strada, nella più profonda Lomellina, nei pressi del Battistero di San Giovanni ad Fontes, e della Basilica di Santa Maria Maggiore troveranno il “Santo Graal” della marcia.

In quel piccolo centro di non più di tremila anime, governato dalle zanzare ed ora anche da insopportabili puzze emanate dai fanghi di depurazione (immagine per nulla poetica, …), usati per concimare prati e risaie, l’antica arte del “tacco e punta” ha un cuore pulsante che tiene viva, comunque, una specialità ferita a morte dalle scellerate decisioni del CIO. Via quei fastidiosi puzzapiedi che insistono a camminare sempre più velocemente. E per 50 chilometri, poi! Inaccettabile.

Così ecco che il vecchio marinaio di terra, instancabile nonostante gli 83 anni vissuti a tutte le latitudini, si è messo ancora una volta al timone ed ha indicato la rotta: organizzare un Gala della Marcia, senza gli eccessi e i lustrini di chi può attingere a serbatoi con centinaia di migliaia di euro. Una festa più raccolta, in un luogo, tanto per cambiare, poco istituzionale. La chiesa di San Rocco, sconsacrata, è perfetta.

Al giorno (30 novembre) e all’ora indicata dal timoniere in tanti ci siamo trovati. Fra sorrisi, strette di mano, saluti, giornalisti, atleti, allenatori, dirigenti, il tempo è volato. Spazio ai riconoscimenti, primi fra tutti gli atleti messisi in mostra nell’arco dell’anno: Eleonora Giorgi e il suo tecnico Gianni Perricelli; l’oro del Festival Olimpico della GioventĂą Europea Under 18 Gabriele Gamba con il tecnico Andrea Previtali; il vicecampione europeo Under 20 Riccardo Orsoni con l’allenatore Alessandro Gandellini e l’autore del miglior tempo italiano dell’anno sui 50 km maschili, Stefano Chiesa, seguito tecnicamente proprio da Pastorini.

E come potevano mancare i gemelli Damilano? A cui è stato consegnato un riconoscimento per il fratello Sandro. E proprio Maurizio Damilano, presidente del Comitato della Marcia in seno alla World Athletics, ex IAAF, ha sottolineato le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la cancellazione della 50 dai Giochi a partire dal 2024: «Così facendo abbiamo ottenuto di mantenere quattro podi nella rassegna olimpica, pur dovendo perdere un poco della nostra storia. Insomma, siamo riusciti ad ottenere un certo equilibrio. No alla cinquanta, sì alla trentacinque e alla 20. Senza contare che 35 chilometri sono più “abbordabili” e si potranno ripetere più volte durante una stagione agonistica».

La conferma definitiva della cancellazione della 50 femminile a Tokyo è giunta da Luis Saladie, dirigente iberico ed ex membro della commissione marcia: «La marcia deve sopravvivere. Troppo poche le donne alla partenza sulla lunga distanza. Senza dimenticare che in molte nazioni anche la partecipazione maschile è ridottissima. Ecco perché si è optato per la 35. Una distanza più digeribile e che consente a molti specialisti di “doppiare”».

Evidentemente dispiaciuti Eleonora Giorgi e Gianni Perricelli: «Ci adegueremo – il commento del tecnico – Sono convinto che un’atleta come Eleonora è un grande patrimonio da conservare e le sue potenzialità non le abbiamo ancora esplorate appieno».

E prima di sedersi tutti a tavola il grande vecchio lancia una delle solite provocazioni che, con le opportune alleanze, potrebbe anche trasformarsi in realtà: «Negli anni Ottanta abbiamo lanciato il Challenge mondiale della marcia femminile. Eravamo all’avanguardia ed abbiamo avuto ragione. Perché non provare con un omologo maschile sulla Cinquanta?».

Romantico o utopico sogno? Forza vecchio marinaio, dispiega le tue vele al vento.

 

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